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Calcio: le inspiegabili dimenticanze dell’arbitro

2' di lettura 07/06/2021 - Aveva già provato a fare una brutta figura al Carotti, riuscendo, qualche settimane prima, quando aveva dimenticato di espellere un giocatore della Vigor Senigallia, al secondo fallo di mano volontario.

Per non smentirsi l’arbitro, anzi l’arbitra di ieri, Samira Curia di Ascoli Piceno, si è ripetuta. Era da tempo che avevo smesso di graffiare con la penna, sono lontani i tempi dei due libri “Parola di giornalista” e “Parola di giornalista II” che scrissi, raccontando fatti e misfatti visti e raccontati, relativi alla mia attività di giornalista.

Quello che è ho visto ieri mi ha riportato a quei tempi. Niente a che vedere con il risultato, quello di cui sto per parlare, l’Atletico Gallo alla fine i tre punti li ha meritati, magari soffrendo più del previsto – almeno 65 minuti – legittimando un ottino campionato.

Il fatto è che l’arbitro, pardon l’arbitra, ha allungato significativamente la serie delle sue dimenticanze, scordandosi che ieri in campo c’erano due squadre e questo è imperdonabile.. Come spiegare i cinque cartellini gialli ai giocatori di casa, contro nessuno sventolato sotto al naso degli ospiti?

C’è stato un altro fischio dimenticato, quando nel primo tempo, Gabielloni è stato strattonato in area ospite e si è vista la manica malandrina, allungarsi come un elastico.

La perla è stata quel cartellino giallo dimenticato, quando Muratori, ha legittimamente festeggiato la rete della vittoria, con un mezzo streep-tease. (vedi foto dalla pagina Faceboo dell'Atletico Gallo). Un tipo di sanzione che, lo dico da tempo, non andrebbe applicata: perché punire la gioia di un giocatore? Ma regolamento è regolamento, allora perché la gentile signorina Curia, ha dimenticato di estrarre il cartellino? Mistero!

Qui a Jesi arbitre e guardalinee donne, sono state sempre coccolate e rispettate da giocatori e spettatori e anche stavolta, per fortuna, dagli spalti finalmente aperti, anche se per soli 200 intimi, non è arrivato un solo pernacchio all’indirizzo dell’arbitra.

Meglio così, perché poi andare sulle offese personali, è quanto di più barbaro ci possa essere. Ma vale la pena chiedersi il perché di tante sviste, soprattutto in una partita così importante per la classifica.

Se è vero che “non c’è due senza tre” in vista del prossimo anno qui a Jesi si faranno i debiti scongiuri, sperando che quel “tre” non si avveri veramente.

Per quanto riguarda il sottoscritto, forse è arrivato il tempo del prossimo libro: quante ne avrei ancora da raccontare...








Questo è un articolo pubblicato il 07-06-2021 alle 15:41 sul giornale del 08 giugno 2021 - 737 letture

In questo articolo si parla di sport, articolo, giancarlo esposto

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