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Vivere di emozioni: dentro il Piedibus e il volontariato, tutto il bello che c'è

6' di lettura 31/10/2021 - Se una gran fetta di mondo è un po' più ospitale e accogliente lo dobbiamo ai volontari, che agiscono nell’ombra senza chiedere nulla in cambio, ma che forse, a loro insaputa hanno a che fare con l’immortalità.

Circa 6,63 milioni di italiani svolgono o sostengono il volontariato in varie forme. Tutto quello che è disinteressato e spontaneo mi conquista, profuma di buono e positivo.

Mi piace sottolineare quanta gente perbene e amabile, pur non facendo notizia, cambia, attraverso le loro scelte altruiste e in alcuni casi filantropiche, il destino di estranei e anche il proprio, accrescendo linfa, consistenza, intonazione. Donare gioia è gioia, questa è una certezza che non ha bisogno di approfondimenti, non si vive appieno se non ci si affianca a scelte disinteressate, non si è nessuno se non ci si sente “ognuno”.

A volte si dimentica cosa ti ha fatto o detto una persona, ma difficilmente si scorda come quella persona ti ha fatto sentire. Il volontariato credo sia quella parte di talento inglobata in ognuno di noi e che spesso dimentichiamo anche di avere fino a quando un progetto, un’iniziativa va a toccare le corde più profonde e non aspettava altro che esplodere e abbracciare la bellezza, quella dai lineamenti più autentici.

Un concatenarsi di forze che creano un propulsore, quella spinta ineluttabile, necessaria a far sì che le giornate prendano vita in modo diverso da come sarebbero state. Una possibilità in più, preziosa, che ha arricchito la vita di bambini e genitori nel caso del "Piedibus".

Il Piedibus è un'iniziativa che ha preso forma a Jesi nell'anno scolastico 2007/08 per opera di due insegnanti. Il Comune di Jesi, guidato dall'assessore Bruna Aguzzi e da Ottavio Mazzarini, come coordinatore del progetto e rappresentante di un'associazione di volontariato lo hanno coniato. L'input era quello di promuovere un tipo di mobilità eco sostenibile. Meno macchine in giro, anche alla luce del fatto che le scuole di Jesi sono posizionate proprio sulle strade più trafficate. C'è stato subito un grande coinvolgimento dei genitori.
L’iniziativa andava a compensare anche il fatto che il servizio scuolabus era meno potenziato rispetto ad ora. Nel 2015 il coinvolgimento di tutti gli istituti scolastici e nei tre anni successivi il boom delle iscrizioni. Sopra a 200 bambini partecipanti. Il servizio inoltre è completamente gratuito. Ora le iscrizioni stanno però diminuendo: il calo delle nascite, il potenziamento del servizio scuolabus, la limitazione degli incontri rivolti ai genitori per sensibilizzare e far conoscere il progetto a causa del covid potrebbero esserne le cause. E allora divulghiamo questa nobile iniziativa! Mio figlio la mattina si sveglia contento di partecipare al Piedibus, infila il gilet giallo e parte salutandomi frettolosamente, per paura di far aspettare il gruppo, con l'ultimo pezzo di ciambellone in una mano e le figurine da scambiare nell'altra. Lui è un veterano essendo di quinta elementare e ha camminato per cinque anni, condividendo con gli altri le risate, l'ombrello, gli sbadigli, i nasi rossi dietro ai respiri condensati in nuvolette, ripassando poesie, tabelline, coltivando amicizie, guadagnandosi autonomia, un "patentino" da camminatore e qualche acerbo amore che ha addosso l’aroma del buongiorno. Si dice che tutti i più grandi pensieri siano concepiti mentre si cammina e ai miei figli voglio offrigli anche questa di opportunità.

Sulla nostra linea ho avuto la fortuna di conoscere tanti visi simpatici ed affidabili, persone in cui ho visto quella normalissima specialità o specialissima normalità che mi hanno fatto credere fermamente in un bellissimo progetto, affatto scontato altrove. Un fiore all’occhiello per la nostra comunità. Avevo piacere di farvi conoscere questo lodevole progetto attraverso le parole e la sensibilità di Cecilia, responsabile del nostro percorso “Arancione” che, con la collaborazione di Isabella e Roberto, assicurano il percorso casa- scuola ogni mattina.

Ho iniziato a fare il Piedibus con l’intento di concedermi un momento “speciale” in più con mio figlio che stava iniziando una nuova avventura, ovvero la prima elementare (nel 2014). Mi piaceva l’idea di accompagnarlo in un tempo “lento”, condiviso, dove era possibile parlare e stare in maniera diversa a contatto con le nostre emozioni e i nostri pensieri. Mi sono accorta della differenza. Era come se l’inizio di giornata fosse più rilassante. Poi da mamma che usufruiva del servizio sono diventata “accompagnatrice ufficiale”, travolta dalla bellezza del camminare insieme e vicino ai bambini. In tutti questi anni di Piedibus sono entrata, un po’ come Alice, in mille avventure, in mille racconti, ascoltato infinite teorie mosse dalle loro osservazioni attente a minuscoli dettagli, catturate durante il nostro breve percorso, sollecitata da una marea di domande, curiosità, ragionamenti di una profondità immensa. Mi hanno permesso di entrare nelle loro emozioni: dall’allegria nell’incontrare gli altri, dalla preoccupazione per un’interrogazione, dalla tristezza per un fatto accaduto a casa, la determinazione per un progetto da realizzare, la speranza per un giorno di vacanza inaspettato, regalato da uno sciopero, mi hanno permesso di entrare nella loro infinita vitalità, fatta di incontri e mondi nuovi da esplorare. E’ vero, svegliarsi un po’ prima rispetto a chi va in macchina richiede sacrificio, anche grande, quando il freddo ti congela le mani e le guance, ma la curiosità di scoprire cosa il mondo ci regala ogni giorno è troppo forte per rinunciare alla camminata mattutina. Ci fa sentire meglio indubbiamente non solo a livello fisico, ci fa mettere alla prova perché non è sempre facile camminare al passo con l’altro, soprattutto se sono abituato a correre, ci fa prendere piccole ma importanti responsabilità per il bene del singolo e del gruppo, perché il senso del Piedibus è anche prendersi cura dell’altro che cammina con te e di chi si fida e affida il proprio figlio. Camminare insieme grandi e bambini è prendersi cura del nostro futuro, non solo da un punto di vista ECOLOGICO!
Cecilia – Responsabile percorso ARANCIONE PIEDIBUS Jesi

Grazie a Cecilia, ad Isabella, a Roberto, a tutti gli accompagnatori degli altri percorsi, agli ideatori, al Comune di Jesi, per accompagnare i nostri bambini, passo dopo passo in questa bellissima avventura di crescita quotidiana. Il camminare presuppone che a ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto e pure che qualcosa cambi in noi. (Italo Calvino)








Questo è un articolo pubblicato il 31-10-2021 alle 12:13 sul giornale del 02 novembre 2021 - 721 letture

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