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La Parrocchia rivuole i locali, il Club San Francesco chiude

4' di lettura 17/04/2021 - Una batosta per Valeria, Lamberto e generazioni di giovani che hanno in quel luogo i ricordi del tempo passato insieme. Ora si attende l'assemblea dei soci indetta dal Direttivo per trovare una soluzione.

"Raccontare cosa ha significato questo spazio - per molti il Club, per molti altri il Sanfra, per noi semplicemente il Circolo - è un’impresa. Un’impresa emotiva, innanzitutto, ma anche narrativa, perché raccontando si rischierebbe inevitabilmente e ingiustamente di dimenticare qualcosa, venticinque anni di attività sono lunghi e densi di memorie." Le parole di chi è stato per 25 anni dietro al bancone del Club San Francesco sono cariche di emozione. Ecco cosa è accaduto. Arriva improvvisamente una raccomandata, indirizzata all'oratorio dalla Parrocchia San Francesco: viene chiesta la restituzione dei locali dell'oratorio per "lavori di riorganizzazione degli spazi". Così la comunicazione arriva ai gestori del circolo San Francesco, che si trova in parte di quei locali richiesti indietro.

Una doccia fredda per Lamberto e Valeria: "La nostra è stata un’attività lavorativa, ma anche e soprattutto un’attività sociale, aggregativa, educativa. Il Circolo è sempre stato una famiglia, la nostra famiglia allargata. Per molti è stato una seconda casa, per noi spesso è stata la prima. Se ci guardiamo indietro, in questo lungo percorso potremmo riconoscere un progetto, anche se nulla è stato pianificato. È stato un progetto di vita spontaneo, nato con il solo presupposto di accogliere e conoscere, e plasmato strada facendo. In questo lungo percorso, di ragazzi al Circolo ne sono passati tanti. Molti li abbiamo trovati al nostro arrivo, altri si sono aggiunti col tempo e sono rimasti, qualcuno è stato solo di passaggio. Ognuno di voi ha contribuito a dare forma e concretezza al progetto. Ognuno ha lasciato qualcosa. E vogliamo sperare che abbiate trovato qualcosa, anche la semplice possibilità di sentirsi a proprio agio e interagire genuinamente. Abbiamo creduto che si potesse offrire questa possibilità partendo dalle piccole cose quotidiane, condividendo dubbi, delusioni, rabbia, ma soprattutto gioia, traguardi, la voglia di esserci, di stare insieme, di confrontarsi. Insieme ai ragazzi della “vecchia guardia” abbiamo gettato le basi. Ci avete offerto la vostra fiducia incondizionata e momenti di vita indimenticabili. Quando siamo arrivati eravate adolescenti o poco più, e oggi siete ancora qui con le vostre famiglie, i vostri figli, con le vostre identità forse più definite, ma con l’anima di sempre."

Il Circolo aveva vissuto un cambiamento quando circa 20 anni fa, per la ristrutturazione dei locali, si era dovuto trasferire nell'attiguo teatrino: "La precarietà solo apparente dello spazio ha rafforzato legami eterogenei e definito un’identità collettiva." Poi la nuova vita del Club: "Con i locali rinnovati questa dimensione si è consolidata, attraverso passaggi significativi come il torneo di calcetto, il Carnevale, il brindisi della Vigilia e tanti altri piccoli grandi momenti di condivisione. Negli anni più recenti le “nuove leve” ci hanno confermato che il solco tracciato aveva una sua ragione d’essere. Avete interpretato lo spirito del progetto aggiungendo la vostra impronta e ci avete regalato la chiave per una nuova giovinezza, nonché la certezza che fuori di qui vi farete valere. Anche i più anziani si sono integrati in questo progetto, animando il confronto generazionale con spirito di partecipazione. Tutti - ognuno a modo suo - siete stati per noi fonte di ispirazione. E quello che abbiamo ricevuto è stato di gran lunga superiore a quello che abbiamo provato a dare. Il bancone è stato solo un ponte per comunicare e costruire rapporti che via via si sono fatti più solidi. Un ponte che abbiamo sempre cercato di presidiare con buon senso, e quando necessario con rigore. Ci sono stati anche momenti di difficoltà, inevitabili quando si condivide la vita. In ogni caso, aver potuto godere del vostro affetto e del vostro rispetto è stato per noi un privilegio di cui ci sentiamo orgogliosi e fortunati. Qualunque sia il destino di questo spazio, siamo sicuri che la nostra e la vostra idea di Circolo, di Club o di Sanfra, saprà andare ben oltre queste quattro pareti".

Un lungo, toccante saluto - per ora - di Valeria, Lamberto e Paolo.


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it





Questo è un articolo pubblicato il 17-04-2021 alle 23:15 sul giornale del 19 aprile 2021 - 486 letture

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