Quantcast

Vivere di Emozioni: un picnic stellato, tante idee per renderlo unico

picnic 8' di lettura 30/04/2021 - I picnic sono un piacevole stato mentale, un abbandono all’ozio organizzato o improvvisato. Ne adoro la leggerezza e il contatto con la natura.

E’ una consuetudine legata alla bella stagione che ci porta nella sua semplicità ad instaurare quel livello di confidenza e autenticità con gli altri, così difficile da raggiungere in condizioni di normalità. Da seduti o sdraiati sull’erba, a volte in posizione fetale, circondati da un mondo spoglio di tutti gli agghindi e le maschere legate al progresso si ha una visione diversa, senza filtri, ridimensionata, più spontanea.
E’ facile elevarsi all’arte dell’umiltà. Si potrà osservare come il mondo è ricolmo di gioia e meraviglia. Come i fili d’erba che accarezzi distratta, ad occhi socchiusi sono tutti venuti al mondo felici e senza sapere il perché, tutti uguali, ignari del sole e delle tempeste che verranno.
Ci si ritrova a vedere tutto come se fosse il seme di qualcosa. Abbiamo un profondo bisogno di guardare il verde, non a caso aule, banchi e ospedali sono spesso dipinti di questo colore: è il più semplice ed equilibrato da rielaborare per l’occhio umano. Il respiro rallenta, il nostro viso si illumina di un sorriso irrazionale, un effetto distensivo ci attraversa trasversalmente e ci rilassa.

Quando siamo immersi nella natura percepiamo una calma profonda, è così irresistibilmente attraente che diveniamo parte di essa sentendoci a nostro agio e capaci di esprimerci con più disinvoltura, senza schermi protettivi, stranamente impavidi anche nelle nostre insicurezze. Il nostro raziocinio è impotente di fronte alla semplicità della natura, è la nostra casa per eccellenza, purifica la mente.

L’etimologia del nome picnic è di matrice smaccatamente francese: il verbo piqueniquer, infatti, è un assemblaggio di piquer e niquer, che significa sbocconcellare qui e là, perché generalmente non si usano le posate, bensì le mani per mangiare.
C’era una volta il “déjeuner sur l’herbe” che i signori offrivano ai loro ospiti per ristorarli durante le partite di caccia. Sulle tavole, allestite da stuoli di servitù, comparivano porcellane, argenti e cristalli.
Negli anni è avvenuta una profonda mutazione delle abitudini durante il picnic, passando dai plaid a fantasia scozzese, alle radioline per seguire la partita di pallone, agli immancabili tavolinetti pieghevoli arancioni o verde pistacchio con la scacchiera disegnata sopra e le seggioline richiudibili dalle quali tutti, almeno una volta nella nostra vita siamo caduti a gambe all’aria.

Ogni volta che organizzo un picnic sento fervida l’emozione di una piccola avventura che si fa spazio nella routine, mi visualizzo sdraiata sulla stuoia, il sole che indiscreto, curioso mi viene a scovare fra i rami e senza neanche conoscermi mi bacia appassionato. Sopra di me uno spezzone di cielo azzurro ridotto a brandelli, trafitto dai rami che ne fanno un centrino all’uncinetto.
L’ultima cosa a cui penso di solito è il mangiare, curo invece l’ambientazione e i dettagli. Originali e simpatici diversivi sono quello che serve per rendere unica ogni occasione.
Non c’è bisogno di spostarsi molto per stare bene, basterà un po’ di buona compagnia e un luogo lontano dai rumori. Potrebbe essere lungo i filari di un vigneto, all’ombra di un uliveto, lungo le sponde di un ruscello, in un bosco, in una riserva o su una spiaggia. L’importante è che sia in un posto facile da raggiungere con tutto l’occorrente in mano e in spalla.

Se si decide di scegliere come ambientazione le rive di un fiume, di un ruscello o di un lago può essere divertente preparare i giorni prima, con i bambini, una piccola zattera fatta di rami, con la vela di stoffa da poter lanciare una volta sul posto oppure delle barchette di carta colorata, magari disegnate da loro.
Sempre per i bimbi sarà piacevole infilare nella vostra grande borsa di vimini delle bolle di sapone, un caleidoscopio pieno zeppo di cristalli colorati per guardare verso il cielo a bocca aperta e fare smorfie divertenti, un aquilone, una lunga corda per saltare in più persone contemporaneamente, giocarci al tiro alla fune insieme agli adulti, oppure improvvisare un’altalena su un albero.
Creativi o no potrebbe essere rilassante cimentarsi in un disegno dal vero con pennelli e acquarelli oppure strimpellare un’armonica a bocca. Anche un hola hoop o delle carte da gioco, andare a raccogliere le foglie di tanti tipi diversi, osservarle, annusarle e a casa provare a classificarle.

