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Sentenza Tercas, Saccone e Latini (UDC): "Anche Banca Marche si poteva salvare"

2' di lettura 08/03/2021 - Secondo la Corte di Giustizia Europea l’accesso al Fitd per risollevare la Cassa Teramana sarebbe stato legittimo. Un percorso che – sostengono il senatore Udc Antonio Saccone e il Presidente del Consiglio Regionale Dino Latini - per analogia avrebbe potuto cambiare le sorti anche del maggiore istituto marchigiano, se solo fosse stato attuato. Saccone: ‘Territorio inutilmente depauperato’

Il Fondo interbancario tutela depositi (Fitd) non era un aiuto di Stato, quindi avrebbe potuto salvare la Tercas.
E, per analogia, anche le Cassa di Risparmio di Ferrara, di Chieti, Banca Etruria e, nella nostra regione, il gruppo bancario più importante, Banca Marche insieme alla Cassa di Risparmio di Loreto. Se solo a suo tempo l’intervento del Fitd fosse stato invocato dalla classe politica e dirigente e non ci si fosse fermati di fronte alla sua presunta illegittimità.

Il senatore UDC Antonio Saccone interviene sulla storica sentenza della Corte di Giustizia Europea relativa al salvataggio della Cassa teramana e evidenzia come a suo tempo si sia assistito in modo inerte al depauperamento del territorio marchigiano. Insieme a lui anche il Presidente dell’Assemblea Legislativa delle Marche, Dino Latini, ricorda come l'UDC abbia sempre proposto per Banca Marche le stesse misure che il governo aveva già preso per il Monte dei Paschi.
Tramite l’allora sindaco di Loreto, Paolo Niccoletti, l’Udc aveva invocato l'emissione dei LettaBond, al pari dei senesi MontiBond, proponendo inoltre alla Regione l'acquisto del patrimonio edilizio residenziale in possesso della banca a garanzia delle posizioni in sofferenza magari per alloggi popolari.
Proposte che si risolsero con un nulla di fatto e con la fine di Banca Marche a tutti ben nota. ‘Porremo la questione all’attenzione del Presidente del Consiglio Draghi – prosegue Saccone, peraltro membro della commissione bilancio del Senato – anche in virtù del suo ruolo di capo della BCE all’epoca dei fatti, affinché le Marche possano essere adeguatamente ristorate’. “Il danno prodotto ai risparmiatori, al tessuto economico ed imprenditoriale della regione, ai dipendenti nel frattempo transitati in altri istituti è incalcolabile – conclude Latini – senza contare anche quello al tessuto sociale, dal momento che le Fondazioni Bancarie di Macerata, Pesaro, Jesi e Loreto hanno visto svanire le rendite da redistribuire alle tante iniziative sociosanitarie e culturali delle Marche”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-03-2021 alle 21:12 sul giornale del 09 marzo 2021 - 655 letture

In questo articolo si parla di attualità, udc, comunicato stampa

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