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Apparsi in città i manifesti del Collettivo Transfemminista: "La politica sta tornando indietro di 100 anni su donne e diritti"

Manifesti del collettivo transfemminista di Jesi 2' di lettura 27/02/2021 - Sabato mattina a Jesi sono comparsi dei messaggi chiari e inequivocabili che riguardano il corpo delle donne, i loro diritti e quelli di tutti coloro che li vedono messi a rischio dalle parole e dalle azioni di una politica che ci vorrebbe far tornare indietro di almeno cento anni.

Abbiamo dovuto ascoltare nelle ultime settimane dichiarazioni inaccettabili sulla necessità di dare figli alla patria per scongiurare la sostituzione etinica, sulla famiglia 'naturale' unica possibile e meritevole di sostegno, sull'aborto come omicidio.
Leggiamo di disegni di legge che, come già successo in Umbria ed Abruzzo, vogliono limitare l'accesso alla pillola RU486 vincolandola all'ospedalizzazione e rendendone di fatto sempre più difficoltoso l'accesso a molte donne e che spianano la strada all'ingresso nei consultori dei pro-life e di tutto quell'associazionismo antiabortista di estrema destra che intende colpevolizzare e umiliare chi faccia richiesta di IVG.

Oltretutto in Comuni come il nostro, dove la conta degli obiettori è del 100% ormai da anni, l'Amministrazione rifiuta di aderire ad una mozione che chiede il pieno adempimento della legge 194.

Questo non lo possiamo più accettare. Ci vorrebbero imporre silenzio e obbedienza, in un paese dove il femminicidio uccide una donna ogni tre giorni, dove stupri, violenze e attacchi omo/transfobici sono pane quotidiano, dove la disparità salariale e di accesso alle professioni è altissima. E ancora di più in un'emergenza pandemica che ha visto le donne pagare prezzi enormi sotto ogni punto di vista.

Siamo stanche di vedere i nostri corpi al centro di battaglie che ci riguardano ma a cui non siamo mai invitate a partecipare, solo a subirle in rispettoso silenzio.

E per questo pretendiamo di rimettere i nostri corpi al centro del dibattito, di renderli visibili e scomodi. Pretendiamo aborto sicuro e garantito sia chirurgico che farmacologico, consultori liberi dai pro-life, aperti ed accoglienti per le donne e per la comunità LGBTQIA+, parità di salario e di accesso al mondo del lavoro, reddito di dignità.
Pretendiamo di decidere. Sempre, ma ancora di più nella settimana che ci avvicina all'8 marzo. Che non è una 'festa' ma un giorno di lotta.

Saremo nelle piazze e nelle strade delle nostre città il 6 e l'8 a ricordare che se ci dichiarate guerra siamo pronte a rispondere!


dal Collettivo Transfemminista di Jesi







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-02-2021 alle 16:52 sul giornale del 01 marzo 2021 - 290 letture

In questo articolo si parla di attualità, redazione, striscioni, comunicato stampa, collettivo transfemminista jesi

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