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PRC su Chiara Cercaci: "La Costituzione va rispettata"

costituzione 2' di lettura 29/07/2021 - Mentre in città, giustamente, sono ancora in corso i festeggiamenti per la vittoria del campionato europeo di calcio e i riconoscimenti al merito di Roberto Mancini che ha guidato la nazionale al prestigioso risultato e portato Jesi agli onori della ribalta internazionale, un gesto tanto grave quanto stupido come quello della consigliera Chiara Cercaci, ha precipitato la citta nella “cronaca nera”.

L’esibito sventolio della lugubre bandiera della Repubblica di Salò, simbolo nefasto delle torture, delle razzie, delle fucilazioni di patrioti e di tanti cittadini che hanno combattuto per la democrazia e il riscatto nazionale dalla più feroce e vergognosa delle dittature, qual’ è stato il fascismo, durante i lavori del consiglio comunale, non è stato un gesto inavveduto ma il simbolo di una cultura e di un clima che deve preoccupare ogni democratico. L’apologia di fascismo non è un’ opinione ma un reato che diventa gravissimo quando, come in questo caso, è perpetrato nel luogo simbolo della democrazia costituzionale, quel consiglio comunale che la Costituzione ha voluto sede della libera espressione della volontà popolare.

Nessuna minimizzazione e nessuna giustificazione è ammessa, ogni ipocrisia diventa connivenza, ogni omissione colpa. In queste ore tante e tanti cittadini hanno espresso la loro indignazione, tante associazioni hanno chiesto con forza gesti chiari a chi guida il civico consesso a cominciare dal Sindaco e dal Presidente del Consiglio Comunale. Le dimissioni della consigliera sono un atto dovuto , la denuncia al Prefetto e alle autorità giudiziarie di questo reato un dovere che Sindaco e Consiglio debbono agire, ne va della dignità della città e del rispetto che si deve ai tanti Jesini che hanno dato la vita per riconquistare la libertà e dare all’ Italia la democrazia e la Costituzione.

Le balbettanti dichiarazioni di Bacci, il silenzio delle forze di maggioranza in Consiglio invece ci raccontano di un’ ignavia complice e connivente a testimonianza che sotto la veste sdrucita del civismo covano antiche e cupe nostalgie. Se non lo farà il Sindaco, se il presidente del Consiglio comunale continuerà a tacere è necessario che le forze democratiche, i cittadini , le associazioni prendano l’iniziativa mobilitandosi per pretendere che il Consiglio Comunale sia mondato da questi miasmi e chiedere alla giustizia di punire il reato. Per parte nostra saremo in prima fila in questa mobilitazione, certi che la Jesi democratica e antifascista saprà , ancora una volta far prevalere i valori della resistenza e il rispetto della Costituzione.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-07-2021 alle 10:35 sul giornale del 30 luglio 2021 - 312 letture

In questo articolo si parla di attualità, prc jesi, comunicato stampa

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