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Vivere di Emozioni: amore per corrispondenza

7' di lettura 20/03/2021 - Mi piace raccontare di come alcune persone riescano a brillare, a fare la differenza, altre ad ingegnarsi o a distinguersi nonostante le difficoltà che la situazione attuale, legata alle restrizioni ci porta a vivere.

Come sempre c’è chi subisce la sorte e chi punta a maneggiare con cura e passione anche le briciole, vedendoci opportunità uniche e forse irripetibili.

Questa insegnante americana ad esempio ha trovato un originale modo per far sentire la propria vicinanza ai suoi piccoli alunni realizzando con un cartoncino la sagoma di un suo abbraccio con scritto “un grande abbraccio perché mi manchi!” e poi gliel’ha inviata, una ad una.

Potrebbe essere finalmente giunto il momento ideale per ricominciare a scrivere una lettera e riceverla, perché è quasi certo che se scriverete, al vostro indirizzo arriverà anche una risposta. Cercare una cassetta delle lettere, imbucare e la voglia di farci piccoli piccoli per vedere in quale angolino, in mezzo a tante altre si è andata ad adagiare orfana, per trascorrere la notte prima di un lungo rocambolesco viaggio fatto di furgoncini, treni, aerei o motorini. Vorrei essere una coccinella e viaggiarci aggrappata a quella parte di me.

Le parole scritte sono intime, hanno a che fare con lo spirito, con la parte più profonda e a volte inconfessata di noi. Una lettera nel momento in cui la infilo nella busta già non mi appartiene più, da mia diventa tua. Quello che intendevo diverrà ciò che tu capirai.

Scrivere è un gesto semplice che porta con sé una grandissima valenza emotiva e se ne fa carico per tantissimi anni, non conosce fine. E’ un’azione liberatoria che aiuta a fare spazio e chiarezza fra i propri pensieri. E’ un piacere purtroppo caduto in disuso e non c’è bisogno di essere scrittori provetti per provarne il gusto.

Basterebbe pensare a tutte le bellissime e struggenti lettere d’amore o laceranti, fra genitori e figli lontani scritte durante le guerre. Nessuno fece caso all’ortografia, solo una potente carica emotiva che racchiudeva lacrime di gioia o dolore, voci tremanti e mani che stringevano forte entrambi i lembi, come ad aggrapparsi al mittente in un mancato abbraccio.

Le lettere anonime poi, sono meravigliose, lasciano il mistero, per giorni o per sempre e sei certo che si faranno rileggere all’infinito.

Tutte hanno di bello che non sono immediate e dirette come quando si parla, passa del tempo prima di spedirle per cui si possono cambiare e aggiustare anche cento volte, fino ad ottenere proprio l’effetto che desideravi, senza cadere in fraintendimenti.

Una lettera andrebbe imbustata con cura e attenzione per i dettagli, magari scegliendo una carta vintage o riciclata, una goccia di profumo, inserendo petali di fiori freschi o piccoli ricordi che legano le due persone, pezzettini di corteccia di un albero a voi caro, una vecchia foto, magari scattata di sorpresa, un buono per due, da sfruttare alla prima occasione possibile, la fotocopia della pagina di un libro significativo o il testo di una canzone che parla di voi, un appuntamento in un posto segreto, magari per il 10 di agosto, a far finta di stare a guardare stelle cadenti.

A completare il dono, perché di questo si tratta, magari potreste chiudere la busta con della ceralacca colorata e la vostra impronta digitale o incastonando una margherita o dei “non ti scordar di me” dal blu più bello del mondo che nella leggenda popolare promette fedeltà e amore eterno.

