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Con “Opportunità per uno sport alla pari” si conclude la rassegna della Consulta Donne e Pari opportunità

3' di lettura 17/05/2022 - Si è conclusa venerdì 13 maggio con il suo quinto appuntamento, la rassegna "Sport, Pari Opportunità per Tutti".

In vista della tappa rosa, i cinque appuntamenti organizzati dalla Consulta per le Donne e per le Pari opportunità del Comune di Jesi hanno costituito una serie di occasioni per riflettere sul ruolo dello sport come strumento di inclusività.

Dagli stereotipi che ancora condizionano le ragazze sul campo da calcio dei quali si è discusso nel corso del primo incontro con le atlete Eleonora Giampieri e Raffaella Manieri, il viaggio nel mondo dello sport e la parità ha incontrato l'ex pilota Alessia Polita che con la sua esperienza è stata protagonista del secondo incontro intitolato "Quando lo Sport è rinascita". Il dialogo tra Tommaso Marini, Maria Elena Proietti e Annalisa Coltorti è stato invece portavoce, nel terzo incontro, della realtà della scherma, mentre Daniele Cassioli nell’appuntamento successivo ci ha resi partecipi del suo coraggio e della sua tenacia grazie alla quale ha conquistato numerose medaglie nello sci nautico paraolimpico.

Protagonista dell’ultimo incontro presentato da Cristina Carnevali, il mondo delle istituzioni, con il Sindaco di Jesi Massimo Bacci, Andrea Cardinaletti presidente della fondazione Cardinaletti e vice presidente del Venezia calcio, il presidente del CONI Marche Fabio Luna e Alessandra Alessandroni della commissione regionale Pari Opportunità.

Cosa le istituzioni, un’associazione, una fondazione, possono fare per garantire uno sport alla pari è stata la domanda alla quale gli ospiti in dialogo tra loro hanno cercato di dare risposta nel corso della serata.

Se guardiamo un po' indietro possiamo dire che in questi anni abbiamo fatto tantissimo”, commenta Fabio Luna. “Se pensiamo alle olimpiadi nel 1902 meno dell’15 % degli atleti erano donne. Per arrivare al 10 % dobbiamo aspettare al 1952. Nelle ultime olimpiadi eran al 50 e 50, pertanto in qualcosa siamo migliorati, ma c’è ancora molto da fare. Se ad esempio andiamo a guardare chi ricopre incarichi dirigenziali all’interno delle società sportive le donne non superano il 15%”.

Uno sport dunque che negli anni ha dimostrato, seppur la strada sia ancora in salita, di essere un veicolo per promuovere le pari opportunità ed includere i ragazzi nello sport, obiettivo condiviso dalla Fondazione Cardinaletti che fa della scuola una sua principale area di intervento. “Quando un ragazzo diversamente abile entra nella scuola – spiega Andrea - riceve il foglio d’esonero dall’attività fisica. Noi vogliamo togliere questo documento perché non è affatto inclusivo e non permette al bambino di esprimersi come potrebbe e vorrebbe”. Un modo per accorciare le distanze tra il normodotato e il disabile, che anche le istituzioni hanno il compito di mettere in atto. "Nelle Marche – commenta Fabio Luna - stiamo facendo il massimo per far sì che questa differenza non esista”.

Progetti di inclusione basati sulla volontà di “esserci per tutti” commenta infine Alessandra Alessandroni che definisce il suo sogno di pari opportunità con un futuro dove “non ci sia più bisogno di avere una serie di organismi che debbano tutelare trattamenti paritari”. Un momento auspicabile dove “un atleta uomo, donna, abile o disabile sia finalmente valutato per quello che vale, per le sue qualità”.






Questo è un articolo pubblicato il 17-05-2022 alle 01:05 sul giornale del 18 maggio 2022 - 190 letture

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