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Il Comune si auto segnala al Garante della Privacy. "Errore imperdonabile"

3' di lettura 18/10/2021 - Il problema è nato con l'invio di email ai cittadini autorizzati alla ztl.

Per un imperdonabile errore, nella mail inviata ieri dalla polizia locale ai cittadini autorizzati all’accesso alla Ztl - con la quale si ricordava di lasciar libere le piazze dalle auto per il mercato del sabato - è stato allegato un file contenente i dati di contatto (indirizzi, mail o numero di telefono) di coloro che sono o erano in possesso di tale autorizzazione. Immediatamente resisi conto dell’accaduto, agli stessi è stata inviata una mail di scuse pregando di cancellare quella erroneamente inviata.

Allo stesso tempo è stato contattato il Dpo (data protection officer), vale a dire il professionista esterno responsabile della gestione del trattamento dei dati personali per il Comune di Jesi, informandolo dell’accaduto, fornendo l’allegato della mail inviato e spiegando accuratamente lo svolgimento dei fatti. Il Dpo, in base alle disposizioni di legge, ha 72 ore di tempo per esaminare la questione, esprimere le sue valutazioni ed adottare i provvedimenti conseguenti.

L’Amministrazione comunale, rinnovando le scuse per quando spiacevolmente accaduto, attende serena le comunicazioni del Dpo e, una volta ricevute, assumerà le adeguate determinazioni. Va chiarito, fin da subito, che i dati inseriti nel file non sono in alcun modo classificabili, in base al codice della Privacy, come dati sensibili (rientrando in quest’ultima sfera quelli relativi allo stato di salute, razza, convinzioni religiose o opinioni politiche).

È stata inviata lunedì mattina al Garante della Privacy l’autosegnalazione del Comune di Jesi per quanto accaduto venerdì scorso, allorquando, nella mail inviata dalla Polizia locale ai cittadini autorizzati all’accesso alla Ztl - con la quale si ricordava di lasciar libere le piazze dalle auto per il mercato del sabato - è stato allegato un file contenente i dati di contatto di quanti in possesso di tale autorizzazione. Benché infatti - tra mail annullate e mail tornate indietro - i soggetti destinatari del messaggio si siano drasticamente ridotti (dei 1.300 iniziali ad un numero infinitamente minore che i tecnici comunali stanno calcolando), l’Amministrazione ha comunque ritenuto doveroso confermare, anche in questo caso, la linea della massima trasparenza.

La decisione è stata assunta al termina dell’incontro avuto con il Dpo (data protection officer), vale a dire il professionista esterno responsabile della gestione del trattamento dei dati personali del Comune di Jesi. Lo stesso era stato immediatamente informato dell’accaduto e messo a conoscenza sia dell’allegato della mail inviato, sia di come l’addetto fosse caduto nell’errore. Nel corso dell’incontro è stato preso atto che tale errore, assolutamente in buona fede, sia stato paradossalmente determinato nell’ambito di un servizio che l’ufficio voleva offrire al cittadino, vale a dire tutelarlo da possibili multe per divieti di sosta e garantire il regolare svolgimento del mercato.

L’Amministrazione comunale, nel rinnovare le proprie scuse per quanto accaduto - assolutamente persuasa che il caso non sia da sottovalutare benché la quasi totalità dei dati di contatto presenti siano acquisibili da un normale elenco telefonico o da un comune motore di ricerca - attende ora serenamente le decisioni del Garante della Privacy, pronta ad assume i naturali provvedimenti conseguenti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-10-2021 alle 17:38 sul giornale del 19 ottobre 2021 - 245 letture

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