Se invece volete concedervi un tocco romantico per il vostro momento a due potete portarvi una lanterna o delle lucine led a batteria da infilare dentro dei barattoli di vetro per addobbare la vostra stuoia o tovaglia e accenderle al tramonto; una chitarra o almeno degli auricolari da condividere per ascoltare la musica da distesi, dei cuscini, un plaid per assicurarvi che il tepore sia garantito oppure un’amaca da appendere fra due alberi, un libro di poesie e piedi nudi curati da strusciare a quelli del vostro partner.
Non serve altro…potete anche dimenticare il cibo, vi sazierete d’amore!

Per quelli come me invece che oramai vivono di soddisfazioni ben più miserabili, fate ben attenzione a non dimenticarla la cesta delle provviste! Una borsa frigo per le bevande, delle verdure fresche già tagliate a listelli da stuzzicare, un’insalatona, un cacciatorino, del pane morbido, dei formaggi, delle olive, delle fragole già pulite, le fave, delle crostatine fatte in casa, tanti stuzzichini e un thermos con caffè o tisana.
Vi consiglio poi delle salviettine antizanzare, una crema solare, occhiali da sole, un cappello di paglia o un foulard colorato da intrecciare in testa improvvisando. Ricordatevi anche delle buste dove riporre i rifiuti che inevitabilmente si produrranno durante la giornata.

Il picnic è un momento di gioia e di condivisione a contatto con la natura ma nel rispetto dell'ambiente. Vi lascio due idee tratte dal blog “Brodo di coccole”, vi stupirete di quanto e più buono e gustoso il cibo più semplice se mangiato in compagnia e la natura è in grado di allestire spettacoli e scenari strabilianti. Buona scamporella a tutti!

In ogni passeggiata nella natura l’uomo riceve molto di più di ciò che cerca. (John Muir)

MUFFIN SALATI CON FAVE E PECORINO
Per 12 muffin
INGREDIENTI
• 3 uova
• 180 g di farina (per me tipo 0)
• 120 g di latte
• 80 g di olio di semi
• 150 g di fave fresche o surgelate (pesate già sgusciate)
• 100 g di pecorino grattugiato
• 8 g di lievito istantaneo per salati (per me 4 g di bicarbonato e 4 g di cremor tartaro)
• Un pizzico di sale
• Pepe q.b.
PROCEDIMENTO
Cuoci le fave al vapore oppure falle bollire in acqua salata per circa 8-10 minuti (6 se utilizzi una vaporiera da microonde). Scalda il forno a 180°C in modalità statica. In una scodella metti uova, latte e olio con un pizzico di sale e di pepe e sbatti per amalgamare. Ai liquidi aggiungi la farina e quasi tutti il pecorino grattugiato, mescola fino a ottenere una pastella liscia e uniforme con la consistenza di una crema. Aggiungi le fave tenendone da parte una manciata e il lievito istantaneo e mescola. Versa il composto in uno stampo per muffin imburrato e infarinato o foderato con pirottini di carta. Utilizza il pecorino avanzato per spolverare la superficie dei muffin e su ognuno fai cadere una o due delle fave tenute da parte. Inforna per circa 25-30 minuti o fino a leggera doratura verificando la cottura con uno stecchino. Sforna e fai raffreddare su una gratella.

PLUMCAKE SALATO SEMI INTEGRALE ALLO YOGURT CON PECORINO, NOCI E POMODORI SECCHI
Per uno stampo da plumcake da 28 cm
INGREDIENTI
• 3 uova
• 1 vasetto di yogurt bianco
• 100 g di farina 0
• 100 g di farina integrale
• 60 ml di olio vegetale
• 50 ml di acqua
• 1 bustina di lievito istantaneo per salati
• 50 g di pomodori secchi
• 50 g di noci sgusciate
• 100 g di pecorino grattugiato
• Sale
PROCEDIMENTO
Metti a bagno i pomodori secchi (se usi quelli sott’olio invece sgocciolali e sciacquali bene). In una ciotola metti lo yogurt, le uova e una presa di sale e lavora con una frusta manuale o elettrica fino ad amalgamarli. Aggiungi le farine, il lievito e l’olio e continua a mescolare. Regola con l’acqua se l’impasto fosse troppo denso, deve avere la consistenza di una pastella. Aggiungi il pecorino grattugiato, le noci e i pomodori strizzati e tagliati a pezzetti. Mescola per unire gli ingredienti all’impasto e versalo in uno stampo da plumcake da 28 cm ricoperto di carta forno bagnata e strizzata. Inforna a 180°C in forno statico preriscaldato e cuoci per 40 minuti o fino a che il plumcake non risulti ben dorato. Verifica la cottura interna con uno stecchino. Fai raffreddare su una gratella e taglia a fette per servirlo.






Questo è un articolo pubblicato il 30-04-2021 alle 15:16 sul giornale del 03 maggio 2021 - 757 letture

In questo articolo si parla di attualità, comunicato stampa

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/b1ae

Leggi gli altri articoli della rubrica Vivere di emozioni





logoEV