Le parole, specialmente in amore sono potenti afrodisiaci, le chat invece con la loro immediatezza fatta di emotion e immagini standardizzate a scapito della profondità portano ad uno striminzito e sbiadito universo verbale e sentimentale. Vuoi mettere? Il sussulto e l’eccitazione di quando si riceveva posta e quel folgorante lasso di tempo trascorso dalla cassetta alla cameretta che sembrava eterno, a correre sulle scale tre a tre, col sorriso, fra aspettative ed estive immagini inebrianti e poi il brivido esclusivo di aprire la busta con dentro l’odore della persona amata e le peculiarità della sua grafia.

Capisco che al momento, per chi è stato mancato da Cupido potrebbe non venirsi a proprio creare l’occasione d’imbattersi con il futuro destinatario o destinataria. Frequentare i supermercati, ben messi e curati e soprattutto con astuta diligenza potrebbe essere un’ottima opportunità d’incontro e confluire in conoscenze interessanti, fatte di sguardi e galanteria spicciola, specialmente al reparto sughi pronti, prestando attenzione a chi sceglie le monoporzioni oppure al banco gastronomia, di solito è lì che si ritrovano più facilmente i single! Potreste provare a fare un giretto anche al reparto vini e birre, non rimarreste delusi credo.

L’alternativa sarebbe la farmacia purtroppo per ora.

Oppure potreste provare con l’attività sportiva all’aria aperta, possibilmente all’alba, perché ai veri sportivi piace un po’ soffrire e anche se alcuni ci potrebbero andare più tardi prediligono le alzatacce.

Non lasciamo che tutte le feste e le occasioni passino inosservate, con la pandemia come pretesto, chi può permetterselo ordini regali o sorprese avvalendosi delle consegne a domicilio, chi vuol far sapere che c’è trova comunque il modo, non abbiamo scuse: una torta, un mazzo di fiori, una cena pronta, dei palloncini, una bottiglia, una spesa pagata, un buono, un vestito fuoriluogo, magari da sera, da indossare alla prima cena possibile, che serva intanto per sognare e creare attesa che provoca quell’intramontabile movimento di emozioni e non conosce epoche e mode. Ordinate un bene di prima, seconda o terza necessità purché sia venduto vicino a noi. A nessuno piacerebbe girare in futuro fra vetrine sguarnite e saracinesche abbassate, piene di utenze insolute, foglie e spazzatura accumulata da un vento senza cuore.

Lui è un fotografo di New York e si chiama Jeremy Cohen, lei è Tori Cignarella e lui la vede ballare nella sua terrazza sul tetto, con gli auricolari. E’ stato amore a prima vista. La prima cena d’asporto offerta da lui è stata indimenticabile, ognuno dalla sua terrazza a brindare con un calice in mano. Me l’immagino una scena bellissima, intrigante, con lo stomaco chiuso, carica di sospensione e prospettive.

Facciamo in modo di crearcele le prospettive, visioni in lontananza, le più banali o audaci ma diamoci da fare, abbiamo più margine di quello che pensiamo.

Da donna mi permetto di equipaggiarvi di un paio di suggerimenti: sarebbe inutile scrivere in una lettera “per te scalerei tutte le montagne più alte, attraverserei gli oceani, sfiderei i deserti” e poi sulla pratica, in futuro, al primo appuntamento dare buca perché pioviccica. Siate coerenti!

E mi raccomando…divieto assoluto di scrivere “ti amo” in una lettera e ovviamente nemmeno su un messaggio whatsapp! Non vi venga pensato su uno striscione!

Il “ti amo” si sussurra e basta, dentro un orecchio, a tempo debito, anche a costo di attendere mesi, non lo sprecate, sarebbe un vero peccato. Quel breve suono respirato, che entra dentro di noi ed è in grado di diffondersi come una scarica elettrica in tutto il corpo, mettere d’accordo ormoni ed endorfine, scoppiare in un boato inebetente e celestiale che nemmeno la scrittura, per quanto potente regge il confronto.

Di meglio non lo hanno ancora inventato!






Questo è un articolo pubblicato il 20-03-2021 alle 11:11 sul giornale del 22 marzo 2021 - 907 letture

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