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Processo Banca Marche: il Tribunale dice no ad ascoltare Visco come teste

banca marche| 4' di lettura 04/10/2021 - All’udienza del 4 ottobre del processo penale sul crack Banca Marche una serie di colpi di scena. Ad inizio udienza l’avv. Corrado Canafoglia dell’Unione Nazionale Consumatori, che patrocina oltre 3000 risparmiatori truffati, ha prodotto un documento sulla necessità di convocare il Governatore di Bankitalia Ignazio Visco come teste.

Nell'udienza precedente il Tribunale di Ancona aveva revocato la sua ammissione come teste, ritenendo superfluo sentirlo ed anche perché Visco aveva indicato come suo sostituto più informato sui fatti il Dr. Signorini, membro del Direttorio di Bankitalia, avendo impegni istituzionali a cui non poteva mancare e quindi non avrebbe potuto presenziare alle udienze fissate per la sua audizione. L’avv. Canafoglia ha insistito per sentire il Governatore di Bankitalia e a supporto di tale istanza ha prodotto un estratto riservato dell’audizione del 19.1.2017 di Visco in Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche, dove risultano specifiche accuse del Procuratore generale della Corte di Appello Macrì, riportate all’apertura dell’Anno Giudiziario 2016 presso il Tribunale di Ancona.

In quella sede il Procuratore Macrì, ricordando le parole dei Commissari nominati da Bankitalia secondo cui quello di Banca Marche è stato il più grave disastro bancario mai avvenuto in Italia dopo quello del Banco Ambrosiano di Sindona e Calvi, ha affermato che l’aumento di capitale sociale del 2011 in Banca Marche è stato fallimentare per tutti i soci della banca chi vi hanno aderito, perché Bankitalia non aveva fornito a Consob le informazioni sulla situazione di dissesto in cui si trovava la banca. Nel documento prodotto dal legale dell’Unione Nazionale Consumatori Visco riferisce, con una locuzione che testualmente si riporta,“ può essere che fosse insufficiente la nostra comunicazione, può essere che sia stata insufficiente la comprensione ..” Sempre in questo documento Visco ammette che “Banca Marche è la Banca che più l’ha preoccupato insieme a Monte Paschi di Siena”. L’avv. Canafoglia ha sottolineato che è "inaccettabile per chi ha perso tutti i propri risparmi che il Governatore di Bankitalia, la quale ha un ruolo fondamentale nella crisi di Banca Marche, non venga ascoltato in questo processo penale adducendo una sua mancata conoscenza puntuale della questione, mentre è emerso che è stato audito nella Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche proprio sul caso Banca Marche".

Il Collegio penale dopo circa un’ora in camera di consiglio ha disposto di non far venire Visco. Tante le domande che l’avv. Canafoglia voleva sottoporre a Visco: il prestito Ela, il ruolo del dr. Conti di Bankitalia che incontrava i futuri commissari anche di Banca Marche in un periodo in cui nessun parlava di commissariamento della banca, le modalità di valutazione del credito, il ruolo di Fonspa in Banca Marche e quello di Unicredit ed in particolare di Intesa San Paolo durante il commissariamento per il ruolo di advisors di Banca Marche da questi tenuti e le risultanze del loro operato, l’aumento di capitale sociale 2011 e le accuse del Procuratore Macrì a Visco, il tempus dello stato di insolvenza della banca Marche e tanto altro, ma il Tribunale ha deciso di non ascoltarlo come teste. L’avv. Canafoglia ha chiosato “ questo momento è solo rinviato!” lasciando presagire altre iniziative e concludendo che “è comunque singolare che il 20.9.2021 la testimonianza del dr. Visco è stata revocata dal Tribunale di Ancona ed il 24.9.2021 nel processo sul crack Veneto Banca il Tribunale di Treviso ha adottato analoga decisione di revocare il Governatore quale teste nonostante sia stato prima ammesso. È inaccettabile che il Governatore di Bankitalia venga prima ammesso come teste dai Tribunali e poi estromesso in giudizi penali così importanti per l’economia dell’intero territorio nazionale e nel nostro caso per quello marchigiano”.

L’udienza è proseguita con l’interrogatorio degli imputati Battistelli e Barchiesi, in particolare quest’ultimo ha ammesso che possono esserci stati degli errori come aver finanziato con i leasing lavori edili mai effettuati, ma tali casi rappresentano “solo alcuni milioni“ e non sono nulla rispetto alla sottrazione di valore per oltre 480 milioni di euro perpetrata durante il commissariamento sotto l’egida di Bankitalia. Il processo è stato rinviato al 25 ottobre per sentire Massimo Bianconi ed il presidente Costa






Questo è un articolo pubblicato il 04-10-2021 alle 21:53 sul giornale del 05 ottobre 2021 - 177 letture

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