Quantcast

Mons. Gerardo Rocconi: il vangelo di domenica 24 gennaio

4' di lettura 24/01/2021 - Dal Vangelo secondo Marco.

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e
diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre
gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò
diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono .
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre
anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre
Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui. Parola del Signore

Gesù è all’inizio della sua predicazione: una predicazione che consiste nel portare una
bella notizia, un “vangelo”: è vicino il Regno di Dio.

IL REGNO DI DIO
Gli Ebrei, attendevano, appunto, il Regno di Dio. A volte confondevano il Regno di
Dio con un regno umano: per questo alcuni pensavano che il Regno di Dio sarebbe stato
addirittura tempo di potenza, di ricchezza . Ma una cosa era chiara per tutti: il Regno di Dio
doveva essere un intervento di Dio nella storia degli uomini per liberarli da ogni forma di
schiavitù. Ed ecco l’annuncio: il Regno è arrivato. Il Regno di Dio è l’amore di Dio riversato
sugli uomini. E’ l’amore di Dio che vince il potere di Satana, vince la morte, vince il peccato,
offre la vita. Il Regno di Dio, allora, è la tenerezza e la misericordia di Dio riversata su
ciascuno di noi; è la liberazione dai nostri peccati; è la speranza che Dio agisce in mezzo a
noi aiutandoci a vivere una vita libera dall’odio e dall’egoismo; è un futuro di immortalità
quando Dio ci chiamerà accanto a sè e per tutta l’eternità. E tutto questo Dio ce lo dona
attraverso Gesù. Ecco perchè accogliere il Regno e accogliere Gesù è la stessa cosa. Sì,
accogliere Gesù: la sua persona e il suo messaggio.

ACCOGLIERE GESU’ E’ CONVERTIRSI E CREDERE
Gesù usa due parole per indicare come lo si deve accogliere: Convertitevi! Credete!
Convertirsi è cambiare il cuore e la mente. Imparare a pensare come Dio, gustare il
suo amore, capire che i doni di Dio sono tutti importanti, ma non tutti sullo stesso piano. Ci
sono dei doni per la terra, ma che non devono diventare idoli, bensì una via per raggiungere il
dono più grande, l’unico che rimane per sempre: la vita eterna.
Credere, poi, è capire che Gesù è il dono di Dio Padre. E’ giungere alla consapevo-
lezza che siamo veramente liberi non perché possiamo fare quel che ci pare, ma perché
Gesù ci ha conquistati con il suo sangue, facendoci figli di Dio.

L’ESEMPIO DEI PRIMI DISCEPOLI
Il Vangelo di oggi poi ci propone l’esempio dei primi discepoli che poi saranno gli
apostoli. Simone, Giacomo, Giovanni, Andrea già avevano incontrato Gesù sul fiume, in
Giudea, durante la predicazione del Battista. Quel giorno che erano rimasti con Gesù
avevano capito, almeno un po’, che era arrivato il Regno, che Gesù era il salvatore. E allora
prendono sul serio l’invito di Gesù che dice: Convertitevi e credete. Accolgono Gesù, lo
seguono, lo scelgono come Maestro e come loro ricchezza.

Oggi siamo noi ad ascoltare la Parola di Gesù, oggi abbiamo questo invito, oggi il Signore
chiama. La prima cosa importante è rendersi conto che quel che ascoltiamo è proprio per noi.
Non cadiamo nella tentazione di dire: “In fondo il vangelo è sempre quello da duemila anni”.
No, Gesù passa proprio oggi, proprio oggi parla per ciascuno di noi. Lasciamoci toccare,
permettiamo al Signore di mettere una certa inquietudine nel nostro cuore.

QUANDO CAMBIARE? OGGI!
Come gli apostoli sono stati pian piano educati a scegliere totalmente Gesù, così deve
accadere per noi: è necessario che subito, dall’invito che ci viene dalla lettura di questo
vangelo, viviamo una scelta, una decisione, una scommessa, un impegno, una risposta. E’
necessario rispondere a quelle domande che il Signore oggi ci suggerisce: Qual è il peccato
che devo buttare? In che cosa il mio modo di ragionare è da cambiare perché è così simile a
quello del mondo, invece di essere come quello di Dio? Cosa devo fare per stare di più con
Gesù, da vero innamorato, da vero seguace? Cosa devo fare per lasciarmi istruire da Lui? E
la risposta, carissimi, non può essere sempre rimandata a domani!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-01-2021 alle 14:35 sul giornale del 25 gennaio 2021 - 146 letture

In questo articolo si parla di chiesa, attualità, gerardo rocconi, jesi, diocesi di jesi, comunicato stampa

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/bKUB