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Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di domenica 7 marzo

6' di lettura 08/03/2021 - Dal Vangelo secondo Giovanni (2,13-25).

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.

La purificazione del tempio: Si avvicinava il tempo della Pasqua e Gesù va al tempio dove vede quello scempio di venditori, cambiavalute, animali e altro. Ciò avveniva nei cortili esterni. Di per sè la cosa non era così grave se si fosse trattato di un servizio ai fedeli. In realtà era un commercio a tutti gli effetti, dove i capi, Caifa e compagnia, non intendevano servire il popolo, aiutarlo nella preghiera, ma servirsi del popolo per i loro interessi.
E Gesù prende un mazzo di corde. Spinge fuori pecore, buoi, ma c’è un riferimento anche alle persone: spinge fuori tutti. Quasi per dire: “Se volete incontrare il Signore uscite da questo luogo. Altrove, in altra maniera si incontra il Signore”. Una spelonca di ladri non può essere luogo di incontro con il Signore. Quel tempio dove si commettevano ingiustizie non poteva essere la casa del Padre. Bisogna uscire da quel tempio e rientrarvi quando è rinnovato e purificato.
Gesù è venuto per purificare il tempio, per renderlo idoneo ad incontrare Dio. Il gesto violento è un simbolo profetico, e allora si pone la domanda: fuori del simbolo, cosa farà Gesù per rinnovare il tempio? Se per adesso bisogna uscire tutti, cosa vuol dire nella realtà questo uscire per poi rientrare in un tempio purificato?

Il nuovo tempio è Gesù stesso: Gesù ha fatto e detto cose indicibili, di estrema gravità. Deve dare delle spiegazioni.
E la risposta di Gesù non si fa attendere: “Distruggete questo tempio” Per noi potrebbe suonare così: “Distruggete pure questo tempio, continuate pure con la vostra profanazione a distruggerlo... ma io lo farò risorgere in tre giorni, lo rinnoverò, lo renderò santo e idoneo per incontrare Dio”.
Quarantesei anni erano stati impiegati per la costruzione del tempio; ora come farà Gesù a ricostruirlo in tre giorni? Ma l’evangelista spiega che Gesù sta parlando di sè stesso. Il nuovo tempio ormai purificato, rinnovato, in cui rientrare per incontrare Dio è Gesù Risorto. Il Risorto è il nuovo e definitivo santuario di Dio, la Via dell’incontro dei figli con il Padre che da sempre ci ha visti e ci vede nel Figlio. Ormai chi vuol incontrare Dio può e deve passare sempre e solo attraverso l’umanità di Gesù. Non ci sono altre mediazioni. L’originalità del Cristianesimo rispetto ad ogni altra religione è Gesù. Il Dio inaccessibile, lontano, ci ha dato la possibilità di incontrarlo attraverso Gesù, nuovo sacerdote, nuovo tempio.
E in questo tempio ora siamo chiamati ad entrare, mediante il battesimo.
L’incontro con Dio, pertanto, non è più legato ad un luogo fisico, a sacrifici di animali o a prescrizioni varie, ma è legato ad una persona, a Gesù.

Il nuovo culto e il nuovo sacrificio: Il brano evangelico conclude che tanti, vedendo i miracoli di Gesù, credevano in lui. Però Gesù non si fidava di loro. In altre parole Gesù non ritiene matura la loro fede, basata soltanto sui miracoli. Teme che la fede di quella gente di fronte alla prova possa subito crollare.
E allora cosa chiede il Signore? Ci aiuta Pietro quando nella sua Prima lettera (2,4- 5) scrive: Stringendovi a Cristo, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo.
In altre parole, il nuovo tempio che è Gesù esige un nuovo culto. Quali sono, allora, i nuovi sacrifici e il nuovo culto che Dio attende? Dice San Paolo: “Vi esorto fratelli ad offrire la vostra vita come sacrificio vivo, santo e gradito a Dio” (Rom 12,1).
Le caratteristiche del nuovo sacrificio nel tempio che è la persona di Gesù sono due.
* Innanzitutto la fede, l’accoglienza di Gesù, l’abbandono di noi stessi per mezzo di Gesù nelle mani del Padre. Dio vuole la nostra fiducia e la nostra obbedienza alla sua Parola.
* La seconda caratteristica del nuovo sacrificio è la carità, che è il comandamento più grande: “Se io ho lavato i piedi a voi anche voi dovete lavarvi i piedi vicendevolmente”. Offrire la vita è il servizio, la generosità, vivere il comandamento dell’amore, la gratuità.

Per la vita: Questo brano evangelico ci pone una serie di interrogativi sulla nostra vita.
1- Chi é Gesù per me?
2- L'ho scoperto come l'unica via per arrivare a Dio e per dare senso alla mia vita?
3- Se Gesù è la via per arrivare a Dio e il nuovo tempio in cui incontrarlo, in che rapporto mi pongo con Gesù?
4- So offrire la mia persona, il mio impegno, la mia generosità, la mia scelta di bene, la mia disponibilità, la mia volontà di cercare sempre e solo la volontà di Dio?
5- So mettermi a sua disposizione?
6- So offrire la mia fede?
7- So offrire il dono di me stesso con una vita nella carità?

Una serie di domande che richiedono risposte serie: ne va il senso della nostra vita. La Quaresima serve anche per questo, per riscoprire chi siamo realmente.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-03-2021 alle 21:42 sul giornale del 09 marzo 2021 - 127 letture

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