Molotov alla Cgil, FAI: "La violenza squadrista ha fallito, anche a Roma, sabato saremo in piazza"

Molotov davanti alla Cgil a Jesi 2' di lettura 15/10/2021 - Alcuni giorni fa abbiamo sottoscritto un comunicato stampa, che riproponiamo, a fronte dell’episodio grave accaduto presso la sede della CGIL di Jesi.

L’assenza di conseguenze dirette, e la portata stessa del fatto non deve tranquillizzare sullo scadimento del clima politico in atto, e sottolinea come la violenza fascista è ben presente anche nelle provincie più remote del paese dove la crescente miseria ed ignoranza alimentano un sottobosco pericolosissimo fatto di guerre fra poveri, paure e reazioni, in una strategia della distrazione, utile a distogliere l’attenzione dal peggioramento delle condizioni economiche e lavorative nel paese. Pronti nella difesa dei diritti acquisiti, decisi a riconquistare quelli perduti, fermi contro ogni forma di squadrismo e solidali con tutti coloro – ricordiamo i lavoratori del Pronto soccorso di Roma – che vengono attaccati.

La violenza squadrista di Roma contro la CGIL ha fallito, perché se voleva colpire le lavoratrici e i lavoratori e le lotte sindacali che essi rappresentano, queste saranno in piazza sabato prossimo. Sono state in piazza nello sciopero della galassia del sindacalismo di base lo scorso lunedì. Le sigle cambiano, le metodologie anche, ma la lotta della classe operaia per la propria emancipazione è una sola. L’eco del fallimento di questa azione si è ingrandito inoltre nella grande partecipazione alla marcia della pace di domenica scorsa e nelle sedi sindacali presidiate.

Va ricordato che lo squadrismo corteggiato dai partiti di destra non è solo un’operazione elettoralistica, piuttosto è l’espressione della violenza e della gerarchia del potere, l’esaltazione del capo, la fede nel capo – uomo della provvidenza - mentre la miseria avanza, dandone la colpa al capro espiatorio di turno. Non basta certo una condanna di maniera contro la violenza tout court, se non si è disposti anche a condannare la violenza del profitto liberista, della gerarchia del sistema, della negazione del welfare.

Un appello all’antifascismo questa volta è più sentito che mai, ma fatto da parte di istituzioni e forze politiche che hanno assistito – e sostenuto – la distruzione dei diritti sociali in questo paese, ha scarso valore. La canaglia fascista cresce nella miseria e nell’ignoranza, pronta ad offrirsi ad un padrone di turno per alimentare disordine e paura a vantaggio di pochi e a detrimento di tanti. La parola libertà, così tanto abusata a difesa del proprio piccolo mondo, va difesa nella solidarietà verso i più deboli, nella conquista di diritti sociali, nell’affermazione della forza della ragione e non della ragione della forza.


da FAI - Federazione Anarchica Italiana: Sez. “M. Bakunin” Jesi, Sez. “F. Ferrer” Chiaravalle, Circolo Studi Sociali “O. Manni” Senigallia, Gruppo Anarchico “Kronstadt” (senza fissa dimora) Ancona





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-10-2021 alle 09:59 sul giornale del 16 ottobre 2021 - 175 letture

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