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Pesaro: In piazza contro il Dpcm: "E' una vergogna ci vogliono fare morire e basta!"

manifestazione dpcm pesaro 3' di lettura 26/10/2020 - Centinaia di imprenditori, ma anche cittadini e dipendenti, si sono ritrovati oggi pomeriggio in piazza del Popolo a Pesaro per manifestare contro il governo e il nuovo Dpcm che limita ulteriormente la fruibilità degli spazi commerciali, sospendendo le attività di palestre, piscine, teatri e cinema, e imponendo la chiusura alle 18 per i bar e i ristoranti.

Fischi, slogan e cori hanno caratterizzato la serata pesarese. La rabbia è stata la protagonista della manifestazione, quel senso di impotenza e di intolleranza verso un mondo, quello politico, che, secondo gli imprenditori, non garantisce uno dei diritti fondamentali della Costituzione: il diritto al lavoro.

"Siamo tornati al punto di partenza, ci fanno chiudere, tante promesse e nulla di fatto - commenta il titolare del Centralino - Prima bisogna fare i fatti e poi parlare di chiusure. Occorre tutelare i commercianti, i ristoratori, cinema, teatri, palestre. Basta non si può andare avanti così, se pensano che in un mese ritorni tutto come prima si sbagliano...a dicembre uscirà un sacco di gente e sarà ancora peggio di oggi...basta perchè così affossiamo l'Italia.

"Ci hanno obbligato a fare sanificazioni, pareti in plexiglass. Quando entra il nostro cliente è monitorato, noi lavoriamo a norma e non capoiso se un locale è a norma il mattino perchè non lo sia la sera. E' assurdo che possa entrare gente per l'asporto fino alle 24 e non si possa sedere in un tavolo distanziato...è una vergogna ci vogliono fare morire e basta", questo il commento del titolare della pizzeria Pomodoro.

Dalla parte degli esercenti anche chi, pur avendo uno stipendio "garantito", pensa che l'emergenza non venga gestita in maniera corretta dal Governo: "Io non rischio niente, sono un'insegnante per cui il mio stipendio lo ricevo, ma mi metto dalla parte degli altri. Mentre all'inizio ero cauta, a marzo ci stavano disattenzioni, ma ora no, non è così che si gestisce l'emergenza, senza fare un calcolo dei costi e dei benefici. Il prezzo più alto lo stanno pagando le fasce più deboli e i bambini"

Intorno alle 19 l'organizzatore della manifestazione, l'imprenditore Umberto Carriera, è stato accolto dal prefetto di Pesaro e Urbino, un incontro che Carriera commenta così: "Il prefetto ci ha ascoltato, ha ascoltato quelle che sono le nostre ragioni, ovviamente parliamo sempre di promesse. Noi purtroppo non ci crediamo più, ha detto che porterà la nostra voce a Conte...ma io non ci credo. Noi siamo stamchi, le promesse non esistono, ci sono centinaia di migliaia di italiani che non riusciranno a portare il cibo a tavola..Io stasera sarò aperto, devono venire a prendermi ed arrestarmi...tutti dovremo fare così. Non si chiama ribellione ma sopravvivenza".

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Ph: Giovanni Zidda

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Questo è un articolo pubblicato il 26-10-2020 alle 19:08 sul giornale del 27 ottobre 2020 - 176 letture

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