Fermo: Fermo, seminò il panico con una roncola lo scorso ottobre: accolta richiesta di rito abbreviato

2' di lettura 17/09/2020 - Era il 3 ottobre 2019 quando Osagie Halvebhose, l'allora 38enne nigeriano, seminava il panico armato di roncola a Fermo. Ammesso stamane dal giudice il rito abbreviato richiesto dall’avvocato; il 1º ottobre l’udienza.

Dapprima aveva importunato i passanti nei pressi del cimitero, poi si era spostato verso piazza Dante con l’attrezzo in mano, seminando paura tra gli automobilisti, e ancora a viale Trento, dove, erano circa le 13, studenti e lavoratori stavano uscendo da scuola e uffici. Dopo essersi dato alla fuga, in mezzo alla campagna, tra le contrade Reputolo e Vallescura, gli agenti della polizia, contro i quali l’uomo pure si era scagliato, erano riusciti a fermarlo, a Lido di Fermo.

Nei suoi confronti il Gip del Tribunale di Fermo dispose il giudice immediato. Tentato omicidio, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, ricettazione e porto abusivo di oggetti atti a offendere, le accuse che pendono su di lui.

La difesa, affidata all’avvocato Simone Matraxia, ha richiesto quest’oggi, dinanzi al giudice Pepe, il rito abbreviato.

«Inizialmente abbiamo richiesto il rito abbreviato condizionato a una perizia psichiatrica, ma il giudice ha ritenuto la documentazione prodotta non sufficiente per poterlo disporre» le dichiarazione dell’avvocato fuori dall’aula.

Ѐ stata pertanto avanzata la richiesta di rito abbreviato semplice, ossia non condizionato dalla perizia, che il giudice ha a quel punto ammesso. Il 1º ottobre, con l’udienza, è attesa anche la sentenza.

Halvebhose intanto - dice il suo avvocato - è sottoposto a visite all’interno del carcere di Ancona, «ha compreso la vicenda, è sicuramente pentito di ciò che ha fatto ma, per noi, è importante indagare l’aspetto psichiatrico» sostiene il legale. Aspetto, quello psicologico, che invece non sarà oggetto di approfondimento da parte del giudice.

La difesa, infine, afferma di non ritenere fondata la contestazione più grave, vale a dire il tentato omicidio. «Speriamo di far venire meno questo capo di imputazione, mentre, per quanto riguarda gli altri, commessi in flagranza, si tratterà di determinare un trattamento sanzionatorio proporzionato al caso concreto» conclude.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 17-09-2020 alle 14:53 sul giornale del 18 settembre 2020 - 517 letture

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