Senigallia: Chi ha vinto, chi ha perso, chi ha perso ma...

4' di lettura 23/09/2020 - Dopo ogni elezione ho l'abitudine di commentare i risultati elettorali a margine dell'articolo dei risultati elettorali dividendo i protagonisti in chi ha vinto, chi ha perso e chi ha perso ma ha buone ragioni per consolarsi. Quest'anno però ci sarà un ballottaggio ed è quindi impossibile indicare un solo vincitore. Ho quindi creato la categoria: "Chi potrebbe vincere".

Dopo le elezioni è abitudine di tutti i partiti dire di aver vinto. Non è così. Ecco chi ha perso, a mio insindacabile giudizio. (Potete ovviamente contestare i miei giudizi nei commenti).

Chi ha vinto
Luca Santarelli e Antonio Mastrovincenzo, eletti in Consiglio Regionale con Maurizio Mangialardi. Mai Senigallia aveva avuto tre consiglieri regionali, tutti e tre di opposizione.

Chi potrebbe vincere
Massimo Olivetti
. Arrivare al ballottaggio non era affatto scontato. Ora parte con 10 punti di svantaggio ma al ballottaggio si riparte da capo.
Fabrizio Volpini. Avrebbe preferito vincere al primo turno ma ha ottenuto il 43% dei voti, è il candidato più votato e l'uomo da battere.
In politica c'è posto per un solo vincitore e questo lo decideranno i senigalliesi domenica 4 e lunedì 5 ottobre 2020.

Chi ha perso ma ha ottime ragioni per consolarsi
Maurizio Mangialardi
esce con le ossa rotte dal confronto con Acquaroli, ma nella sua Senigallia trionfa con il 53% dei voti, due punti in più di cinque anni fa.
Il Partito Democratico si ferma al 24,75% dei voti, 10 punti in meno di 5 anni fa, ma torna ad essere il primo partito in città dopo essere stato superato dal M5S nel 2018 e dalla Lega nel 2019.
Fratelli d'Italia è la seconda forza politica cittadina, ha superato l'11% dei voti, e occuperà, male che vada, due poltrone in consiglio comunale.
La Lega ha ridotto di due terzi i suoi voti rispetto alle europee dell'anno scorso. Eppure raddoppierà (nella peggiore delle ipotesi) la sua presenza in consiglio comunale.
La Civica è la prima lista civica in città.
Amo Senigallia e Vola Senigallia fanno il loro esordio nella vita politica con oltre il 6% dei voti.
Diritti al Futuro, Vivi Senigallia e Forza Italia conquistano almeno un seggio in consiglio comunale. Non è riuscito a tutti.
Paolo Molinelli e Paolo Battisti sono fuori anche dal consiglio comunale ma potrebbero rientrarvi con un apparentamento ed un po' di fortuna.
Gennaro Campanile pur avendo sfiorato il 10% dei voti porta in consiglio comunale solo se stesso e (forse) Michele Carboni. Un suo eventuale apparentamento è però la decisione che in questo momento tutti a Senigallia sono curiosi di conoscere.
Italia Viva è la lista meno votata tra le venti presenti, ma può consolarsi con un 3,9% raggiunto lo stesso giorno alle regionali.
Corrado Canafoglia trascina la sua lista Civitas Civici oltre il 5% alle regionali, ma non viene eletto.

Chi ha perso
Il Comitato per il NO al referendum costituzionale. È vero che si partiva secondo i sondaggi da un 90%-10% e si è arrivati ad un 70%-30%, ma in un referendum o si vince o si perde, non ci sono mezze misure.
Rosaria Diamantini e Alessandro Merli sono fuori dai giochi.
La strategia di moltiplicare liste e candidati. Gennaro Campanile ha presentato 4 liste, ma solo una raccoglierà seggi, le altre tre sono voti sprecati. Tre liste nella coalizione di Volpini non prenderanno seggi, altri voti sprecati. Paolo Molinelli con oltre il 6% dei voti potrebbe rimanere fuori dal Consiglio Comunale.
Obbiettivo Comune (Enzo Monachesi), Noi #SenigalliAttiva (Maurizio Perini) non riescono a entrare in Consiglio Comunale.
Senigallia Bene Comune e Giorgio Sartini, beffati dal sistema elettorale. In caso di apparentamento con Olivetti e di vittoria al ballottaggio Senigallia Bene Comune otterrebbe un seggio ed uno ne otterrebbe la lista sorella Noi Cittadini, ma questo seggio andrebbe a Paolo Molinelli che prende il primo seggio disponibile della coalizione mentre il secondo seggio andrebbe al più votato di Noi Cittadini Marilena Moroni.
Il M5S, non pervenuto alle comunali e al minimo storico in Regione.
Dipende da Noi ottiene quasi il 5% dei voti, ma non ottiene seggi e perde il 3% dei consensi rispetto ad una lista della stessa area 5 anni fa.






Questo è un editoriale pubblicato il 23-09-2020 alle 10:27 sul giornale del 24 settembre 2020 - 304 letture

In questo articolo si parla di michele pinto, politica, editoriale

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