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Vivere di Emozioni: parole, parole

7' di lettura 17/04/2021 - A volte si resta in piedi solo per quanto tira forte il vento da tutti i lati contemporaneamente.

Ti senti in balia delle circostanze nonostante tutti gli sforzi e impoverita ti lasci trasportare dal muto succedersi dei giorni. Poi finalmente senti i tuoi respiri sbocciare in sospiri. Poche accorate e premurose parole pronunciate da bocche gentili hanno il potere di scaldare e coccolare.

LA REALE COMUNICAZIONE E’ QUELLA CHE TRANSITA DA ANIMA AD ANIMA, PASSANDO ATTRAVERSO LE EMOZIONI.

E’ tutto quello di cui si ha bisogno in alcune circostanze; certe situazioni non possono sfociare in soluzioni pratiche, sei impotente, quindi i consigli, seppur benevoli suonano come un fastidioso brusio che non portano a niente, anzi estraniano ancora di più, ma il non sentirsi da soli e paralizzati dal dolore, senza braccia e senza mani, come un birillo al centro di un’autostrada, messo lì e dimenticato, mentre tutti ti sfrecciano incuranti accanto può essere una possibilità di salvezza, magari l’unica a disposizione.

Attraverso il paraverbale si riesce a risalire allo stato d’animo, si capiscono moltissime cose dell’umore di una persona, solamente ascoltando come vengono dette le cose e dal tono della voce.

Le parole andrebbero scelte, ricercate con cura fra le tantissime vuote, prive d’interesse perché alcune invece, nella loro purezza e semplicità risplendono, è così, brillano di una luce dimenticata, impreziosiscono l’anima e le fai tue, le imprigioni a metà fra gola e petto ed iniziano ad echeggiare dentro di noi disostruendo vie di fuga per emozioni intrappolate.

Avevano bisogno di qualcuno che guardandoti negli occhi ti dicesse: “mi dispiace veramente tanto; voglio condividere con te questo momento; voglio esserti vicino; c’è qualcosa che io possa fare per te? Io ci sono! Mi fido di te, ho fiducia nelle tue capacità, ti voglio bene…

Le parole hanno il potere di distruggere e di creare, di cambiare il mondo o almeno il destino di qualcuno. Raccontano qualcosa di noi e se intervallate da pause, sguardi e silenzi, pronunciate senza fretta, diventano speciali; ti regalano il tempo per accorgerti di avere vicino una persona che si sta prendendo cura della tua anima. Non le trovo mai superflue, ma solo se mosse da un sentimento d’amore oppure possono essere sostituite da uno stretto abbraccio.

Le parole possono disinfettare, bendare e stuccare le ferite plasmandole. Sono potenti anche quando sono estranei a pronunciarle, mi è capitato con un signore appena conosciuto a bordo di un treno o con un’infermiera che aveva appena iniziato il suo turno che raccontandomi la sua analoga esperienza mi ha regalato un po’ di sole e di speranza. Era lì energica e sorridente a condividere le sue fragilità e ho pensato che anche per me si sarebbe trattato solo di una questione di tempo e poi sarei tornata ad essere felice. Hanno anche il potere di incantare, ammaliare, intrufolarsi nel grigiore e come la pallina del flipper dare uno scossone di adrenalina fra neuroni e cellule, illuminandole di rosso, rosso come il sangue che ricomincia a scorrere fluido e caldo. Oltrepassano la porta di casa e anche l’epidermide insinuandosi, invadendo le azioni quotidiane più banali.

Quelle giuste ti spronano a rialzare lo sguardo al di sopra della linea dell’orizzonte e corrono a tenerti per mano ogni volta che ne hai bisogno, alcune rimangono dentro di te per tutta la vita!

Credo nella bontà e nei buoni intenti della stragrande maggioranza delle persone ma poi un po' per la cultura del "non disturbare" un po' per quella del "non impicciarsi" e un po' anche perché le cose negative spaventano, va a finire che non diciamo niente a chi invece ne avrebbe bisogno. Sono tutte occasioni perse per dimostrare il nostro "essere umani".

