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Tribunale del Malato: "Poche e incerte le risposte sul territorio di chi si rivolge al medico"

medico foto generica 2' di lettura 05/03/2021 - Abbiamo apprezzato l’appello dei giorni scorsi della Direzione dell’AV2 in merito al fatto che, nonostante la pandemia, le attività chirurgiche e ambulatoriali vanno comunque avanti, nonostante il nostro ospedale sia sempre più sotto pressione dalla pandemia e di tutto ciò bisogna dar merito a medici e infermieri che non si sono mai risparmiati durante questa pandemia.

In merito però all’appello dell’ASUR fatto ai cittadini di rivolgersi ai medici di famiglia per non intasare il Pronto Soccorso, pur condividendo lo stesso, facciamo notare che spesso, in base alle segnalazioni ricevute, il cittadino non ha altra scelta e si vede costretto a recarsi al Pronto Soccorso,in quanto non trova sul territorio risposte alle sue preoccupazioni di salute, non è in grado di sapere se i sintomi che manifesta sono imputabili al covid.

A tal proposito continuiamo a ricevere segnalazioni di cittadini che si lamentano che il proprio medico di famiglia non va a domicilio. Ed allora il cittadino, preoccupato e disorientato, cosa fa?
Prima si rivolge al privato per fare un tampone che peraltro “caro gli costa” (anche 65 euro) e poi, se positivo, va di corsa al PS per essere curato. Tutto ciò non solo finisce per intasare il PS ma mette a rischio gli altri cittadini con i quali entra in contatto, favorendo così la diffusione del contagio.

Non ci sembra questo il modo giusto di procedere per combattere la pandemia, per cui ci sentiamo di invitare il cittadino, in presenza di sintomi riconducibili al covid, ad insistere nei confronti del medico di famiglia affinché venga a domicilio per la visita, ricordando tra l’altro che nella convenzione con gli stessi medici vi è la disposizione che la visita a domicilio va eseguita sempre se il paziente non è trasferibile e, nel nostro caso, reputiamo che un paziente con febbre alta e altra sintomatologia connessa al covid, peraltro potenzialmente contagioso, non possa essere assolutamente considerato “trasferibile”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-03-2021 alle 14:18 sul giornale del 06 marzo 2021 - 182 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, Tribunale dei Diritti del Malato, comunicato stampa

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