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Roma: la Società Italiana di Pediatria (SIP) presenta, con l'IdO, un servizio di ambulatorio gratuito per i neonati a rischio e prematuri

2' di lettura 02/03/2021 - C'è, non solo in Italia, tutta una fascia di neonati prematuri non gravi che non presenta necessariamente problematiche nelle prime settimane di vita, ma potrebbe presentare la necessità di un attento monitoraggio successivamente. Di sicuro, oggi i pediatri sono più attenti all'evoluzione di questi bambini, però nei casi di incertezza la Società Italiana di Pediatria (SIP) ha deciso di mettere a loro disposizione un servizio di ambulatorio gratuito, realizzato con l'Istituto di Ortofonologia (IdO): servizio specifico per i neonati a rischio e prematuri che i pediatri vorranno inviare per un monitoraggio.

L’iniziativa è stata presentata a Roma da Alberto Villani, presidente della SIP, in occasione dell'ultima lezione del corso sulla "Individuazione dei disturbi del neurosviluppo 0-3 anni", che la società scientifica ha realizzato in collaborazione con l'IdO, la Fondazione Mite, il Sindacato italiano specialisti pediatri (Sispe) e la Società italiana di neonatologia Lazio (Sin).

Inoltre, sono già stati pubblicati 10 approfondimenti tematici, dai vaccini alle malattie rare, realizzati da professionisti di diversa formazione: neuropsichiatri, osteopati; pediatri; neurologi; psicoterapeuti e così via. A questo link tutte le informazioni: è anche possibile riguardare le lezioni, seguite da oltre 2.000 pediatri: https://sip.it/2021/01/15/disturbi-del-neurosviluppo-a-febbraio-parte-il-corso-di-aggiornamento/

“La vita affettiva emotiva è inscindibile da quella organica e prevenire non è un luogo comune- afferma Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie IdO e relatrice nell'ultima lezione- ma una possibilità per evitare strutturazioni patologiche in età successive. Da sempre sottolineiamo l’integrazione degli aspetti organici con quelli psichici e per questo motivo siamo partiti, in questo corso, dallo spasmo affettivo nei bambini”. Un'attenzione maggiore a questi aspetti non solo permette “evoluzioni migliori dei disturbi, ma in altri casi impedisce che si creino. Non stiamo parlando solo di disturbi del neurosviluppo, ma dei disturbi in generale, dei disagi, di bambini che arrivano al momento della scolarizzazione e manifestano delle difficoltà perché sono state disattese le loro necessità nei primi anni di vita. Problematiche che poi ritroviamo in adolescenza”, ricorda la specialista.

Sempre di più oggi la letteratura scientifica “mette in evidenza come anche i disturbi dell'età adulta abbiano delle connessioni profonde con le aree più arcaiche- conclude Di Renzo- e gli studi sul trauma sono stati eccellenti per le nozioni che ci hanno dato in questo ambito. Le prime manifestazioni appartengono a quell'area affettivo corporea, di sintonizzazione, sulla quale insistiamo moltissimo perché è alla base della strutturazione psichica”.






Questo è un articolo pubblicato il 02-03-2021 alle 00:22 sul giornale del 03 marzo 2021 - 153 letture

In questo articolo si parla di attualità, articolo, Fabrizio Federici

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