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Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo del 17 ottobre

6' di lettura 18/10/2021 - Dal Vangelo secondo Marco.

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». P. d. S.

Oggi abbiamo una domanda; perchè servire, perchè donare, perchè spendersi? E Gesù dà la sua risposta, ma prima di approfondirla è necessario capire come ci si è arrivati alla risposta di Gesù. Giacomo e Giovanni chiedono che Gesù faccia una cosa che loro vogliono. Già di fronte al Signore è pesante questo verbo. Vogliono: è l’atteggiamento contrario dell’ascolto e dell’obbedienza. Ma Gesù li ascolta e i due chiedono così: Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Sedere: segno di autorità. Alla destra e alla sinistra del Re: significa essere i primi dignitari, avere un grande potere. Abbiamo ascoltato la risposta di Gesù: “Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”. Sì. Tra voi non sia così. Ancora una volta si afferma l’inconciliabilità tra il pensiero del mondo e il pensiero di Dio. Per cui chi vuol essere di Dio deve seguire un’altra strada.
La Parola di Dio oggi ci chiede di mettere la propria vita a servizio dei fratelli e di farne un dono: questa è la mentalità del Vangelo. E per entrare nella gloria, partecipare alla gloria del Cristo, è necessario prima partecipare alla croce: non c’è altra via. Per questo Gesù pone quella domanda. Non tanto per far emergere ancora una presunzione o per far emergere una incapacità, quanto per stabilire una strada: Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato ?”.
E i due con incoscienza dicono di sì, berranno al calice della sofferenza per obbedienza e fedeltà. Non si rendono conto di quel che dicono, in ogni caso Gesù ammette che vivranno a loro volta una fedeltà, ma aggiunge subito: Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato”.
Giacomo e Giovanni rivendicavano un posto nel Regno come un diritto, come un merito. Si sentono rispondere che è un dono comunque e poi oggi Gesù si presenta in una umanità povera e quindi non sta a lui concederlo. In ogni caso come sempre Gesù coglie l’occasione per un discorso più profondo. C’è subito il subbuglio degli altri. L’evangelista in questa maniera sottolinea che se la figuraccia maggiore è stata di Giacomo e Giovanni, gli altri non erano migliori. Insomma quella esigenza di grandezza umana era di tutti, la tentazione dell’arrivismo è di tutti. In questo “tutti” possiamo vederci anche “tutti i tempi”. Insomma questo vangelo lo leggiamo nella Chiesa di oggi, lo leggiamo noi ed è per noi. Pertanto oggi per noi Gesù vuol sottolineare che quel modo di pensare non è il suo: è semplicemente un modo di pensare mondano. Il modo di pensare del mondo è quello di grandezza, di superbia, di affermazione di sè, di prestigio; il modello del Regno è sempre il piccolo, il servo, l’ultimo.
Chi segue Gesù accetta che il grande è colui che si fa servo (diaconos) e il primo è colui che si fa schiavo (doulos). Semplicemente. Una vita che non si appartiene e si spende. Ma resta la domanda: perchè è così? Perchè si è seguaci , si va dietro, e lui, il maestro ha fatto così: Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». E nella risposta Gesù spiega, ponendosi come modello, in che consiste il suo servizio: offrire la vita, donarla! In riscatto: il prezzo con cui, magari, veniva liberato uno schiavo; per molti: a vantaggio di tutti. Espressione che comunque indica che la salvezza è offerta a tutti. Gesù si pone come modello di un nuovo stile di vita: Lui, il Cristo, da primo che era, ha nascosto la sua divinità, si è fatto l’ultimo, è stato il più umile, ha preso le nostre iniquità, pur essendo l’innocente, ha dato la vita pur essendo il creatore della vita. Il seguace di Gesù deve fare alla stessa maniera. La sua vita deve diventare un servizio, un dono.
C’è una obiezione: tutti faticano, tutti, se vogliono guadagnare da vivere, devono svolgere un servizio. Dov’è la novità? E’ vero che tutti servono, ma spesso si tratta di ricerca di potere chiamato (solo chiamato) servizio. Il servizio di Gesù è caratterizzato dall’amore, dalla gratuità, dal dimenticare se stesso, fino a morire.
E allora, oltre che dirci cosa dobbiamo fare, Gesù ci insegna un atteggiamento interiore: la vita va vissuta come disponibilità, accoglienza, fiducia, pazienza, ricerca di buoni rapporti, incoraggiamento, serenità fra le persone, aiuto reciproco, pacificazione...
E questa è la strada che alla fine ci introduce nel regno e ci fa essere graditi a Dio, è quella che ci fai simili a Gesù.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-10-2021 alle 17:32 sul giornale del 19 ottobre 2021 - 144 letture

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