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FP Cgil AV2: "Nonostante le determine, manca liquidità per le assunzioni"

3' di lettura 09/05/2022 - Il grado di intelligenza dipende “anche” dal volume della testa e del cervello? Se a tenere banco sono i simposi, i discorsi possono interessare.

Se a distanza di mesi e mesi, esattamente un anno, da quando cioè la Regione Marche ha emesso la Delibera di Giunta Regionale Marche n. 542 del 3 maggio 2021, e quasi cinque mesi, da quando cioè la Regione Marche ha emesso la Delibera di Giunta Regionale Marche n. 1670 del 28 dicembre 2021 – entrambe relative alla rideterminazione del tetto di spesa del personale dei nove Enti del Servizio Sanitario Regionale (Azienda Ospedaliera Marche Nord, Azienda Ospedaliera Torrette di Ancona, INRCA, Area Vasta 1, Area Vasta 2, Area Vasta 3, Area Vasta 4, Area Vasta 5 ed ASUR Marche) – la stessa non è stata ancora in grado, a tutt’oggi, di incrementare le capacità finanziarie assunzionali dei predetti Enti, ovvero di riequilibrare, di logica e giustezza, gli aspetti economici al fine di migliorare il quadro finanziario presentato dell’Ente maggiormente in difficoltà.

Ossia l’Area Vasta 2 della Provincia anconetana.

La quale presenta non solo un problema al tetto di spesa del personale, bensì anche riguardo le disponibilità di liquidità per le assunzioni.

Dicevamo “anche” (in premessa), perché prevale, evidentemente, stando così le cose, la “mancanza di volontà” a procedere.

Altrimenti non si spiegherebbe, e lo abbiamo già evidenziato a più riprese, l’indifferenza antipatica mostrata nei confronti dell’Area Vasta 2, al cospetto di fatti oggettivi, che si cerca di tenere celati.

Gli Ospedali dell’Area Vasta 2, come ad esempio quello di Jesi, a causa della mancanza di infermieri, è costretta a tagliare pure le sedute chirurgiche.

Quindi le cose sono due, o non si è all’altezza di fare le cose, o le cose non si vogliono fare, in entrambi i casi, è indubbio, a pagarne le conseguenze è sempre e solo l’Area Vasta 2.

Può cambiare, insomma, il Governo regionale, ma le sorti della Sanità dell’anconetano, evidentemente, non cambiano registro.

A ciò si aggiunga che a distanza di quasi cinque mesi, ossia dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio 2022 del 28 dicembre 2021, n. 234, rimane ancora clamorosamente disapplicato, da parte dello Stato, attese diverse notizie (ma tutto tace), il Comma 258, ovvero la ripartizione alle Regioni dei 2 miliardi, previsti sul 2022, che servivano per incrementare i Fondi Sanitari Regionali (sono 2 miliardi all’anno per ciascun anno sul triennio 2022-2023-2024), occorrenti anche per la proroga dei rapporti di lavoro a tempo determinato e per la Stabilizzazione del personale precario secondo il criterio di stabilizzazione individuato dalla medesima Legge Finanziaria 2022, ossia i 18 mesi maturati alla data del 30 giugno 2022.

Non avvenendo ciò, risulta pertanto impossibile procedere alle proroghe ed alla stabilizzazione di cui a tale Legge.

Agli atti risulta una richiesta di Incontro alla Regione Marche, precisamente al Dipartimento Servizio Sanità ed all’Assessore alla Salute, datata 27 aprile c.a., da parte delle OOSS regionali CGIL-CISL-UIL, per discutere prioritariamente di iniziative di carattere finanziario, da mettere in campo, al fine di incrementare le possibilità di spesa degli Enti del SSR Marche, ma nessuna risposta al momento è pervenuta.

A dimostrazione di come stanno le cose.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-05-2022 alle 09:20 sul giornale del 10 maggio 2022 - 317 letture

In questo articolo si parla di sanità, cgil, sindacato, Area vasta 2, funzione pubblica

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