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Vivere di emozioni: iniziative a scuola e all'Oasi WWF Ripa Bianca a favore della frutta

frutti dell'autunno 6' di lettura 08/11/2021 - I frutti dell’autunno maturano molto lentamente e nonostante ciò riescono ed essere dolci e succosi, la natura fa tutto alla perfezione, rispettando i propri tempi. Questo concetto ci dovrebbe far riflettere!

Ognuno ritrova un po’ di sé in tutte le stagioni, a me ad esempio dell’inverno affascina la forza e il rigore, il bisogno di cercare calore dopo aver sentito freddo; a primavera sono persuasa dal piacere di integrarmi in quella sorta di rinascita tinta di rosa, di aria nuova, carica di pollini e vita, in cui ci si specchia. Frastornata e spesso impreparata, mi ci butto a capofitto, ma il mio corpo non sempre mi vorrebbe seguire. Dell’estate adoro il suo slancio, la sua impulsività, la leggerezza, l’irriverenza. Vorrei essere estate ma sono autunno… L’autunno è casa mia, come ritornata dopo un lungo viaggio, durato un anno, eccitante quanto vi pare, ma in questa ovattata e felpata stagione la mia mente e il mio corpo si muovono all’unisono, mi sento centrata, nessuna ansia da prestazione, nessun colpo di scena, i colori caldi della natura che sta apparentemente morendo, ai miei occhi sono vigore e ispirazione. La nebbia accondiscendente facilita l’introspezione e mi fa sentire accolta, al posto giusto, nel momento ideale, a fare ordine.

L’autunno, nonostante i pomeriggi più brevi, ci regala l’opportunità di dedicarci a delle appaganti passeggiate nei boschi, in campagna o nelle oasi naturalistiche, come ad esempio all’Oasi WWF Ripa Bianca di Jesi, dove poter partecipare ad una delle visite guidate o ad un laboratorio didattico adatto a tutta la famiglia, magari alla scoperta di bacche e frutti antichi.

Sento fra le persone più attente, l’esigenza di ritrovare e gustare frutti e verdure dimenticate, gli stessi che hanno permesso le nostre generazioni appena passate, di sopperire al fabbisogno energetico e vitaminico.

“Quando si parla di frutti dimenticati ci si riferisce a piante di antica tradizione, abbandonate o accantonate a favore di colture più produttive, o comunque meglio adattabili alle logiche industriali. Negli ultimi decenni sono molte le varietà che hanno subito un declino commerciale a causa di questo aspetto. Le ricerche scientifiche e la cultura gastronomica, però, sono concordi nel sostenere il recupero di queste coltivazioni.”

Ciò che ne ha determinato la quasi scomparsa nella nostra dieta sono le esigenze di mercato.

La conservabilità: I frutti capaci di resistere alle ammaccature e di mantenersi per settimane, sia durante il trasporto che in frigorifero, hanno un vantaggio fondamentale.

La taglia e l’aspetto: L’occhio vuole la sua parte e spesso la frutta e la verdura viene sottoposta a lucidature e trattamenti per migliorarne ulteriormente l’aspetto estetico.

La dolcezza: Il gusto dei consumatori, in genere, predilige frutti dolci e dagli aromi non troppo complessi, come invece talvolta sono quelli dei frutti dimenticati. Probabilmente, questa tendenza si è accentuata con la crescente diffusione delle merendine e dei dolciumi nell’alimentazione, che ci ha abituati a sapori sempre più dolci rispetto al passato.

Tali aspetti hanno decretato il declino delle produzioni “non conformi”. Oggi le varietà coltivate sono poche ed estremamente selezionate, mirando a un miglioramento genetico rigoroso.

Secondo una ricerca della FAO, stiamo assistendo ad un impoverimento della biodiversità, circa il 75% è stato abbandonato.

Molto spesso però, i frutti dimenticati hanno proprietà eccellenti, sul piano della salute. Negli ultimi anni queste coltivazioni stanno vivendo un’interessante riscoperta, anche se ancora di nicchia, ma l’attenzione è sempre maggiore. Questi frutti in genere hanno dimensioni ridotte e sapori decisi, con un corredo aromatico piuttosto ricco. Nespole, giuggiole, mele e pere cotogne, sorbe, corniole, azzeruole, ciliegie bianche, pere volpine, pesche tabacchiere, corbezzoli. Questi sono solo alcuni dei frutti antichi che stanno attirando l’interesse di molti coltivatori di determinate aree geografiche.

Ma entriamo nello specifico, ad esempio dei corbezzoli. Sono prodotti dall’albero conosciuto come “corbezzolo”, questi frutti dimenticati sono delle piccole bacche. Tipici del periodo autunnale, i corbezzoli si caratterizzano per la loro buccia piena di minuscole protuberanze ruvide, per la polpa soda e compatta di colore giallo intenso ed un sapore dal retrogusto acidulo. Mangiare il corbezzolo significa fare il pieno di vitamina E, se mangiato al naturale ma, questa tipologia di frutto può essere impiegata anche per la realizzazione di confetture o per la preparazione di prodotti a base di alcool. Ma non solo, i corbezzoli sono frutti dimenticati dalle mille risorse, tanto è vero che proprio dal loro nettare le api producono un pregiato miele e, se fermentati, i corbezzoli producono anche un vino molto particolare. Ottimi come antireumatici, antisettici ed antinfiammatori, sono eccezionali frutti dalle proprietà benefiche. I Romani pensavano addirittura che avessero poteri magici.

Vi consiglio di preparare una bella crostata ai corbezzoli, con crema pasticcera, (https://blog.giallozafferano.it/rosaflori/crostata-ai-corbezzoli-con-crema-pasticcera/) oppure, se non avete tempo è sufficiente acquistare un cremoso yogurt alla vaniglia e immergerci i corbezzoli, lasciatevi coinvolgere da nuovi diversi sapori!

Con grande gioia ho anche appreso del lodevole Progetto promosso dall’Asur Marche area vasta n. 2. Il “Mercoledì della frutta”, così chiamato, ha interessato le scuole primarie di Jesi che, a partire dal 17 novembre, propone di coinvolgere attivamente gli alunni e le rispettive famiglie con la finalità di accrescere la consapevolezza dell’importanza di una corretta alimentazione e in particolare del consumo della frutta e della verdura. Ogni mercoledì consigliano di far portare ai bambini, come merenda a scuola, un frutto a scelta; il consumo della frutta verrà registrato in un cartellone fornito dall’ente promotore; alle famiglie verrà consegnato un opuscolo informativo sulla corretta alimentazione. Per le classi terze è anche previsto un incontro in presenza con l’esperta Isabella Romani, dove verranno presentate, attraverso materiale illustrativo, le corrette abitudini alimentari.

Grazie a una nuova consapevolezza, quindi, possiamo iniziare a parlare di frutti riscoperti, e non più dimenticati!

E non scordiamoci mai che la frutta ammaccata ha più sapore, un po’ come le persone.






Questo è un articolo pubblicato il 08-11-2021 alle 15:37 sul giornale del 09 novembre 2021 - 252 letture

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