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Spostamento della Fontana dei Leoni e lascito Morosetti, il punto della situazione

Spostamento della Fontana dei Leoni 4' di lettura 18/04/2021 - L'obelisco in questi giorni è stato circondato da impalcature, nei prossimi giorni transiteranno in centro tra le due piazze solamente i mezzi della Dipe, ditta incaricata dei lavori. Sul fronte amministrativo, ecco cosa ha deciso il TAR Marche il 14 aprile sulle istanze del Comitato Piazzalibera.

Entrano nel vivo i lavori di traslazione della Fontana dei Leoni, nel rispetto delle disposizioni testamentarie di Cassio Morosetti, il quale ha lasciato 2 milioni di euro a favore della città di Jesi, con la condizione che la fontana tornasse entro un anno dalla registrazione del testamento (22 luglio 2020), nel suo posto originario, ossia piazza della Repubblica.

Il Comitato Piazzalibera, che si è fatto promotore della contrarietà all'accettazione del lascito ed allo spostamento del monumento, dopo la bocciatura del Comitato dei Garanti avverso l'iniziativa referendaria, aveva depositato un ricorso al Tar. Il 14 aprile il TAR si è pronunciato sulla sospensiva, non concedendola, e ha rinviato a maggio per decidere nel merito del ricorso.

In questi giorni si parla in maniera ancora più accesa, non tanto per l'avanzamento dei lavori (la fontana sta per essere spostata), ma per quanto ha espresso il figlio di Morosetti, in un post sul social facebook, che è stato condiviso anche da Piazzalibera.

"Non smetterò mai di dirlo. A questo punto la fontana dei leoni va ricostruita nel miglior modo possibile (e non sarà facile, visto come sono stati danneggiati, spaccati, semidistrutti, sbeccati in ogni angolo i cosiddetti "pezzi di pregio") e da subito in Piazza Federico II, senza passare per Piazza della Repubblica." Così Roberto Morosetti, che esprime tutte le sue perplessità sugli attuali lavori: "Cosa intendono fare in Piazza della Repubblica?... Un patchwork mal combinato di pezzi rabberciati con lo stucco?... Oppure pensano di buttare via tutto e di rifare in qualche modo quel che manca? Quella non sarebbe più la fontana amata da mio padre. Se questo lavoro non si poteva fare perché la fontana andava in mille pezzi, si faceva un'indagine preliminare, si decideva che non era possibile smontarla e si rinunciava al lascito. Invece sono stati distrutti anche i cosiddetti "pezzi di pregio".

Il figlio di Morosetti non è d'accordo con l'iter seguito dal comune, senza entrare nel merito, e difende il pensiero del padre ed il suo attaccamento verso la città e verso la Fontana dei Leoni, rivelando un particolare personale. "Non dipenderà da me decidere se il Comune avrà fatto o meno un lavoro meritevole di soddisfare le aspettative di mio padre e pertanto di incassare il lascito, ma io, Roberto Morosetti figlio di Cassio Morosetti, non perdonerò mai al Comune di aver devastato in quel modo un monumento che apparteneva a tutta la città e al quale mio padre teneva quanto nessuno può immaginare. Capisco l'amarezza della città, ma qualcuno capisca anche il mio dolore. Perché nessuno sa, in quanto non è mai stato detto, cosa legava nel profondo mio padre a quella fontana. Non ci giocava con le barchette da bambino. C'erano vite umane, di tre ragazzi di vent'anni morti in guerra davanti ai suoi occhi, che aleggiavano attorno a quella fontana."

Tornando all'ammontare del lascito, 2 milioni, 850mila euro serviranno per i lavori di spostamento della fontana e conseguente sistemazione della piazza della Repubblica, che la accoglierà, e di quella Federico II che la vede andar via. Il resto del lascito verrà utilizzato dal comune per una serie di opere pubbliche, tra cui l'attuazione del Pe.ba per l'abbattimento delle barriere architettoniche con particolare riferimento agli istituti scolastici.

Qualora il termine di 1 anno non venisse rispettato, ecco cosa prevede il testamento: la disposizione testamentaria verrebbe "revocata e le somme originariamente destinate al Comune devolute in beneficenza in parti eguali a favore della “Fondazione Opera San Francesco per i poveri” di Milano viale Piave n.2, del “Pane quotidiano” di Milano Viale Toscana n. 28 e della” Lega del Filo d’Oro” di Osimo via Montecerno n. 1”. Quando era ancora in vita, nel 2018, Morosetti donò 800mila euro per la realizzazione del nuovo Centro Alzheimer.


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it





Questo è un articolo pubblicato il 18-04-2021 alle 15:48 sul giornale del 19 aprile 2021 - 407 letture

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