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Stefano Coppari Quartet, musica e spettacolo al Man Cave

Stefano Coppari Quartet 4' di lettura 27/08/2021 - Venerdì 28 agosto, al Man Cafè di Jesi si terrà il concerto jazz dello Stefano Coppari Quartet.

La formazione presenterà dal vivo la loro ultima uscita discografica intitolata “Scar Let”, prodotta dalla nota e apprezzata etichetta pugliese Auand Records. Scarlet, racconta Coppari, è «un colore doppio, che racchiude eleganza ma anche passione ed energia. Il rosso scarlatto rappresenta passionalità, è il colore del sangue ma anche di tessuti molto pregiati».

E questa doppia anima svelata dal titolo si può ritrovare anche all’interno della musica, con elementi più strettamente legati alla musica colta come la centralità del pianoforte, le frequenti sfumature dinamiche e una chiara vena melodica, che si intrecciano con l’imprevedibilità e l’inconsuetudine delle composizioni.

Musicisti:
Stefano Coppari chitarra
Nico Tangherlini tastiere
Lorenzo Scipioni contrabbasso
Jacopo Ausili batteria
Accesso gratuito si consiglia la prenotazione.
Inizio concerto ore 22.
Man Cave Cafè - Via Torrione, 5, 60035 Jesi AN
334 220 4120

Stefano Coppari Quartet nasce nel 2016, la prima uscita discografica si intitola “Eureka” e viene prodotta dall'etichetta jazz italiana Auand Records. Il lavoro del chitarrista Stefano Coppari viene definito un concentrato di melodie orecchiabili e abilità tecniche. La formazione riscontra subito successo anche all'estero, soprattutto in Giappone e Corea del Sud, dove nel dicembre 2017 si è classificato al 37esimo posto nella classifica Deezer Top 300 South Korea All Genres. In Italia, l'album ha ricevuto molta considerazione dalla critica e dalla stampa, che considera la sua musica “Elegante e leggero, stratificato e gustoso”. Nell'ottobre 2018 Stefano Coppari Quartet vince il primo premio come miglior formazione del Festival Internazionale Jazz “Johnny Raducanu” a Bräila (Romania) Con la vittoria al Jazz Festival Johnny Raducanu nel 2018, la formazione ha maturato un suono il cui risultato va oltre la somma dei componenti: come spiega il chitarrista, non ci si è limitati a comporre e suonare: «Ognuno ha apportato idee, arrangiamenti e stimoli su cui poi abbiamo potuto costruire un suono, in un percorso che ci ha portato a vivere questi questi brani e l’idea di band in modo molto efficace e produttivo ». Il 22 maggio 2020 esce il secondo album intitolato “Scar Let” che ottiene ottimi risconti dalla stampa e dal pubblico. Dal punto di vista tecnico, troviamo loop di chitarra abbinati a melodie lineari, sonorità a volte spigolose e sperimentali, ritmi ipnotici che creano cambi repentini di colori e atmosfere, catapultando inaspettatamente l’ascoltatore in momenti sonori spesso contrapposti tra loro senza preavviso Nel 2021 la band vince il bando promosso da Amat e Regione Marche intitolato “Marche Palcoscenico Aperto” con la performance intitolata “Lock” sviluppata in insieme al film-maker Alessandro Streccioni con il quale nasce un flusso creativo tra linguaggi che raramente vengono fatti dialogare con l’improvvisazione. La performance vuole esplorare una nuova forma di visione e una nuova forma di produzione sonora. Nuovi suoni e nuovi processi creativi musicali per un punto di vista tutto contemporaneo, dove la realtà ci appare con la verticalità delle finestre, dello smartphone, delle serrature delle nostre porte chiuse da lockdown. Una visione apparentemente parziale ma che rischiamo illusoriamente di elevare a verità. Più connessi, sempre più sconnessi.

Siamo abituati ad ascoltare gli epigoni dei gran maestri della chitarra jazz senza colpo ferire (muscoli a parte), qui dobbiamo ricrederci perchè Coppari mette in scena la sua musica, il suo particolare verbo chitarristico, con i piedi ben saldi nella tradizione, ma non abbandonandosi ad essa. Un album davvero bello, setacciato dal caleidoscopio della lungimiranza artistica. Alceste Ayroldi, Musica Jazz La musica di Stefano Coppari è più somigliante al “retour à la raison”, titolo di una famosa opera di Man Ray per nulla “ragionevole”. Molti accenti alla musica colta, molte suggestioni del grande jazz, molta vitalità armonica e timbrica. Mario Grella, OffTopicMagazine

Un percorso che muove dal jazz più vicino alle tradizioni, passando per le manipolazioni elettroniche e per soluzioni ritmiche moderne e nervose. Fabio Ciminiera, Un disco al giorno. Questa doppia anima svelata dal titolo si può ritrovare anche all’interno della musica, con elementi più strettamente legati alla musica colta come la centralità del pianoforte, le frequenti sfumature dinamiche e una chiara vena melodica, che si intrecciano con l’imprevedibilità e l’inconsuetudine delle composizioni. Quotidiano “Il Tempo”








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-08-2021 alle 16:24 sul giornale del 27 agosto 2021 - 67 letture

In questo articolo si parla di spettacoli, comunicato stampa

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