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Visite vietate ai ricoverati no-covid, Liguori (Tribunale del Malato): "Perché non fare visite programmate?"

Ospedale Carlo Urbani di Jesi 1' di lettura 15/12/2020 - Uno degli effetti peggiori di questa pandemia è senza dubbio l’aver creato una separazione dolorosa tra il paziente ricoverato in ospedale e i suoi cari. In questi ultimi giorni sono aumentate le segnalazioni da parte di parenti di ricoverati in reparti no-covid che hanno lamentato l’impossibilità di visitare i propri congiunti.

Tutto ciò in quanto la Direzione ospedaliera ha disposto una forte limitazione alle visite al fine di evitare possibili contagi dall’esterno.Tutto ciò è senz’altro condivisibile per garantire sicurezza ai pazienti ed agli operatori, ma noi riteniamo che non si possa negare il diritto sacrosanto di un congiunto stretto di vedere il proprio parente ricoverato per giorni in ospedale.

Abbiamo richiesto pertanto alla Direzione ospedaliera del Carlo Urbani di trovare soluzioni organizzative adottate peraltro in altri ospedali del nostro paese (vedi Emilia Romagna) per consentire le visite in sicurezza. In molti ospedali dell’Emilia le visite vengono programmate con prenotazione con fasce orarie e/o giornate (almeno una visita settimanale) dando precedenza ai parenti di quei pazienti il cui stato di salute impone la ripresa dei contatti familiari.Le visite si possono svolgere in appositi spazi separati ,laddove possibile, dagli spazi comuni ove il visitatore insosserà camice,mascherina e quanto altro per proteggere il proprio congiunto.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-12-2020 alle 19:49 sul giornale del 16 dicembre 2020 - 280 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, Tribunale dei Diritti del Malato, comunicato stampa

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