Parole e silenzi hanno conseguenze, sempre. Ci sono persone che fanno di tutto per creare la tempesta e poi si stupiscono se inizia a piovere, d’altronde, come citava Ernest Hemingway: “Ci vogliono due anni per imparare a parlare e sessanta per imparare a tacere.”

Se si dice quello che si pensa non sempre si è visti di buon occhio, anzi è facilissimo fare terra bruciata attorno a sé, spesso ci si aspetta di ascoltare quello che ci fa contenti ma magari la verità è ben altro e ci si chiude a riccio perdendo occasioni di crescita.

Mi piace parlare con i calmi apparenti, che spesso si limitano ad osservare tacendo. Sono quelli che dentro vivono in una giungla di emozioni e senza saperlo fanno miracoli con poche vere parole e anche fatti. Chi parla troppo invece ha poco da dire.

Ovviamente ci sono anche molti che fanno eccezione. Una di queste è la mia amica di sempre Martina. Lei parla a profusione, colma anche i miei silenzi, ma non mi annoia mai perché è un fenomeno della natura in simpatia e saggezza! Purtroppo è rarità.

Freud disse che “E’ impossibile conoscere gli uomini senza conoscere la forza delle parole". Le parole evocano immagini, proiettano scenari, attivano i nostri neuroni specchio! Se dici “ho un problema” attivi in te anche l’umore conseguente se invece scegli di dire “c’è una nuova sfida” si attivano leve, anche motivazionali, differenti.

L’errata scelta delle parole genera mancanza di comprensione. Federico Fellini invece diceva che “un linguaggio diverso è una diversa visione della vita”.

E’ molto interessante incuriosirsi della visione altrui quando si parla. Ogni volta che colloquiamo con qualcuno dunque, impegniamoci a farlo finire di parlare, appassioniamoci del suo mondo, lasciamogli terminare il ragionamento e prima di rispondere pensiamo. E’ un duro lavoro ma regala frutti succosi!

Se abbiamo due orecchie e una bocca è per ascoltare il doppio di quanto parliamo. (Epitteto)

Dovremmo rivolgerci agli altri come se quello che dicessimo facesse la differenza, alla fine credo la faccia, con i bambini specialmente. Parole di interesse, chiedendo il perché delle cose, non limitandoci a dire solamente “bravo”, senza approfondire o “bello quel disegno”, concedendo uno sguardo distratto e d’insieme. Soffermiamoci ad apprezzare i piccoli dettagli facendoglieli notare. Se mi dicessero: “come hai colorato bene quelle montagne, sembra ci sia la neve veramente, non vedo l’ora di tornare a sciare con te!” E’ diversa la melodia e la magia che si crea dentro.

La cimatica, ovvero la scienza che studia le onde vibrazionali, dimostra come il suono plasmi la materia e che i suoni armoniosi creino forme armoniche e viceversa. Già nel 1787 il fisico tedesco E. Chladni fece degli esperimenti con i granelli di sabbia, scoprendo che questi ultimi si disponevano in una lastra metallica in modo diverso a seconda della nota suonata dal violino. Successivamente, Hans Jenny scoprì che a suoni specifici corrispondono precise figure geometriche.

Le parole e le forme più preziose che si sarebbero create, quelle che dovevo dire tanto tempo fa, purtroppo hanno raggiunto le mie labbra quando la porta era già chiusa e sono rimaste lì, in un limbo, fra il pianerottolo e il “per sempre”.

Mantieni i tuoi pensieri positivi perché i tuoi pensieri diventano parole. Mantieni le tue parole positive perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti. Mantieni i tuoi comportamenti positivi perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini. Mantieni le tue abitudini positive perché le tue abitudini diventano i tuoi valori. Mantieni i tuoi valori positivi perché i tuoi valori diventano il tuo destino. (Mahatma Gandhi)






Questo è un articolo pubblicato il 17-04-2021 alle 11:35 sul giornale del 19 aprile 2021 - 1006 letture

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