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Inaugurata la Casa del Commiato David Icof

3' di lettura 05/10/2021 - Molto partecipata la cerimonia del taglio del nastro sabato pomeriggio (2 ottobre), in via Salvemini 2/4 a Jesi.

Oggi è la quarta generazione della famiglia David a portare avanti la tradizione, insieme ad altri soci che con questa Casa del Commiato hanno rafforzato ancora di più la loro collaborazione e il legame, strettissimo, con il territorio in cui operano. Il taglio del nastro ad opera dell’assessora alla Sanità del Comune di Jesi Maria Luisa Quaglieri. Quaglieri ha sottolineato come la Casa del Commiato di David-Icof sia «un segnale importante di ripresa con nuovi posti di lavoro, un segnale di speranza per il futuro del territorio» e ha aggiunto «sono felice che ci sia voglia di investire e di venire incontro alle esigenze della collettività».

La Casa del Commiato, nata sulle spoglie di un edificio artigianale in disuso, attraverso arredi, luci e colori, celebra la rinascita e la rigenerazione. Si estende su 560 metri quadrati distribuiti su due piani. Tinte cromatiche e accorgimenti estetici sono in grado di trasmettere pace e serenità nel momento del lutto, arricchiti da elementi naturali quali legno, pietra e pelle che raccontano la ciclicità della vita, il fluire delle stagioni.

Il progetto è stato curato dall’ingegner Bruno Stronati: «Abbiamo recuperato e riqualificato un fabbricato artigianale prima in disuso, poi curato l’efficientamento energetico». Il concept è stato curato dall’interior designer Floriana Rinaldi. «La Casa del Commiato è stata concepita per dare vita a un luogo che abbraccia gli ospiti in un concetto di vita eterna intesa come pace e continuità – spiega – Il banco reception rappresenta un grande sasso levigato nel tempo, con assenza di spigoli, dietro il banco si sviluppano dieci travi che collegano la terra al cielo come un grande albero della vita che unisce il terreno all’infinito».

La nuova Casa del Commiato David Icof come detto, è la sintesi di una storia lunghissima scritta a più mani da 10 soci: Aurelio Colò, Michele Colò, Edoardo Giuliani, Bruna David, Francesco David, Luca Latini, Marco Latini, Maurizio Massimi, Alessio Pierangeli, Franco Pierangeli. «Questo progetto è servito a rafforzare ancora di più il nostro essere squadra – dichiara Maurizio Massimi, uno dei soci – Abbiamo lavorato tutti con l’obiettivo di creare una struttura che ci rendesse competitivi sul mercato e, per le famiglie, di stare loro accanto aiutandole a elaborare il lutto nel modo migliore possibile».

La storia di David Icof inizia alla metà degli anni Sessanta a Jesi e Cupramontana, come racconta commossa ed emozionata Bruna David, socia e amministratore David Icof. «Mio nonno Francesco, artigiano, nel secondo dopoguerra realizzava i cofani artigianalmente e li intagliava a mano - dice -. Poi da mio nonno, sono subentrati i miei genitori insieme ai fratelli di mio padre, io e mio fratello Francesco, poi ad oggi anche i miei figli Edoardo e Giammarco. Siamo alla quarta generazione. Questo mi emoziona e mi rende particolarmente felice». Don Luigi Reccia ha benedetto i locali, le stanze e tutti gli ambienti, dove i concetti filosofici di uomo e natura, terra e infinito, sono racchiusi architettonicamente e custoditi in spazi funzionali e armoniosi.






Questo è un MESSAGGIO PUBBLICITARIO - ARTICOLO A PAGAMENTO pubblicato il 05-10-2021 alle 12:18 sul giornale del 06 ottobre 2021 - 293 letture

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