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Conviviale del Panathlon all'insegna della disciplina dell'everesting

3' di lettura 22/02/2021 - Ospiti i giovani Paola Quattrini e Michele Vescovo.

Ospiti alla conviviale “telematica” del Panathlon Club di Jesi gli atleti Paola Quattrini e Michele Vescovo, iscritti al Gruppo Sportivo Giannino Pieralisi di Jesi, coi quali si è parlato di Trail-running e di Everesting, le loro specialità.

Il trail running nel 2015 al Congresso IAAF a Pechino è stato riconosciuto come una disciplina dell'Atletica leggera.

Presentati esaurientemente dal presidente Andrea Moriconi, i due giovani si sono soprattutto soffermati sulla disciplina, chiamiamola per ora così, dell’Everesting. Lo dice il nome stesso. L’“Everesting” consiste nel percorrere il dislivello di 8.848 metri, l’altezza cioè del monte Everest, in un percorso di trail-running da ripetere più volte in montagna, salita e discesa, in un’unica sessione no-stop senza pause. Un’impresa sportiva che in Italia hanno finora tentato in 19, appena 200 in tutto il mondo.

Ci hanno raccontato la loro impresa come se si trattasse di andare a fare una sgambatura sotto casa mentre, in realtà, l’impresa che hanno compiuto l’estate scorsa aveva una connotazione ben precisa. “Una sfida improvvisata in tre giorni - hanno esordito -. Animati dall’obiettivo di conquistare quegli 8.848 metri di dislivello positivo come ci si trovasse veramente a scalare il re delle montagne, sapevamo che avremmo dovuto dare tutto, praticamente che dovevamo scalare l’Everest a casa nostra. Infatti l’obiettivo era partire da Fonte Avellana per arrivare alla croce del Monte Catria, un tratto da 4 chilometri e 1000 metri di dislivello positivo, ripetuto 9 volte, per un totale di quasi 75 chilometri percorsi da ognuno. Notte e giorno, alba e tramonto, sole, nebbia, vento e pioggia, tutto in 28 ore no-stop senza fermarsi, senza aiuti esterni, senza assistenza, solo l’orologio che doveva sempre funzionare per inviare i dati tramite gps all’organizzazione, un cellulare sempre carico per qualsiasi emergenza, la lampada frontale sempre accesa perché di sera è buio pesto, il cambio di abbigliamento per fronteggiare i cambi di temperatura che si abbassava anche di 15 gradi”.

La loro è una grande passione per la montagna, un amore ricambiato si può dire, coltivato per anni fino a cimentarsi in gare di 20-25 chilometri fino ai 100 chilometri di trail-running, e la più lunga è stata quella in Toscana, il “Trail del cinghiale” di 100 chilometri a Palazzuolo Sul Senio, vicino Firenze. Se ci date un piccolo preavviso, ripartiamo quando volete”.

E’ stata forse la “conviviale” che ha registrato il maggior numero di interventi da parte degli intervenuti, per capire a fondo una disciplina che è stata presentata, con “tifo” unanime, come una impresa al limite delle forze fisiche e psichiche.

Presenti l’assessore allo sport del Comune di Jesi, Ugo Coltorti, e presidenti o rappresentanti di molti club marchigiani. Fra questi Luigi Innocenzi, consigliere internazionale, Lucio Montone, Governatore Panathlon, Alberto Paccapelo, Angelo Spagnuolo, Enrico Picchio, Fabrizio Tito, valentina Iobbi, Gaudenzio Tavoloni, Massimo Pallotta, Luca Sargentoni: tutti hanno condiviso con curiosa partecipazione le avventure raccontate da Paola Quattrini e Michele Vescovo.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-02-2021 alle 07:22 sul giornale del 22 febbraio 2021 - 228 letture

In questo articolo si parla di attualità, panathlon international club jesi, comunicato stampa

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