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Pallavolo: Paolo Giardinieri, come ha stravolto il mondo scouting e la rilevazione statistica

Paolo Giardinieri 6' di lettura 04/05/2021 - L'ex schiacciatore della Pieralisi e attuale DS della Clementina si racconta in una intervista esclusiva.

Un professionista esemplare. Uno dei personaggi più vincenti della nazionale italiana di Julio Velasco. Una persona umile e competente in grado di stravolgere il pianeta pallavolistico nazionale e internazionale. Stiamo parlando dello jesino Paolo Giardinieri, attuale DS della Clementina 2020 Volley (Castelbellino-Moie) targata Battistelli-Termoforgia in serie B1 femminile. Paolo Giardinieri è ritenuto uno degli inventori, insieme a Julio Velasco (di cui fu secondo allenatore alla Tre Valli Volley Jesi nella stagione ‘84-85), della rilevazione statistica nel panorama del volley. Nel 1985 Giardinieri (con alle spalle studi in Medicina prima di spiccare il volo con la Nazionale) seguì Julio Velasco a Modena e proprio in quell’anno frequentò un corso in Fipav con un “fuoriclasse” CEO come Emilio Spirito, fondatore di Data Project: da lì in avanti una carriera densa di ricordi, emozioni e soddisfazioni.

Ex schiacciatore della Pieralisi, chiamato in seguito dalla Valeria Volley/Tre Valli, si ritrovò a inizio anni ’80 in panchina con Velasco che gli chiese di prendere appunti e registrare a mano i dati delle partite, prendendo per certi versi spunto dal modello cinese, con penne di colore diverso e con un occhio bionico proiettato al futuro. A fine gara si tiravano le somme e si giungeva ad un’analisi accurata e oggettiva su ciò che era avvenuto sul parquet. “Nel campionato mondiale Juniores 1985 (Ancona ospitava un girone, ndr) incontrai Emilio Spirito e con l’Olivetti precursore dei moderni computer nacque la prima rilevazione di tipo statistico – così ai nostri microfoni Paolo Giardinieri – La Fipav mi convocò per le finalissime di Milano. Tra l’altro ricordo che c’erano dei futuri campioni azzurri in quella squadra (che ottenne l’argento, ndr) come Tofoli, Zorzi, Cantagalli, Petrelli… Da lì ci fu un autentico stravolgimento di pensiero e di metodologia di lavoro: i quattro scudetti consecutivi vinti a Modena, arricchiti da tre coppa Italia e dalla Coppa Cev, e quell’indimenticabile articolo scritto su quella che era la prestigiosa rivista ‘Pallavolo’ convinsero anche i più scettici sull’utilità di una metodologia tutta nuova, che sarebbe stata ben presto definita come rilevazione statistica e scouting”. Ci volle dunque del tempo prima che i manager dello sport riuscissero finalmente a conoscere più da vicino la possibilità e l’efficacia di usare un personal computer, che non solo consentiva con una sola persona di elaborare tutti i dati, bensì riusciva a completare 1'informazione, mantenendo integra la sequenza temporale dei colpi in relazione al palleggio ad esempio. Tanto per intenderci: i totali dopo un campionato potevano assumere un significato determinante, anche in relazione al fatto che la figura di scoutman poteva avere degli errori che andavano, però, ad appiattirsi nei cosiddetti “grandi numeri”.

Come Giardinieri può confermare, il dossier statistico oggi più che mai risulta essere di fondamentale importanza per poter dare un preciso feedback a ogni singola pedina riguardo ad esempio alla ricezione, alla percentuale di attacco, a determinati movimenti. In altri termini, il dossier va a rappresentare un autentico “termometro” per comprendere nel migliore dei modi quanto vale la propria squadra e ogni singolo, per analizzare ciò che si sbaglia in un determinato arco di tempo, ossia per cercare i motivi di un errore ma non il colpevole come direbbe Velasco. E questo il tecnico argentino, in sintonia con un grande professionista come Paolo Giardineri, lo capì molto prima degli altri, stravolgendo il panorama pallavolistico sotto il profilo del management ma anche dell’organizzazione e della leadership. “Rispetto al passato oggi si studiano i numeri e le statistiche molto più a fondo, si incrociano i dati in tempo reale tramite appositi software e frontiere evolutive, si scoutizzano perfino gli allenatori, si procede ad analisi e montaggio video della settimana e del weekend per studiare ad esempio gli avversari nel modo più proficuo possibile e per prevedere come attaccheranno nel prossimo match. Si tratta in altri termini di un lavoro vero e proprio che può andare oltre le 8 ore giornaliere, mixando campo e scrivania, e che può portare un notevole valore aggiunto...”.

Giardinieri non ha certamente bisogno di troppe presentazioni: oltre ad essere stato vice-allenatore e scoutman di Julio Velasco per molti anni, Paolo vanta un curriculum importante sia come figura manageriale di carisma nei settori giovanili, sia come statistico e assistente allenatore. Tante le esperienze, le soddisfazioni e i successi ottenuti da Giardinieri con la Nazionale maschile, con quella femminile (riuscì a portarla per la prima volta alle Olimpiadi, Sidney 2000) e con team di serie A come Piacenza, Urbino, Modena e Perugia… Non solo nazionale Italiana, non solo 2 Mondiali, 3 Europei e 5 World League. Anche all’estero Giardinieri ha fatto molto bene, in nazioni come Iran (“In Iran si mangia molto bene, sia carne che pesce”), Corea, Qatar ed Azerbaigian, oltre ad essere stato consulente di spicco della nazionale croata. “Ho dei bellissimi ricordi anche fuori dall’Italia”, ammette Paolo Giardinieri. Il suo ritorno in Italia avvenne nel 2016, per allenare la Moncaro Moie in B1. Ora Direttore Sportivo della Clementina 2020, club allenato da Luca Secchi: “Ringrazio il Presidente Talacchia, la titolare Termoforgia e dirigente Veruska Anacleti, il Dottor Maurizio Ricci (che si laureò nei primi anni ’80 approdando alla Tre Valli Volley Jesi, ndr) e tutti i componenti di questo meraviglioso staff. Abbiamo fatto una prima parte di campionato positiva, ora attendiamo i playoff che scatteranno il 15 maggio; ci auguriamo di arrivare all’ultimo turno ovvero tra le prime 12 forze del campionato e di poter tentare il salto di categoria nell’arco di due anni (ci saranno 6 promozioni, in ogni caso in estate appaiono concrete le varie ipotesi di ripescaggio, ndr). Qui alla Clementina ci sono grandi persone, abbiamo tutte le carte in regola e l’entusiasmo per fare bene, tenendo bene a mente che è e sarà sempre importante contare sull’aggregazione delle forze imprenditoriali della Vallesina. Abbiamo negli anni investito molto anche sul settore giovanile e abbiamo 2 palas a disposizione per allenarci e giocare. Ci aspetta un finale di stagione molto intenso, saremo chiamati a rispondere all’appello nel migliore dei modi”.






Questo è un articolo pubblicato il 04-05-2021 alle 18:32 sul giornale del 05 maggio 2021 - 699 letture

In questo articolo si parla di daniele bartocci

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