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Processo Banca Marche: in aula anche "l'operazione" legata alla ex Sacelit di Senigallia

banca marche| 2' di lettura 26/10/2020 - Nuova udienza lunedì 26 ottobre per il processo Banca Marche nella quale sono stati sentiti quali testi l’architetto Vittorio Cicconi, socio di Pietro Lanari nelle varie iniziative immobiliari, e i dottor Pietro Paccapelo, presidente del Collegio Sindacale di Banca Marche durante “l’era Goffi”.

Entrambi i testi hanno riferito particolari della vicenda utili per capire il crack dell’Istituto marchigiano. Cicconi ha ammesso che le società del gruppo Lanari, compresa quella che doveva costruire sull’area Ex Sacelit, "hanno ricevuto milioni di euro di finanziamenti da Banca Marche senza che le società o i soci avessero prestato garanzie adeguate". L’architetto ha anche raccontato di aver firmato le richieste di mutuo, come fideiussore, in incontri avvenuti in alcuni bar o anche nella sua abitazione ed in alcuni casi su moduli in bianco, con funzionari della banca che lo “premevano“, di fronte alle perplessità sulla capacità restitutiva delle società del gruppo Lanari espressa dallo stesso Cicconi.

Paccapelo ha invece ripercorso come "nel 2012, all’improvviso, furono effettuiate svalutazioni dei crediti di Banca Marche verso i propri clienti che produssero 730 milioni di perdite fino a commissariare la banca". Paccapelo è stato interrogato per oltre sei ore dall’avv. Corrado Canafoglia, che rappresenta oltre 3000 risparmiatori e parti civili, ed ha ammesso che "tali svalutazioni venivano suggerite da Bankitalia all’allora direttore generale Goffi ed ai suoi collaboratori più stretti e da questi poi recepite in consiglio di amministrazione" .

“Quando Banca di Italia parla non si può che ascoltare" - ha chiosato Paccapelo, rispetto alle varie obiezioni sollevate dall’avv. Canafoglia sui criteri applicati da Banca Marche alle svalutazioni dei crediti. Lo stesso Paccapelo non è riuscito a dare una spiegazione su come durante il commissariamento degli ispettori di Bankitalia si sia prodotto un’ulteriore perdita di un miliaro e mezzo per le casse di Banca Marche. L’udienza è stata rinviata al 2 novembre 2020 per continuare a sentire i testi delle parti civili.






Questo è un articolo pubblicato il 26-10-2020 alle 18:56 sul giornale del 27 ottobre 2020 - 379 letture

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