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Roberto Radice: "Al festival parlerò del filosofo Rodolfo Mondofo, a cui Senigallia dovrebbe dedicare una strada"

2' di lettura 11/07/2021 - Roberto Radice ospite principale della prima edizione del festival di Senigallia, è uno dei più importanti storici della filosofia in Italia. Tornerà a Senigallia per parlarci del più grande filosofo senigalliese di sempre.

È stato ospite della prima edizione del festival di Senigallia nel 2019. Nell'ultima serata del festival, un sabato sera d'agosto, ha svolto una lezione in piazza Roma con centinaia di persone ad ascoltarla. Cosa ricorda di quel giorno e cos'ha provato?

Non dimenticherò mai quella serata del 2019, che per me è un'esperienza senza precedenti: è stata la prima non-accademica, vissuta con la gente senza alcun filtro, davanti ad un pubblico assai numeroso, attento e disponibile. Certamente non me lo aspettavo!
Mi ha rafforzato nella convinzione che fare filosofia è ancor oggi possibile.


Se avesse davanti un giovane che non ha alcun interesse verso la filosofia, cosa gli direbbe?

Ad un ragazzo che sceglie filosofia, direi quello che ho già detto due anni fa: «Seminare filosofia è necessario, altrimenti prima o poi ragioneremo con la pancia e saremo tutti ventriloqui». Per un giovane è dunque una missione prima d'essere una professione.


Ha sempre avuto un grande interesse verso la filosofia oppure la passione è affiorata col passare degli anni?

Nel mio caso la filosofia è stata una specie di fascinazione, perché è una disciplina senza tempo ed è consolante quando il tempo nostro non è più felice come speravamo che fosse.

Ha scritto numerosi libri, anche su argomenti diversi tra loro: quale di questi l’ha maggiormente coinvolto? Qual è stato, invece, quello più duro da portare a termine?

Uno dei libri più difficili da concludere è stato l'ultimo sull' "Allegoria" («I nomi che parlano», per l'ed. Morcelliana), perché racconta una storia molto lunga, con attori poco noti, oppure troppo noti, e su un argomento sfuggente. Vorrebbe essere un'esca che un vecchio e paziente pescatore offre a qualcuno, affinché abbocchi, scegliendo lo stesso argomento che lui ha scelto ma non ha più il tempo né le capacità di condurre a termine.

Su cosa verterà il suo intervento di quest'anno?

Parlerò di un libro sull'infinito di un vostro grande concittadino, Rodolfo Mondolfo, a cui spero (se non lo avete già fatto) vogliate dedicare una strada, un Istituto, o altro ancora sulla scia del centro Epicureo che vi fa un grande onore.

La partecipazione a tutti gli eventi del Festival Epicureo è gratuita, ma è necessario prenotare via mail scrivendo a infinito@epicuro.org.


da Claudia Chiappalupi
claudia@epicuro.org







Questa è un'intervista pubblicata il 11-07-2021 alle 23:58 sul giornale del 13 luglio 2021 - 203 letture

In questo articolo si parla di cultura, intervista, festival epicureo, Claudia Chiappalupi

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