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Jürgen Hammerstaedt: "Le osservazioni psicologiche degli Epicurei meritano sempre la nostra attenzione"

3' di lettura 21/07/2021 - Torna a Senigallia per il Festival Epicureo Jürgen Hammerstaedt per raccontarci come il tema del futuro viene affrontato dall'epicureo Diogeniano e dal cinico Enomao di Gadara. Ma non potrà certo mancare un saggio consiglio di DIogene di Enoanda.

Cosa l’ha portata a dedicarsi ad Enoanda?

Sono arrivato ad occuparmi di Enoanda per caso. La rivista tedesca ”Gnomon” mi chiese di recensire il volume di supplemento che Martin Ferguson Smith aveva fatto seguire nel 2003 alle sue edizioni del 1993 e del 1996 dell’iscrizione epicurea di Diogene di Enoanda. Ci impegnai parecchio tempo, anche perché mi sembrava opportuno leggere il supplemento insieme alle due grosse edizioni di riferimento. Infine, nella primavera del 2006, scrissi a Smith per chiedergli notizie su un nuovo progetto di scavi a Enoanda che il volume di supplemento annunciava. Smith mi rispose che il progetto era fallito, che gli inglesi avevano ufficialmente restituito la concessione di ricerca sul sito di Enoanda e che lui sarebbe molto contento se io tentassi di trovare degli archeologi tedeschi disposti a collaborare in un’iniziativa nuova. La migliore persona per affrontare le numerose sfide di quest’impresa fu trovata in Martin Bachmann, secondo direttore della sezione di Istanbul dell’Istituto Archeologico. Durante gli ultimi dieci anni della sua breve vita lui ha diretto abilmente e con molto successo i survey e le ricerche su quell’unico e preziosissimo patrimonio culturale dell’umanità.

Ogni volta che riesce a recuperare o ricostruire una parola o una frase dell’Iscrizione di Enoanda che sensazione si prova?

Le sensazioni dipendevano dalle varie maniere in cui arrivavamo a tali risultati. Se scoprivamo nuovi blocchi o frammenti sul sito, provavamo ovviamente una profonda gioia. Diverse erano invece le sensazioni durante il processo di ricostruzione, talvolta molto difficile, di frasi che i frammenti trovati non rivelavano immediatamente. Martin Ferguson Smith ed io abbiamo a volte avuto delle discussioni molto accese con tantissimi messaggi elettronici. Ed è successo spesso che il confronto delle nostre idee inconciliabili ci portò ad altre soluzioni e proposte alle quali non saremmo arrivati ciascuno da solo. I risultati di una tale ricerca congiunta ci hanno dato delle soddisfazioni ancora più profonde di quelle che provavamo durante le scoperte di nuove parti dell’iscrizione sul sito.


Contribuire a ricostruire la filosofia epicurea è un mero lavoro di storia della filosofia o può essere utile anche per chi vive oggi?

Malgrado gli enormi progressi delle scienze naturali e lo sviluppo della filosofia negli ultimi due millenni, anche oggi è utile occuparsi dell’Epicureismo e riconoscere il valore dei suoi metodi che si distinguono per l’analisi razionale e sobria sia dei fenomeni fisici osservati nella natura sia della nostra condizione psichica e mentale. Non dimentichiamo che in questa maniera Epicuro, anche senza le tecnologie moderne, è arrivato a propagare dei concetti che condividiamo, mutatis mutandis, ancor oggi, come per esempio l’atomismo. E le acutissime osservazioni psicologiche degli Epicurei meritano sempre la nostra attenzione.

Di che cosa tratterà il suo intervento al festival Epicureo di quest’anno?

Il mio intervento prende lo spunto dall’infinito, che è il tema principale di questo III festival Epicureo. Presenterò Diogeniano, un epicureo poco conosciuto ma degno di attenzione, il quale rifiuta sia il fondamento teorico sia l’utilità di una previsione del futuro, e completerò il suo ragionamento, che è soltanto parzialmente superstite, citando da una polemica di uno scrittore cinico, Enomao di Gadara, contro gli indovini del famoso oracolo Delfico di Apollo. Mentre quest’ultimo ci dimostrerà in maniera impressionante che le infinite possibilità offerte dal futuro sfuggono qualsiasi previsione, concluderò il mio discorso con consigli dell’epicureo Diogene di Enoanda mirati ad apprezzare il presente e a non farsi scuotere dal futuro.


da Claudia Chiappalupi
claudia@epicuro.org





Questa è un'intervista pubblicata il 21-07-2021 alle 23:31 sul giornale del 23 luglio 2021 - 144 letture

In questo articolo si parla di cultura, intervista, festival epicureo, Claudia Chiappalupi

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