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Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di domenica 2 maggio

5' di lettura 03/05/2021 - Dal Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

IO SONO LA VITE VERA, DICE GESU’

In questo tempo pasquale si sente sempre un annuncio di gioia. La liturgia con entusiasmo ci parla di Gesù e ci presenta tante immagini per capire chi egli è e cosa fa per noi. Infatti di se stesso Gesù ha detto: Io sono la luce del mondo, Io sono il Buon Pastore, io sono il Pane di Vita, Io sono l’Acqua Viva.... Oggi ne incontriamo un’altra. Gesù dice: Io sono la Vite, quella vera. Nel Vecchio Testamento il popolo di Dio era paragonato ad una vite che Dio aveva piantato e curato: una vite che però non aveva dato frutti. Infatti l’infedeltà era stata grande. Ma da questa vigna selvatica nasce una Vite che dà buon frutto. E’ Gesù: e Gesù è la vite vera, perché Lui e solo Lui, è stato fedele al Padre. Fedele fino a dare la vita, obbediente per conquistare i fratelli, generoso fino a morire per espiare l’iniquità di tutti.

E VOI SIETE I TRALCI

Su questa vite crescono tralci. E a questo punto Gesù spiega chi siamo noi: Io sono la vite, dice, e voi i tralci... Questa è la nostra dignità! Persone che hanno la vita di Gesù; persone chiamate a questa profonda vicinanza con Gesù. Ci è offerta la più grande ricchezza, anzi l’unica: essere una cosa sola con Gesù, vivere la sua intimità. Della sua vigna Dio continua ad avere cura. Gesù esprime questo dicendo che quei tralci inseriti nella vite vengono potati, puliti. Cosa vuol dire? Vuol dire che Dio opera una purificazione, ci vuol condurre alla santità. E questo lo fa donandoci la sua grazia, il suo Spirito, la sua forza, le ispirazioni a vivere bene. Lo fa anche permettendo esperienze purificatrici, a volte dolorose. E in questo bisogna solo abbandonarsi fino al punto di dire: Per tutto quello che tu permetti per il mio bene, anche se difficile, io ti ringrazio, Signore Dio!

TRALCI CHIAMATI A PORTARE FRUTTO

Solo così, con questa fiduciosa obbedienza, si può portare frutto. Sappiamo già quali sono i frutti che il Signore si aspetta: la carità, l’unione con lui nella preghiera, la fede, il fare il bene... insomma il Signore attende che pratichiamo quel comandamento fondamentale: Ama il Signore con tutto il cuore, ama il prossimo come te stesso. C’è un altro buon frutto che il Signore desidera: è la nostra testimonianza nel portare il Vangelo, il lavorare per il regno di Dio, l’impegnarsi perché tutti accolgano nella loro vita la persona di Gesù. Alla fine, testimoniare Gesù, portare Gesù, donare Gesù, indicare Gesù come il Salvatore, l’unico salvatore del mondo, è il dono più grande che possiamo fare ai fratelli. Per dare frutto il tralcio deve rimanere unito alla vite. Ci deve essere, cioè, la volontà di rimanere uniti a Gesù. Solo chi rimane in Gesù porta frutto. Conosciamo i mezzi che Gesù ci ha donato per rimanere uniti a Lui: l’Eucaristia, la preghiera, i sacramenti della Confessione e della Comunione, l’ascolto della sua Parola.

CHIEDETE QUEL CHE VOLETE

Ma aggiunge Gesù: “Se rimanete uniti a me chiedete quel che volete. Ogni cosa vi sarà concessa.” Possibile che tutto ci viene concesso? Certo! Infatti chi è unito al Signore chiede con intelligenza, chiede con il cuore di Dio, intuisce i disegni di Dio e quindi chiede sempre bene, chiede il meglio che Dio desidera donarci. E allora guardiamo i veri problemi e chiediamo senza stancarci. Sì, guardiamole le difficoltà che sono in noi e attorno a noi: i nostri frutti sono scarsi, il mondo cammina male in mezzo a cattiverie e ingiustizie, i nostri giovani si allontanano dalla fede, le famiglie hanno mille difficoltà, oggi poi viviamo il dramma della pandemia: chiediamo con fiducia, non stanchiamoci mai di supplicare perché il Signore, che ha il cuore più grande di ogni padre e di ogni madre, manifesti la sua premura e la sua misericordia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-05-2021 alle 19:15 sul giornale del 04 maggio 2021 - 118 letture

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