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Variante inglese e v-day, il virologo prof. Clementi: "Vaccino supera le aspettative, nel 2021 vinceremo la battaglia"

2' di lettura 29/12/2020 - Il noto virologo jesino del San Raffaele di Milano si è espresso di recente sulla variante inglese e sulla somministrazione del vaccino Pfizer-BioNTech: “Troppo allarmismo mediatico su variante, nel 2021 sconfiggeremo il virus".

Il virologo jesino, uno dei massimi esperti che dallo scoppio della pandemia ha sempre cercato di fare chiarezza sulla situazione del virus Covid-19, è stato intervistato da Il fatto quotidiano in occasione del V-day, il giorno della somministrazione delle prime dosi di vaccino prodotte da Pfizer-BioNTech arrivate in Italia. Positivo il parere del Prof. Clementi, in quanto sia il vaccino Pfizer che il Moderna sono "straordinari in quanto ad efficacia e modulabilità, ossia in poche settimane possono essere modificati sulla base delle varianti del virus".

In sostanza, quindi, nessun allarmismo per questa nuova variante definita dai media "inglese", perché il vaccino fornirà le risposte adeguate anche per questa ed altre che potranno verificarsi. Sulla variante cosiddetta "inglese", Clementi è molto chiaro: "Il nome deriva dal fatto che sono stati gli inglesi ad individuarla, ma questa notizia non deve preoccupare: noi abbiamo già visto una dozzina di varianti fissate nelle popolazione". Non solo, il 18 dicembre c'era già un caso registrato in Italia della variante "inglese", precisamente a Loreto, proprio nelle Marche.

Cosa ci dobbiamo aspettare allora dalla vaccinazione, che ricordiamo ha visto l'adesione e un messaggio di fiducia dall'ordine dei medici provinciale, il cui presidente è stato uno dei primi quindici a ricevere le dosi iniettate all'ospedale Urbani di Jesi. Clemente si è detto fiducioso, perché il 2021 sarà "l’anno in cui vinceremo questa battaglia contro SarsCov2 e Covid-19". La proposta del prof. Clemente è anche quella di utilizzare insieme ai vaccini gli anticorpi monoclonali come elemento di profilassi, non solo come farmaco per la terapia. Magari partendo dalle RSA.


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it





Questo è un articolo pubblicato il 29-12-2020 alle 12:19 sul giornale del 30 dicembre 2020 - 929 letture

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