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Vivere con stile: dimmi quanti "followers" hai e ti dirò chi sei

3' di lettura 06/11/2021 - Con l’esplosione del fenomeno social, il nostro modo di interagire e comunicare è cambiato, insieme alle "app", sono diventati il centro nevralgico del nostro rapporto con gli altri. Invece di scambiarci i biglietti da visita o una stretta di mano, oggi, ci scambiamo gli account.

Per la felicità dei più timidi, in particolar modo, rompere il ghiaccio non è mai stato cosi facile, magari inviando un messaggio direttamente nella direct di Instagram o su messenger di Facebook, non prima di aver dato un’occhiatina al profilo del destinatario. Un grande vantaggio, direi, pensando che una volta, per poter parlare con una persona, a stento riuscivamo a reperire il suo numero di telefono.

E’ proprio vero, i tempi sono cambiati.. e non sta parlando una centenaria, nel giro di pochi anni la tecnologia, ci ha catapultato in un mondo virtuale a prova di click. Oltre le relazioni con gli altri, i social sono diventati per molti, l’unico specchio nel quale riflettere la propria persona, spesso in un’immagine che resta distorta e in un senso di sé alterato dalla misura dei like.

L’impatto più forte è senza dubbio quello sui giovani, pensate che secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, che ha preso come campione un gruppo di studenti di scuole secondarie di primo e secondo grado su tutto il territorio nazionale, siamo di fronte a un problema concreto che condiziona non solo l’emotività, ma anche i comportamenti dei ragazzi.

C’ è molto da sapere su questo fenomeno di iperconessione, ma oggi vorrei parlare di quanto la popolarità virtuale, sia di grande rilievo non solo per gli adolescenti, ma anche per gli adulti.

Avere un paio di migliaia di followers, infatti, ci fa considerare più seguiti, più cercati, più significativi per il mondo esterno. E’ una metrica per capire il posizionamento di quella persona on line: quanti più seguaci ha, quanto più è considerata importante.

Se ci troviamo in una città nuova e dobbiamo recarci a ristorante, di certo non scegliamo quello vuoto, quanto più sono occupati i tavoli, quanto più il nostro cervello si convince che sia un buon locale. Con ciò il ristorante pieno sta a ristorante eccellente, come mille followers, stanno a essere considerati "fighi".

In questo scenario, avere un numero sufficiente di followers, significa seguire le orme di una popolarità pari o superiore a quella del volto noto che tanto si apprezza. I ”seguaci”, non sono altro che una dimostrazione di stima, potenza, ricchezza, proveniente da persone che aumentano le statistiche di un profilo.

Il risultato, è una costante corsa all’inseguimento di più followers possibili. Ovviamente i giovani, essendo alla ricerca di un’identità e di autostima, sono l’obiettivo più facile da scegliere. Il problema, è che la maggior parte delle volte il raggiungimento della popolarità avviene attraverso ostentazione, eccessi, fino a entrare in un circo vizioso del dover per forza attirare l’attenzione.

I followers, rappresentano il seguito dei fan che ogni giovanissimo vorrebbe avere dalla sua parte, per vivere in un mondo fatto di popolarità, ricchezza e benessere.

Non dimentichiamoci che la maggior parte delle volte, l’immagine che appare sui social, rispecchia raramente l’immagine reale. Infatti, imperfezioni, difetti, momenti di debolezza, rimangono senza voce, perché il primo step per essere accettati, è mostrare sempre quanto siamo forti. Il rischio più grande è quello di dimenticare l’importanza di stima, amicizia, autenticità e umanità.

Meglio avere follower che ti accettano e ti seguono per quello che sei, che avere fan, che amano qualcuno che non sei tu.

Sapete che vi dico, tra click, fan, followers, like io preferisco una stretta di mano e voi?






Questo è un articolo pubblicato il 06-11-2021 alle 13:59 sul giornale del 08 novembre 2021 - 179 letture

In questo articolo si parla di attualità, articolo, Vivere con stile, Serena Liguori

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