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"Rispetto e Giustizia per chi viene ucciso dall'incuria altrui". Per Huub e per tutte le vittime

Huub Pistoor, ucciso da un camionista 2' di lettura 26/03/2022 - Mercoledì 23 marzo 2022, al Tribunale di Ancona, si è svolta una nuova udienza per l'omicidio stradale di Huub Pistoor. Davanti al Gip si è discussa l'opposizione alla richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero per i titolari della società di trasporti proprietari del camion e del rimorchio che ha ucciso Huub Pistoor, cittadino olandese da molti anni residente nelle Marche.

La vita di Huub Pistoor è stata interrotta in modo violento il 29 marzo di tre anni fa. Stava rientrando a casa dal lavoro quando la sua auto è stata schiacciata da un rimorchio che si è staccato dalla motrice di un camion. Ieri gli avvocati delle parti offese hanno di nuovo sottolineato l'incuria, l'usura, le pessime condizioni di autocarro e rimorchio, le riparazioni casalinghe e in economia che hanno reso i due mezzi vere e proprie mine vaganti, il desiderio di profitto che ha prevalso sul rispetto della vita. Hanno voluto rimarcare che la sicurezza stradale è un tema sociale che riguarda la salute e la vita di tutti i cittadini, utenti della strada. Il Gip si è riservato di decidere.

Per la morte di Pistoor è già stato condannato il conducente del mezzo pesante che ha patteggiato 1 anno e 3 mesi, pena sospesa. Gli avvocati hanno però sempre affermato che le maggiori responsabilità sono dei proprietari e di chi aveva il compito della manutenzione dei mezzi. La perizia del consulente del Tribunale e altre perizie di tecnici e ingegneri mettono infatti in luce la pessima manutenzione dell'autocarro e del rimorchio, l'usura del perno del gancio di traino e del sistema frenante del lato destro. L'inefficienza dei freni ha impedito al rimorchio di fermarsi, nonostante si fosse attivato il sistema automatico di frenatura di emergenza. Erano presenti altre gravi carenze tecniche, facilmente rilevabili anche da un occhio poco esperto, riparazioni con cavi e pezzi volanti che nessuna officina avrebbe potuto fare senza l'autorizzazione dei proprietari.

I familiari di Pistoor hanno voluto opporsi per la seconda volta alla richiesta di archiviazione perché ritengono inaccettabile e incomprensibile la sottovalutazione di comportamenti che mettono a rischio l'incolumità pubblica, nel luogo che tutti i cittadini frequentano ogni giorno.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-03-2022 alle 09:47 sul giornale del 28 marzo 2022 - 251 letture

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