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Mons. Rocconi, il Vangelo di domenica 17 gennaio

5' di lettura 17/01/2021 - Dal Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù
che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare
così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?».
Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro:
«Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero
con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea,
fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo
trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo
su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che
significa Pietro.
Parola del Signore

NOI, UOMINI CERCATORI DI GIOIA
Appena qualche giorno fa abbiamo definito i Magi così: persone in ricerca, persone
bisognose di dare un senso alla loro vita... che per questo si son messe in cammino. E ci
rappresentano, soprattutto perchè anche noi siamo chiamati a fare un pellegrinaggio...
magari un pellegrinaggio interiore. Se li vogliamo imitare, non è poi necessario compiere
chilometri, bensì trovare silenzio, occasioni di riflessione e preghiera.
Oggi il vangelo ci presenta due persone che pure erano in ricerca: Giovanni e
Andrea. Dalla Galilea, con i loro compagni di lavoro, erano pescatori sul lago di Tiberiade,
erano scesi in Giudea, dal Battista, per stare con lui, riflettere, cercare la verità della loro
vita. E anche loro incontrano Gesù. Giovanni e Andrea incontrano Gesù che viene
presentato dal Battista come l’Agnello di Dio, colui che si mette sotto tutti e tutto, prende
ogni peso dell’uomo sulle sue spalle per offrire libertà all’uomo stesso. E anche loro,
Giovanni ed Andrea ci rappresentano.
PER TROVARE, BISOGNA… FERMARSI
Anche a noi, come a Giovanni e ad Andrea, viene chiesto il coraggio di fermarci,
ritirarci, rientrare nel proprio cuore, non accontentarci di tante cose futili e cercare:
iniziando ad ascoltare qualcuno che è partito prima di noi e che, quindi, è capace di dirci
chi può riempire e salvare la nostra vita. Il Battista, ci dice il vangelo odierno, indica Gesù
come l’Agnello di Dio. E Giovanni ed Andrea vanno subito dietro a Gesù, lo interrogano
per sapere chi è veramente e accolgono il suo invito a stare con lui. Sì, per capire il
Signore, chi è veramente, cosa ha da dirci, cosa fa per noi... bisogna stare con lui,
bisogna fermarsi da lui. Giovanni e Andrea quel giorno stettero con il Signore, ci dice il
vangelo, ... e nella loro vita accadde qualcosa di indescrivibile. Capirono l’importanza che
Gesù aveva per la loro vita. E dopo tanti anni, Giovanni scrivendo il vangelo ricordava
ancora l’ora di quel’incontro: erano le quattro del pomeriggio. L’ora in cui la sua vita aveva
avuto una svolta.
VALE LA PENA STARE CON GESU’….
Appena qualche tempo dopo, Giovanni, Andrea e alcuni altri, ormai ritornati a casa,
mentre stavano a pescare sul lago in Galilea, si sentirono chiamare da Gesù che li invitava
a seguirlo in maniera totale e definitiva. Commenta il vangelo che in quella occasione
della chiamata sul lago, Giovanni, Andrea, Simone, Giacomo... lasciato tutto, le reti, la
barca e il padre, lo seguirono. Non appaia strana questa decisione immediata: avevano
ormai capito che Gesù poteva essere benissimo il senso della loro vita.

Cosa vuol dire per noi fermarci a casa di Gesù, per poterlo conoscere e capire cosa ha da
dirci? Fondamentalmente due cose:
* Stare con Gesù nella preghiera, in particolare davanti alla SS Eucaristia. Stare davanti al
tabernacolo, in silenzio, lontano dal chiasso e da ogni distrazione.
* Stare con Gesù nella meditazione del Vangelo, della sua Parola. Ascoltarlo, lasciarsi
illuminare, capirlo.
PERCHE’ SOLO LUI DA’ SENSO ALLA VITA
La preghiera davanti al tabernacolo, l’ascolto della Parola fanno sì che ci sia data la
possibilità da capire chi è il Signore per noi, fino al punto che cambi la nostra vita. Infatti
chi cerca il Signore con cuore sincero poi lo trova. E chi lo trova, incontra il Salvatore,
l’amico, il tesoro, il Maestro.
Il vangelo odierno aggiunge che subito dopo l’incontro con Gesù avviene un
passaparola: Abbiamo trovato il Messia. E’ così: dall’incontro con Gesù, scaturisce una
missione. Chi fa l’esperienza di Gesù non può fare a meno di proporla ad altri. Fino al
punto che il desiderio di indicare Gesù indica quanto forte è l’esperienza fatta. Senza
arroganza e senza presunzione siamo chiamati a donare ai fratelli la bellezza di un
incontro, affinchè ognuno possa sperimentare che la vita ha un senso vero solo se è
salvata da Gesù.
IN PREGHIERA PER LA PACE
Penso che ci attendano giorni difficili: Il maestro, Gesù, attrae a sé non con la
durezza ma con la mitezza; perdona dalla croce e a tutti chiede di imitarlo. Non ci può
essere pace senza perdono, senza rispetto, senza mitezza, senza accoglienza.






Questo è un articolo pubblicato il 17-01-2021 alle 18:16 sul giornale del 18 gennaio 2021 - 138 letture

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