Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di domenica 9 agosto

4' di lettura 09/08/2020 - Dal Vangelo secondo Matteo.

Dopo che la folla ebbe mangiato, subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.

La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!». Parola del Signore

Nel brano del Vangelo che la liturgia ci propone oggi possiamo notare quattro momenti, che racchiudono altrettanti insegnamenti per noi.
1- Anzitutto ci si dice che Gesù, dopo la moltiplicazione dei pani congeda la folla e va sul monte, da solo, per pregare. Gesù cerca momenti di solitudine, per entrare in colloquio con il Padre. Nella preghiera Gesù comprende la volontà del Padre. E qui sta il primo insegnamento per noi, così affannati, scontenti, agitati, così problematici. Abbiamo bisogno di silenzio e di preghiera! Proprio per non essere mai soli, ma sempre con il Padre celeste.

2- In secondo luogo il vangelo di oggi ci presenta i discepoli in barca sul lago.
Subito il mare è in tempesta. Quel mare in tempesta rappresenta l’infuriare del male e della tentazione. La navicella sballottata rappresenta la Chiesa. Ma la navicella può rappresentare anche la nostra vita. E’ il momento della preoccupazione o della paura. Sembra che nemmeno il Signore si faccia sentire. Eppure il vangelo ci dice che Gesù si fa vicino, è sempre vicino. Gesù si avvicina alla barca camminando sull’acqua e grida: “Coraggio, non abbiate paura, sono io”. E anche qui il messaggio è chiaro: dobbiamo imparare a vedere questa presenza di Gesù nella nostra vita. Impariamo a dirgli: Sali sulla barca della mia vita, sii tu a guidarla. Il cristiano che ha accolto il Signore, non ha paura. Non perché ogni problema è risolto, ma perché ogni cosa ha senso, ed è possibile sperimentare la pace del Signore.

3- Il terzo momento che il vangelo ci propone è l’esperienza di Pietro. Pietro vedendo Gesù che cammina sull’acqua, chiede di raggiungerlo. E anche Pietro cammina su quel mare in tempesta e non affonda. Ha gli occhi rivolti a Gesù e la tempesta non lo tocca. Ma quando Pietro tentenna, crolla nella fede, si lascia prendere dalla paura, va a fondo. E’ così: è vero che il Signore offre la sua pace, la sua forza e il suo incoraggiamento….. ma solo se non si dubita di lui, solo se si ha fede, solo se ci si abbandona in lui. E allora bisogna che la fede cresca mediante la preghiera e l’ascolto della Parola di Dio. Bisogna continuamente gridare come Pietro: “Signore, salvami!”. Ma bisogna anche accogliere quel rimprovero di Gesù: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”

4- E finalmente il quarto momento è quello in cui Gesù sale sulla barca. Quando Gesù sale sulla barca grida al vento e al mare e ritorna la bonaccia. E’ il nostro destino. Chi accoglie Gesù avrà la pace. Quella bonaccia e la riva facilmente raggiunta rappresentano il paradiso. Accogliere Gesù nella propria vita è accogliere il pastore che ci conduce alla salvezza eterna, alla vita eterna, a quella casa che è nostra e per la quale siamo stati creati.
Ma quella calma che Gesù riporta indica anche la tranquillità, la serenità che Gesù può donare fin da questa terra a coloro che credono in lui.


Tutti i quattro momenti del vangelo ci suggeriscono un atteggiamento di fondo: non vivere da soli. Nel silenzio, nella preghiera, nell’ascolto della Parola di Dio è necessario cercare Gesù, abbandonarsi in Gesù, innamorarsi di Gesù, affidarsi a Gesù, scegliere Gesù, lasciarsi salvare da Gesù, scommettere su Gesù, scoprirlo come l’unico salvatore del mondo!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-08-2020 alle 22:47 sul giornale del 10 agosto 2020 - 215 letture

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