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Vivere di emozioni: Il piacere dell'ozio e la villeggiatura nei nostri borghi e paesi di collina

6' di lettura 07/08/2021 - L'arte dell'ozio è caduta in disuso e insieme ad essa la moda di andare a "villeggiatura" nei paesi e nei borghi in collina.

Forse invece è tutto quello di cui avremmo bisogno per attingere al nostro mondo interiore e tornare poi rigenerati alla routine .

Soprattutto negli anni sessanta e poi a seguire fino alla fine degli anni ottanta, molte famiglie delle grandi città erano solite, durante l'estate trascorrere un primo periodo al mare per poi trasferirsi ed andarsi a rigenerare in collina, spesso nei paesini d'origine dove l'aria è più fresca e dove ci si ritrovava con i parenti e gli amici d'infanzia.

La collina rappresenta quella giusta via di mezzo, senza il dispendio di energie e la frenesia delle località di mare e facendo a meno dei percorsi impegnativi e ambiziosi tipici della montagna, dove non hai bisogno di progettare le giornate, perché in linea di massima non c'è nulla da fare, dove hai poche radicate certezze, dove sai cosa aspettarti anno dopo anno. Per me la villeggiatura nel paese di collina ha sempre rappresentato il luogo del cuore, ci ho trascorso tutta l'infanzia e ogni anno torno con immenso piacere. Rivedo me stessa nei ritmi dei miei bambini, che giocano con i figli di quelli con cui giocavo io. E' un luogo dove conquistare fin da piccolissimi la propria libertà, dove potersi sentire grandi in proporzione. Ho preso voce e sembianze da queste colline e da questi luoghi. Mi piacciono i loro ritmi blandi e dilatati, anche se volendo, il da fare non manca. Si può vagabondare fra i vigneti e gli uliveti, a piedi o in mountain-bike, si possono andare a raccogliere le more e i pinoli, si può andare in piscina in un paese poco lontano, si può andare al museo, si può passeggiare nell'ombroso e curatissimo parco secolare, organizzarci una grigliata, giocare a basket, ci si può affacciare dal punto panoramico e godere del caldo, mielato tramonto, giocando con le ombre riflesse sulle mura di fronte, si può estrarre un bigliettino alla pesca di beneficenza dove si vince sempre qualcosa di adeguato a chi tenta la fortuna, complici le simpatiche signore che strizzano l'occhio all'insaputa dei bambini. Si può organizzare per andare a cena in uno dei bei ristoranti, si può partecipare ad uno degli eventi de "La casa dell'olio". Ma chiacchierare del niente con la gente di sempre è una delle mie attività preferite.

Da ragazzina mi ricordo che, oltre alle persone del posto arrivavano soprattutto i romani, c'erano però anche i veneziani, i bresciani, i rodigini, i milanesi, pochissimi jesini come me, per cui mi sembrava di essere catapultata in Alaska. Eravamo in tanti e ogni estate c'era qualche nuovo arrivo di passaggio, i famosi "amici degli amici", credo di essermi invaghita più o meno di tutti, facevano novità e l'accento forestiero aggiungeva fascino. Chi rimaneva con i nonni, chi con le madri mentre i padri arrivavano solo a ferragosto, il periodo più affollato e allora organizzavano anche i veglioni e "la discoteca sotto le stelle" . Conservo i più bei ricordi di sempre fra quelle canzoni pop degli anni '80 e sotto quelle stelle. La discoteca era l'evento dell'estate, mi dispiace da matti farne a meno. Di pomeriggio si usciva in bicicletta, si giocava a gavettoni, si stava seduti sul muretto, il luogo patrimonio dell'umanità per eccellenza! Ah...se potessero parlare quel muretto e quelle panchine in mezzo ai boschetti, sono complici di segreti e di baci, promesse per l'inverno mai mantenute! C'erano poi i ragazzi dei paesi vicini che venivano durante i dopo cena, da Cupramontana, Monteroberto, Scisciano, Moie, Castelbellino. Maiolati Spontini era per me il villaggio turistico più attrezzato e organizzato del mondo perché c'era tutto quello di cui avevo bisogno: la compagnia e la libertà, sapevo già che senza grandi colpi di scena, certamente sarei stata alla grande.
Oziavamo e giocavamo fin dalla mattina, a volte con i piedi a penzoloni dentro le vasche dell'antico lavatoio a rinfrescarci e le cicale ripetitive e annoiate a farci da cornice, fino a notte fonda a raccontare storie di paura che non erano altro che una buona scusa per farci accompagnare fino a sotto casa. D'estate è di questo che si ha soprattutto bisogno. Il correre dall'acquagym al gioco aperitivo, alla baby dance, al tour di tutte le spiagge più belle dei dintorni, per quanto possa appagare razionalmente, ai fini della serenità è discordante perché riporta alla frenesia dei ritmi incalzanti del quotidiano e dell'inverno. Di solito io sono delirante in viaggio o dove non sono mai stata, cerco di vedere e fare tante cose in poco tempo per non perdermi niente o quasi, essere invece in un luogo che conosco perfettamente, dove l'orologio è fuori luogo e dove conosco ogni singolo odore e minuzia, mi aiuta a mettermi in contatto con me stessa e con i miei ritmi biologici, tramutando il tutto in piacere, quello più autentico. Le persone di paese non conoscono l'impazienza e l'avidità del turista frettoloso, sono ottimi ascoltatori.

A Maiolati ho importanti punti di riferimento e certezze che mi fanno tornare ancora con entusiasmo: l'orsa maggiore dal balcone della mia camera a darmi la buonanotte, i miei bambini che giocano da soli e in piena autonomia, le mie due Silvia del cuore, entrambe di Roma, una cugina e l'altra amica di sempre, con le quali condivido ogni Ferragosto e per finire, la panchina piena zeppa di zie che ogni volta che mi vedono, mi chiedono sporgendosi in avanti con sincero e amorevole interesse: " come stai Lelle'?". Mi basta.

I paesini di collina sono complici dell'essere umano donandoci raccolti preziosi, i loro dolci profili non incutono la soggezione delle montagne ma ci nutrono il cuore regalando panorami affabili, ossigenati, quieti, che profumano di pace. Mi sento di appartenergli. Mi affaccio ad ammirare le vallate e il vento quasi perenne mi scompiglia i pensieri riordinandoli in tutta la loro semplicità, in alcuni momenti mi abbraccia e mi trascina poi prendo esempio e sono io a trascinare lui, complice il mio sorriso di quando sono a stretto contatto con la natura.

Facciamoli tornare di moda i nostri paesini, i nostri infiniti colli, ne abbiamo in quantità e molte case restano chiuse... Non riesco a sopportare la vista di quegli infissi serrati, sono tutte occasioni mancate di giorni leggeri. La felicità è molto più alla portata di quello che a volte si immagina e può trovarsi a una manciata di minuti da casa.

Hermann Hesse nel suo capolavoro "Il piacere dell'ozio" scriveva: "Non conosco sulla terra un piacere più puro del quieto riposo sul petto della terra".






Questo è un articolo pubblicato il 07-08-2021 alle 09:00 sul giornale del 09 agosto 2021 - 1303 letture

In questo articolo si parla di attualità, articolo, azzurra filottrani

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