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Quattro tappe in una: la volata a Jesi

3' di lettura 10/05/2022 - Il viaggio di “Quattro tappe in una” approda a Jesi e giunge al termine nell’ultimo martedì che precede la tappa.

La città è ormai nel pieno delle preparazioni con l’Arco che si veste di rosa appena il sole tramonta, le vetrine dei negozi in gara per rendere omaggio al Giro, e gli alberi del Viale della Vittoria addobbati con le decorazioni ufficiali. Anche i borghi vicini sono pronti ad affacciarsi alle loro finestre ed omaggiare la carovana rosa che passerà tra le strade decorate a festa.

Quasi tutto è pronto dunque per accogliere i primi corridori che dovrebbero arrivare nella zona del traguardo intorno alle 16.30 di martedì 17 maggio.

Nelle scorse settimane vi abbiamo fatto conoscere le tre cittadine che incontreranno i partecipanti prima del taglio del traguardo. Partiti da Filottrano con la sua storia e il ricordo di Michele Scarponi, siamo scesi a Santa Maria Nuova per poi risalire verso Monsano, la nostra penultima tappa.

Questo martedì il viaggio, come promesso, si conclude a Jesi, la seconda città della Provincia di Ancona per numero di abitanti. Incastonata tra le colline della Vallesina, unisce al verde del nostro territorio la bellezza di un centro storico fondato dall’antico popolo degli Umbri.

Come il palio appena concluso ci ha ricordato, è il periodo medievale a definire l’aspetto della città per come la conosciamo oggi. La sua storia si intreccia nel 1194 con quella di Federico II di Svevia che Costanza D’Altavilla dette alla luce nel cuore della città dov’era di passaggio per raggiungere Palermo. L’imperatore darà per anni a Jesi il titolo di “città regia” e numerosi privilegi imperiali. Dalla seconda metà del Quattrocento il volto della città cambia e si amplia, con la costruzione di nuovi edifici monumentali, come Palazzo della Signoria, e la fortificazione delle mura ad opera del fiorentino Baccio Pontelli.

Le prime manifatture iniziano invece a conferire un volto industriale alla città agli inizi dell’ottocento, grazie alla lavorazione della seta. Dopo la Battaglia di Castelfidardo, nel 1860, la città entrò a far parte del Regno d’Italia.

Una storia che si può ripercorrere passeggiando per le vie della città. Tracce di un passato abitato da avvenimenti e personaggi importanti. È in Piazza della Repubblica, ai piedi del Teatro intitolato al compositore Giovan Battista Pergolesi nel cuore del corso principale, che abbiamo incontrato il sindaco Massimo Bacci per chiedergli cosa il Giro debba aspettarsi dalla città. “Come in tutte le occasioni che ci hanno visti protagonisti e come abbiamo fatto con la Tirreno-Adriatica – commenta - prepareremo un’accoglienza straordinaria con grande organizzazione ed entusiasmo”.

Di quali risultati aspettarci dalla corsa ci parla invece Simone Stortoni che sulle due ruote ci ha accompagnato nelle quattro tappe del nostro viaggio. Dal punto dove sarà posizionato il traguardo definisce l’ultimo tratto “un finale di difficile interpretazione. Come abbiamo visto anche con la Tirreno non ha vinto un velocista ma Alaphilippe che è un passista-scalatore. Il percorso è molto tecnico ma adatto a tanti, bisognerà vedere se il giorno dopo il riposo il percorso concederà una fuga o favorirà un velocista”.

Le interviste e la città di Jesi si trovano nel video caricato nel nostro canale YouTube, al link https://youtu.be/PNViCYzJXSc

“Quattro tappe in una” è giunto dunque al traguardo. Il prossimo appuntamento a martedì prossimo 17 maggio, quando la Redazione di Vivere Jesi sarà in prima fila per assistere all’arrivo della maglia rosa, pronta a condividere con voi lettori dettagli, aneddoti ed emozioni.








Questo è un articolo pubblicato il 10-05-2022 alle 15:40 sul giornale del 11 maggio 2022 - 913 letture

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