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Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di domenica 31 ottobre

gerardo rocconi 5' di lettura 02/11/2021 - Dal Vangelo secondo Marco.

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo. Parola del Signore.

IL COMANDAMENTO PIU’ GRANDE

Qual è il comandamento più grande? Così uno scriba chiede a Gesù. E Gesù accetta la domanda e risponde citando due passi biblici: il primo l’abbiamo letto nella prima lettura: “Tu amerai il Signore tuo Dio ...” ; il secondo è preso dal libro del Levitico e dice: “Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso.” Gesù mette insieme due comandamenti dell’antica legge e ne fa uno solo, rendendoli inseparabili, fino al punto che ci vuol far capire che è ipocrita dire di amare il Padre se poi non si amano i figli ed è impossibile amare i figli se non si parte dall’amore del Padre.

COME AMARE DIO E I FRATELLI?

I fratelli si amano attraverso le opere di misericordia: solidarietà, aiuto, ma anche ascolto, perdono, pazienza, consolazione... L’amore verso Dio invece si manifesta nella preghiera, nella fiducia, nell’abbandono in lui, nell’ascolto della sua Parola, in modo particolare nell’obbedienza ai suoi comandamenti, cioè nell’osservanza dei 10 comandamenti e, meglio ancora, nell’imitazione di Gesù. Ma ora ci si pone una domanda: Perchè ci è così difficile amare Dio? Perchè il Signore a volte ci stanca, o addirittura lo dimentichiamo? La riposta ci viene dalle letture di oggi. E’ impossibile amare il Signore e il prossimo se prima non si pone una premessa. L’amore a Dio e al prossimo è il comandamento più importante, ma non è il punto di partenza. Mancando questo punto di partenza l’amore è solo uno sforzo senza risultati. E allora qual è questo punto di partenza? Lo dice la prima lettura della liturgia odierna, che poi Gesù riprende nel Vangelo. Così leggiamo nel libro del Deuteronomio: “Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo.”

ASCOLTA, IL SIGNORE E’ IL NOSTRO DIO!

Prima del comandamento “Ama il Signore” c’è un atto di fede: “Il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo”. Prima di ogni comandamento, perchè questo non appaia come una imposizione, c’è un atto di fede da fare. E’ necessario capire che il Signore è il nostro Dio, il Dio che si è impegnato per noi, il Dio che ha fatto alleanza con il suo popolo, il Dio che ha consegnato il suo Figlio per la nostra salvezza, il Dio che vuole la vita degli uomini, il Dio che ama di un amore sconfinato e ama per primo, il Dio che cerca gli uomini e non vuole la loro morte, il Dio insomma che fa sul serio. E’ il Dio che vuole la gioia dei suoi figli, il Dio che è Padre e tale vuole essere chiamato, il Dio che promette la vita eterna, il Dio innamorato dell’uomo. Ed è importante la seconda affermazione: “E’ uno solo”.

IL DIO CHE SALVA E’ UNO SOLO

L’illusione dell’uomo di trovare la sua salvezza chissà dove è falsa. Può riempirsi la vita di idoli falsi ma starà sempre male, perchè il Dio vero e salvatore, il Dio che lo ama sul serio, il Dio che è capace di dargli un senso è uno solo. Finchè non è maturata questa fede che, cioè, il Signore è il nostro Dio, colui che ha fatto tutto questo per me, per noi, e che solo può salvarci, è difficile amarlo. Il comandamento più importante è quello dell’amore, ma il punto di partenza è la fede. Finchè non abbiamo incontrato il Signore e non abbiamo capito cosa fa per noi, non riusciremo mai ad amarlo. Ma la fede è un dono. Per questo va chiesta, va supplicata. E allora voglio fare una proposta: abbiamo il coraggio di passare un po’ di tempo, un’ora per settimana, davanti alla SS Eucaristia, con una sola preghiera, una sola invocazione, quella del cieco del Vangelo: “Signore che io veda; Signore, dammi la luce della fede, Signore che io possa capire quanto tu hai fatto e fai per salvarci.”






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-11-2021 alle 11:39 sul giornale del 03 novembre 2021 - 122 letture

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