Quantcast

Basket: “P” come play-off, la lettera più bella nell’alfabeto dell’Aurora

4' di lettura 15/05/2021 - Aveva ragione Altero Lardinelli quando nel corso dell’ultima intervista mi aveva dichiarato “i conti si fanno sempre alle fine”.

Dovendo andare in stampa prima di Padova, in quello che doveva essere l’ultimo numero di Basket Notizie di stagione, non potevo esimermi dal fare la classica domanda: “facciamo un bilancio della stagione? Doveva essere l'ultimo numero, ma non lo sarà, merito di questa squadra.

A dirla tutta la vittoria di Padova ha emozionato anche il sottoscritto, che di partite ne ha viste, tante ne ha commentate in radio o tv, è stata una partita speciale, una di quelle da ricordare a lungo.

Perché quella in corso non è stata una stagione come tutte le altre: potremmo elencare la serie di intoppi, che hanno colpito diversi giocatori, i danni causati dal covid, anche in termini di mancati incassi e aumenti dei costi e non ci saremmo esentati dal farlo, se la squadra avesse chiuso anticipatamente.

“P” come play-off: una parola che abbiamo pronunciato tante volte, in questi anni, dalla prima stagione in A/2 (1997/1998) in poi. Gioie, dolori, ma sempre adrenalina a mille e comunque emozioni. Una finale vinta contro la Virtus Bologna di Alberto Bucci (2003/2004), quando il pala Malaguti per gara3 si tinse di gialloverde e conseguente la promozione in A/1, al termine di un’annata indimenticabile.

Due finali perse contro Avellino (1999/2000) e Caserta (2007/2008), sconfitte che ancor oggi gridano vendetta. Contro i lupi irpini l’allora Sicc dilapidò un +23, facendosi rimontare, subendo all'ultimo secondo il canestro del ko, un missile scagliato da Capone da una decina di metri. Dimenticavo: nell'Avellino erano presenti due giovincelli che ben conosciamo, Gresta in panchina come secondo e Maggioli, che a un certo punto fece saltare gli occhiali a Whisby con un fallo a metà campo. Quante volte ho rivisto questa scena in seguito, ma tutto quello che ha fatto Maggioli per l'Aurora, negli anni seguenti, ha cancellato il risentimento nei suoi confronti per quell'attimo di furore agonistico.

Contro Caserta era scesa in campo la più bella squadra dell’era Fileni, che avrebbe vinto quella finale contro chiunque, ma non bastò contro una corazzata costata molto di più, in termini di ingaggi (due allenatori, una ventina di giocatori in tutto, se ricordiamo bene). Pensare che l'anno prima, avevamo demolito i casertani ai play-off a suon di triple, con Marcelletti in panchina.

Che dire degli scontri contro Fabriano, Reggio Emilia e Sassari in particolare? Pagine di storia difficilmente cancellabili, che restano non solo negli annali, ma anche nella memoria di chi l’ha scritte e vissute anche soltanto sugli spalti.

L’ultima lettera “P” è stata scritta di recente, nella stagione 2017/2018, con Casale (altra corazzata) finì 0-3, ma anche in quell’occasione fu dolce il sapore della post season.

Oggi siamo al piano di sotto, ma la vittoria di Padova e i play-off conquistati, hanno un valore immenso per The Supporter, questo sponsor che ha scelto di investire nel basket e per l’Aurora stessa.

Gara1 e gara2 si giocheranno, in assenza di pubblico, domenica 16 e martedì 18 a Valmontone, a porte chiuse, alle 18:00 e alle 20:00, gara3 al pala Triccoli, venerdì 21 alle 18:00. Gara1 verrà trasmessa in chiaro, secondo quanto dichiarato nel sito della LNP e sul Canale 111 del digitale terrestre, dall’emittente storica, per l’Aurora, TVRS.

The Supporter ci tiene a fare bella figura e sicuramente lo staff tecnico, Ghizzinardi in testa, sta preparando bene questa settimana di fuoco. Tutta la pressione psicologica sarà sulle spalle dei giocatori della Sebastiani: chissà che non ci scappi qualche sorpresa! L'Aurora avrà di fronte due ex, Ndoja e Paci, legati a due stagioni lontane l'una dall'altra: la prima (2009/2010) fu quella in cui la Fileni, nonostante un organico di qualità, rischiò di retrocedere: arrivata penultima fu poi ripescata. La seconda (2015/2016) fu l'unica in cui l'Aurora, diventata Betulline a metà stagione, conobbe la "P" sbagliata, quella dei Playout.

Andò decisamente bene, grazie all'inserimento di Corbett e Sorokas che furono decisivi, integrandosi bene nel gruppo. Tornando alla Sebastiani Rieti, che rappresenta la società storica della città laziale, completano il roster alcuni elementi di prim'ordine, il marchigiano di Loreto Traini, l'altro marchigiano Panzini, in uscita da Giulianova, arrivato fresco fresco per la post season, Loschi, Drigo, tutte vecchie conoscenze, avversari dell'Aurora anche in A/2.

Ma come già detto The Supporter potrà giocare con la leggerezza mentale dela squadra che ha solo qualcosa da guadagnare e non da perdere. Poi, vada come vada, con Altero Lardinelli faremo un bel supplemento di intervista, perché adesso i conti tornano davvero.

(foto Augusto Giglietti)






Questo è un articolo pubblicato il 15-05-2021 alle 11:38 sul giornale del 17 maggio 2021 - 311 letture

In questo articolo si parla di sport, articolo, giancarlo esposto

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/b3cc