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Bartolucci (candidato PD): "Berlinguer parla ancora a noi giovani"

3' di lettura 25/05/2022 - Il 25 maggio 1922 nasceva, a Sassari, Enrico Berlinguer. È l'erede del progetto togliattiano in un'epoca storica diversa.

Esercitò il suo ruolo di dirigente politico in una molteplicità di campi e di fronti: la sua missione fu quella di far transitare un'identità fortissima, generatasi all'inizio del Novecento con la Rivoluzione d'Ottobre, verso l'uscita del secolo e in una fase di appannamento di quella identità. Cercò, quindi, di tenere insieme una grande storia in un tempo che se ne stava allontanando. La sua vicenda umana e politica ha lasciato una traccia profonda nella storia dell’Italia Repubblicana, di cui è sicuramente stato uno tra i protagonisti più significativi. È l’emblema di un nodo fondamentale della storia del nostro Paese. Gli anni ’70 furono caratterizzati da sommovimenti sociali che investirono scuole e fabbriche; dall’avvento di una svolta conservatrice su scala mondiale; dal terrorismo che iniziava ad uccidere.

È qui che Enrico Berlinguer fece il tentativo di rigenerare il sistema democratico italiano: è da qui che nasce la strategia del compromesso storico. L’idea di fondo era che per uscire dalla crisi della democrazia occorreva una sorta di patto costituente tra i grandi partiti popolari, in grado di mobilitare vecchie e nuove potenze sociali.
Quando Eugenio Scalfari gli chiese che cosa fosse il compromesso storico, Berlinguer non disse che era fare il governo tutti insieme, ma rappresentava la spinta propulsiva per la rigenerazione della democrazia e delle istituzioni democratiche del nostro Paese.

Berlinguer riuscì a interpretare, più degli altri, il bisogno di cambiamento della società italiana. Ci ha insegnato che la politica è condivisione di una condizione umana, uno strumento che deve possedere la capacità persuasiva di un progetto di cambiamento. E che, quindi, deve coinvolgere l’umanità delle persone.

Berlinguer aveva questa capacità di coinvolgimento e ciò lo dimostra, per esempio, la vicinanza alle lotte del movimento femminile. Dedicò molto della sua riflessione alla questione femminile: la considerava come la mobilitazione più profonda che aveva mutato i confini della politica. In questo rapporto con le donne e il femminismo risiede una tra le più grandi motivazioni per cui Berlinguer è ancora attuale.

Oggi abbiamo bisogno di politica. E Berlinguer è stato un uomo politico animato da una profonda convinzione: quella secondo cui bisognava tornare a pensare la politica in funzione del fatto che le fondamenta dello Stato non si erano consolidate e che non bastavano “riforme dall’alto”. È per questo che Berlinguer ancora è attuale, perché necessitiamo di una politica concepita come strumento di un nuovo protagonismo delle masse subalterne. Non un movimento di protesta! Ma un disegno politico animato dall’idea di difendere e di sviluppare la democrazia italiana.

Berlinguer è ancora attuale perché abbiamo un bisogno oggettivo di “pensieri lunghi” capaci di leggere la nuova struttura del mondo. Abbiamo bisogno di un pensiero che ci dica dove andiamo.


da Filippo Bartolucci
candidato Consigliere Comunale PD







Questo è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 25-05-2022 alle 15:09 sul giornale del 26 maggio 2022 - 224 letture

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