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Vivere di emozioni: come provare a gestire "il mostro dagli occhi verdi", la gelosia

6' di lettura 25/09/2021 - Chi non l’ha mai sperimentata sulla propria pelle? Credo chiunque! Amare molto vuol dire essere vulnerabili.

La gelosia è un’emozione umana ed inevitabile, una dolorosa inquietudine provocata dal timore, dal sospetto o dalla certezza di perdere la persona amata e non è di certo piacevole! Capire con lucidità ed obiettività da dove provengono i nostri sentimenti e imparare come affrontare la gelosia in modo sano ed adattivo è la chiave per viverla con serenità o almeno con dignità.

Parlarne con il proprio partner ad esempio, esprimendo con onestà e rispettosa maturità come ci si sente in determinate circostanze può addirittura rafforzare il legame. Si possono svelare le nostre debolezze con un po’ d’ironia, ridendoci sopra, in modo da sdrammatizzare il momento e questo magari ci aiuta a dire tutto senza imbarazzo, facendo comunque passare il messaggio. Si rende in questo caso partecipe il partner di una nostra emozione, non avendo timore di mostrare anche le nostre debolezze, è sinonimo di volontà di apertura e crescita emotiva, non scacciando o rinnegando ciò che si prova, ma cercando di gestire al meglio le varie situazioni. In fin dei conti siamo essere pensanti oltre che sensienti, quindi tutto si può modulare, anche le emozioni più forti, non agendo solo dettati dal cieco ed animalesco impulso, come la cronaca tristemente ci riporta, non siamo giustificati!

E’ anche vero però che le persone per quanto colte, istruite, agiate possano essere, troppo spesso sono analfabete per quanto riguarda le emozioni.

La società, nonostante gli scempi costanti di femminicidio, bullismo, mobbing e quant’altro, continua a far finta di niente, girandosi dall’altra parte, non investendo neanche sulle generazioni a venire. Nemmeno un PON o pochi spiccioli spesi nelle scuole per parlare di emozioni e della loro gestione, né un patentino obbligatorio da dover prendere per circolare in autonomia fra la gente.

Ci interessa tutti, nessuno escluso, eppure sulle emozioni si continua a non investire, a partire da un’attenta formazione dei genitori, del corpo docenti, dei preparatori atletici. Credo sia uno dei più grandi fallimenti dell’età moderna, dove si sa, ma si fa zero per dare nuove forme e spessori al futuro.

Ci sono vari tipi di gelosia oltre a quella fra innamorati o presunti tali, tutte animate in parte da insicurezze e da una bassa autostima, imparare come affrontarla può salvarci.

Secondo Freud ad esempio, il sentimento della gelosia non è rivolto solo alla persona che si teme di perdere, ma ad una terza persona, quella verso cui si sente rivalità. Esiste poi la gelosia infantile, ad esempio per il nuovo fratellino o sorellina, o la gelosia retroattiva che riguarda il passato sentimentale del partner. La gelosia ossessiva è una patologia mentale che porta a sospettare continuamente infedeltà fittizie del proprio partner e viene chiamata anche “Sindrome di Otello”.

Gelosia e invidia sono due concetti distinti anche se spesso si fa confusione. Nel primo caso, a farci soffrire è il pensiero che qualcuno possa portarci via qualcosa che già possediamo. Nel secondo caso, invece, proviamo ostilità nei confronti di chi possiede qualcosa che noi bramiamo ma che, purtroppo, non ci appartiene.

Alcune teorie parlano di uno "stato cognitivamente impenetrabile", in cui l'educazione e la credenza razionale sono molto poco importanti, altre, come affermano gli antropologi, che la gelosia varia da una cultura all'altra. Un rifiuto o un tradimento da parte del nostro partner fa molto male, ma ciò che spesso ci ferisce ancora di più sono tutte le cose terribili che la nostra mente ci racconta di noi stessi.

Alcune persone potrebbero essere prevenute nei confronti del partner a causa di precedenti relazioni problematiche, ma è importante capire che si è fuori da quella storia. E’ importante concentrarsi su sé stessi fin da giovanissimi, coltivando le proprie passioni, le amicizie, la propria indipendenza, non abbandonando mai quel gusto unico, prezioso, incomparabile dello stare da soli.

Io dico che si deve stare in coppia da perfetti single, dove non ci si sente responsabili delle paturnie dell’altro, dove si coltiva costantemente l’equilibrio fra il dare e l’avere, dove ci si ritrova dopo essere prima di tutto individui, singoli. Si dovrebbe avere la certezza di stare molto bene da soli prima di intraprendere una qualsiasi relazione. In questo modo ci si sentirà sicuri e in grado di gestire anche le situazioni più difficili, compresa una rottura o un rifiuto.

La dipendenza con l’amore non c’entra assolutamente nulla. Quella malsana idea dell’amore per cui il partner viene considerato un oggetto di nostra proprietà non dovrebbe più esistere.

Certo è che se mentre siete a letto col vostro partner, nuovo di zecca, magari in un momento di coccole lui vi parla entusiasta del suo progetto di andare in vacanza a Santo Domingo, con un amico, sapendo benissimo quanto a voi piaccia viaggiare, lasciate perdere, magari in lacrime preparategli pure la valigia e sbattetelo fuori dalla porta! Lì la gelosia non c’entra granché, quella è cattiveria spicciola e con la vacanze, almeno con me, non si scherza!

Capita di vedere anche in coppie mature atteggiamenti puerili, del tipo: tu scrivi su facebook “Auguri” di compleanno ad un cinquantenne (non quindicenne, avete capito bene, ripeto, cinquantenne!) e la moglie, che manco ti saluta per strada, risponde “Grazie”. Ma tu, marito, come puoi permetterglielo? Come stai messo? Oppure, uomini che incontrati da soli ti si avvicinano a salutare a gran sorriso e con le mogli fanno finta che sei uno spettro. E quelli che si chiamano a vicenda e in pubblico “cucciolo” e “cucciola”, poi ti giri alla ricerca di un cagnolino piccola taglia o un bimbetto di tre anni scoprendo invece che sono due “lonzoni” quarantenni. Questa non c’entra niente con la gelosia forse ma ve la volevo scrivere! Premesso che ognuno è libero di gestirsi come meglio crede, ma se permettete, fate morire dal ridere! Invecchiate con decoro!

Carmine De Masi scrive che “La gelosia è una barca tarlata, affonda lentamente in un amore che non esiste.”

Marcel Proust invece afferma che “L'innamorato geloso sopporta meglio la malattia della sua amante che la sua libertà.”

Direi che abbiamo ancora molto margine per governare e migliorare l’evoluzione della nostra specie. Dateci l’opportunità di perfezionarci!






Questo è un articolo pubblicato il 25-09-2021 alle 09:41 sul giornale del 27 settembre 2021 - 997 letture

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