Quantcast

GruSol, i servizi sociali nella campagna elettorale: alcuni spunti per i candidati

Casa di riposo Jesi 3' di lettura 23/05/2022 - Il tema degli interventi e servizi sociali negli ultimi giorni è stato al centro di diversi interventi. Per rispetto delle persone che necessitano di interventi sociali e sociosanitari pare necessario evidenziare alcuni aspetti.

In primo luogo, occorrerebbe evitare quelle semplificazioni che non rendono un buon servizio alla causa di chi ha vitale necessità di servizi.
Poi, sarebbe importante evidenziare dove stanno le principali criticità (a meno che non si ritenga che non ce ne siano) e come si intenda farvi fronte.
Andrebbe, inoltre, evitato ogni riferimento e conseguente possibile fraintendimento che tenda ad assimilare ASP e Comune di Jesi.

ASP gestisce i servizi sociali e sociosanitari dal 2012 per i 21 Comuni del territorio e a tutti loro risponde. Jesi è il principale Comune avendo circa il 40% di popolazione complessiva e il 37,17% di capitale sociale.

E’ opportuno ricordare che i Comuni hanno scelto, a seguito dell’esperienza della gestione intercomunale dei servizi disabilità avviata nel 1987 e allargata a Jesi nel 1996, di sviluppare la gestione associata anche degli altri servizi e per fare questo hanno scelto di dotarsi dello strumento dell’Azienda speciale.
E’ a tutti evidente che con la creazione dell’ASP non vengono meno, di certo, le responsabilità comunali e in questo senso non sarebbe inopportuna una riflessione su come in questi anni si sia esercitata la funzione di indirizzo politico.

Al pari, appare importante non perdere l’obbiettivo fondamentale: potenziare la gestione associata dei servizi al fine di assicurare una rete di interventi che prescindono dal territorio di residenza. Occorre fare in modo che sempre più ad uno stesso territorio corrisponda un unico governo.
Consapevoli che la bontà di un progetto e di un percorso non può avere come esclusivo criterio di valutazione, la crescita del bilancio.
Riguardo invece l’entità della spesa sociale, occorrerebbe sempre ricordare che essa è composta da varie voci e a carico di soggetti diversi.
Ad esempio, su un Bilancio ASP di circa 26,5 milioni, la spesa dei Comuni (tutti) è di circa 6,9 milioni (26%). Le restanti quote sono a carico di altri soggetti: Stato, Regione, utenti, ecc.

Se queste distinzioni non sono chiare si ha come esito confusione e disinformazione.
Ad esempio se prendiamo, sempre con riferimento a Jesi, la spesa sostenuta per la “Casa di Riposo”, il 90% della spesa è assunta da utenti e ASUR. Il restante 10% viene coperto dal Comune di Jesi con un contributo di circa 350.000 euro come pareggio di bilancio.
La quota di contribuzione per integrazione delle rette è invece irrisoria, circa 10.000 euro e visto che la stragrande maggioranza delle oltre 100 persone ricoverate è residente a Jesi, sarebbe utile che i candidati si chiedessero il perché.

Ma il tema “residenzialità anziani”, pone soprattutto il problema - a livello territoriale - dell’appropriatezza della risposta, dell’adeguatezza dei percorsi, della modalità e anche trasparenza dell’accesso alle strutture. Un sistema, a nostro parere, inadeguato e non all’altezza di un territorio che intenda tutelare le necessità socio sanitarie delle persone anziane che vi risiedono.

Oppure l’assistenza domiciliare rivolta agli anziani. Sul totale della spesa (2020) di 153,704 euro, la quota comunale è di 12.000 euro (7,8%), la quota restante è a carico di Regione e utenti.

Ma soprattutto ci pare importante spostare la riflessione sul tema della domanda e di quella insoddisfatta. Un dato che chiede l’impegno di chi dovrà assumersi la responsabilità del governo della città.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-05-2022 alle 16:54 sul giornale del 24 maggio 2022 - 153 letture

In questo articolo si parla di attualità, Gruppo Solidarietà, comunicato stampa

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/c8Jz