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Urla e calci contro la Polizia a Porta Valle: 23enne non aveva il green pass necessario per viaggiare

2' di lettura 12/01/2022 - Il Commissariato della Polizia di Stato di Jesi, in relazione alle novità normative di contenimento della pandemia da covid 19 , in vigore dal 10 gennaio, ha intensificato i controlli in tutti gli ambiti sociali interessati anche rispondendo alle numerose richieste di intervento e verifica provenienti dalla cittadinanza stessa.

Verso le 15.00 di lunedì pomeriggio una volante che si trovava, in funzione preventiva, presso il Piazzale Partigiani – Portavalle (Stazione Autocorriere), ha iniziato a controllaregli occupanti di un autobus di linea Jesi-Ancona per verificare il regolare possesso del “super green pass”, obbligatorio su tutti i mezzi di trasporto pubblici proprio proprio dal 10 gennaio.

Solo un passeggero, subito agitato, non voleva esibire il documento. Alle insistenze degli Agenti ha poi mostrato un foglio di incerta provenienza, diverso dalla certificazione obbligatoria.

Dovendo accellerare le operazioni di verifica e per permettere all'autobus di partire in orario, gli agenti hanno invitato il passeggero a scendere. A quel punto l'uomo ha preso ad insultare ed inveire contro la Polizia, insistendo per partire con l'autobus.

A nulla sono valsi i ripetuti inviti alla calma: di fronte alla determinazione degli Agenti, il giovane passeggero ha preso a spingerli e prenderli a calci per cercare di scappare. Il giovane è stato quindi portato presso il Commissariato, dove è stato identificato. E' un nigeriano di 23 anni, in regola con il permesso di soggiorno, operaio, già noto alle forze dell'ordine.

Accertato essere sprovvisto del “super green pass”, gli veniva contestata la specifica violazione amministrativa che prevede il pagamento di una sanzione da euro 533 a euro 1000.
L’azione violenta esercitata nei confronti degli Agenti è stata denunciata alla Autorità Giudiziaria anche in ragione delle lesioni che uno dei due componenti la pattuglia ha riportato ad una gamba. Guarirà in 10 giorni, come dal referto del pronto soccorso dell’Ospedale di Jesi.

Ora il giovane rischia anche il titolo di soggiorno sul territorio nazionale, qualora fosse giudicato colpevole per il reato di violenza.


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it





Questo è un articolo pubblicato il 11-01-2022 alle 23:23 sul giornale del 12 gennaio 2022 - 412 letture

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