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Castelbellino: operazione Fango & cash, rifiuti irregolari in due impianti

3' di lettura 03/12/2020 - Gli illeciti sono stati accertati nell’ambito dell’Operazione “Fango & Cash” diretta dalla Procura della Repubblica di Ancona a seguito della quale lo scorso mese di marzo erano state eseguite misure cautelari personali e reali a carico di cinque persone e quattro società, accusate di attività organizzata per il traffico di oltre 640.000 tonnellate di rifiuti

Sono oltre 4.300 i processi verbali notificati nei giorni scorsi dai Carabinieri Forestali per illeciti amministrativi per un importo complessivo pari ad euro 14.632.858.

I verbali sono stati elevati nei confronti di 188 società con sede legale in 17 provincie italiane delle Regioni Marche, Abruzzo, Emilia Romagna, Lombardia, Puglia, Campania, Umbria e Lazio. Si procede per oltre migliaia di trasporti irregolari e per il conferimento di rifiuti speciali non pericolosi, costituiti da terre e rocce di scavo e rifiuti da demolizione, presso due impianti di recupero di una società con sede in Comune di Castelbellino, trasporti avvenuti senza formulario di trasporto o con formulario incompleto e/o inesatto.

I conferimenti illegali sono stati accertati nell’ambito dell’indagine denominata “Fango & Cash”, diretta dalla Procura Distrettuale Antimafia di Ancona per il reato di attività organizzata per i traffici illeciti di 640.000 tonnellate di rifiuti, a seguito della quale lo scorso 10 marzo sono state eseguite misure cautelari personali e reali disposte dal GIP di Ancona a carico di 5 persone e 4 società.

In particolare due persone erano state collocate agli arresti domiciliari, una colpita da obbligo di dimora e due colpite da misura interdittiva del divieto di esercitare attività imprenditoriale. Sono stati sequestrati denaro e beni per un totale di € 4.969.924, oltre a n. 76 camion e 7 mezzi d'opera, quali escavatori e mezzi movimento terra.

Le 188 società, la gran parte operanti nella Regine Marche e nello specifico 125 delle quali con sede in Provincia di Ancona, 27 con sede in Provincia Macerata, 9 con sede in quella di Pesaro Urbino, 3 con sede in quella di Ascoli Piceno, 1 con sede in Provincia Fermo, hanno conferito ingenti quantità di rifiuti terrosi o da demolizione presso l’impianto di Castelbellino, omettendo di produrre il formulario di trasporto (documento che identifica e caratterizza i rifiuti) o scaricando in aree diverse rispetto a quelle dichiarate nei documenti o comunque utilizzando formulari con dati incompleti e/o inesatti.

Le attività amministrative verranno seguite nei mesi prossimi con la massima attenzione per verificare il rispetto dei tempi e delle procedure previste dalle norme per la riscossione delle sanzioni comminate. L’attività di accertamento condotta – in particolare per quanto concerne gli importi sanzionati, il numero di illeciti rilevati e il numero di società coinvolte – può essere considerata una delle più rilevanti a livello nazionale di sempre.








Questo è un articolo pubblicato il 03-12-2020 alle 09:17 sul giornale del 03 dicembre 2020 - 571 letture

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