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Punzo (Riformisti): "L’istituto dei ‘prestiti d’onore’ per la formazione universitaria a Jesi"

Alfredo Punzo 6' di lettura 25/05/2022 - È cronaca di questi giorni l’ulteriore e sonoro “schiaffone” rifilato al nostro sistema formativo nientedimeno che… dagli inglesi: ai quali i laureati italiani pare che… non interessino proprio più, al punto che… non ne vogliono più nel loro Paese!

Ora – e, per carità, non me ne vogliano… - gli inglesi un po’ “bastardi” nei giudizi e alquanto “snob” nella postura relazionale con chiunque inglese non è (… la BREXIT ha solo peggiorato la situazione) effettivamente, lo sono sempre stati ma… non ce la possiamo cavare così! Come gli struzzi, intendo, ovvero mettendo la testa sotto la sabbia!

Perché i problemi del nostro sistema formativo – dall’asilo nido ai dottorati di ricerca – non sono un mistero per nessuno se è vero (com’è vero) che siamo agli ultimi posti in tutti i ranking che contano; tipo, la percentuale dei laureati rispetto alla popolazione di età compresa tra i 25 ed i 64 anni che ci vede fanalino di coda in Europa ( Italia 20,1% vs media europea 32,8%, con una punta negativa del 16,2% al sud); oppure i criteri di reclutamento dei nuovi accademici e di valutazione di quelli che lo sono già, che risultano … un capolavoro di strumentalizzazione politica, buono solo a selezionare una classe dirigente che spicca soprattutto per … la fedeltà dell’appartenenza e per la spietata capacità di escludere i migliori tra i nostri giovani che… puntualmente e salvo rare eccezioni (dovute più alla cocciutaggine che ad altro…) se ne vanno altrove a produrre il progresso delle società che li accolgono; oppure la qualità della nostra produzione culturale, sempre più raramente innovativa o in grado di apportare contributi ‘pesanti’ e quasi sempre autoreferenziale e persino …molto poco originale!

Ed è una cosa gravissima perché, nelle società evolute, perdere la partita della Cultura significa, in realtà, perdere tutte le partite che contano qualcosa! Perché con la Cultura si perde la capacità di innovare con soluzioni nuove, elaborare nuovi punti di vista, immaginare nuovi modi per fare sviluppo e persino per… stare assieme!

Le responsabilità della politica per il degrado culturale della nostra classe dirigente – ed in questo i “sinistri” con la loro tanto millantata “superiorità culturale” sono stati e continuano ad essere indubbiamente dei fuoriclasse - è paragonabile solo a quella che compete a chi ha trasformato la magistratura in un randello per colpire l’avversario politico. Solo che… i danni che fai al Paese quando distruggi il sistema dell’alta formazione sono enormemente più grandi e duraturi! Dopodiché … si capisce un po’ più facilmente perché gli inglesi (“bastardi” e “snob”, d’accordo…), dovendo - in tempi di BREXIT - concedere permessi speciali per l’immigrazione ‘qualificata’, beh, preferiscano selezionare, escludendo gli italiani!

Anche nel nostro modesto ambito jesino, comunque, non ci siamo fatti mancare niente! Quando ero consigliere di maggioranza nella prima consigliatura Bacci, mi son battuto per far uscire il Comune dalla ‘partecipazione’ (con i soldi del bilancio comunale) alla Fondazione Colocci, la famigerata “sede distaccata” dell’università di Macerata a Jesi. Fu una battaglia durissima, perché avevo contro – oltre ai soliti interessati sinistri, si sa, intrinsecamente “culturalmente superiori” - anche larghe fette di quella maggioranza consiliare di cui io stesso facevo parte: ma il sindaco Bacci la pensava esattamente come me… tant’è che quatto quatto, pian pianino, sia pure nel giro di qualche anno, questa città ne è uscita; con la conseguenza che lo scempio (finanziario e culturale) costituito da quella sede distaccata è semplicemente morto da solo, per inedia, a dimostrazione del fatto che – evidentemente – in città nessuno ne era veramente interessato al punto da… metterci “del suo” (tanti quattrini intendo) per tenerla in piedi!

Chi vuole saperne di più (quanto danaro di tutti è stato profuso in quell’intrapresa, dove esattamente è finito, cosa ha prodotto, perché le sedi distaccate sono uno scempio finanziario e culturale e cosa si poteva e si può ancora fare in alternativa…) può, cliccando qui, leggersi un articolo che ora sta nel mio blog, che scrissi e pubblicai all’epoca e che suscitò reazioni a dir poco rabbiose da parte di chi su quella “sinistra” intrapresa lucrava danari e prestigio…. Ma il mio scopo di oggi non è …sparare sulla Croce Rossa: i “sinistri” son già bravissimi a farlo da soli!

Oggi – invece - voglio, nel solco del mio personale slogan per questa campagna elettorale “andare oltre nella continuità”, rilanciare ciò che proposi allora, l’istituzionalizzazione dei “PRESTITI D’ONORE”, i cui dettagli li potete leggere sempre nello stesso articolo che vi ho linkato sopra. I danari per iniziare potrebbero essere gli stessi che abbiamo risparmiato uscendo dalla fondazione e che abbiamo letteralmente gettato via per 10 anni nella famigerata sede distaccata senza battere ciglio!

Organizzativamente, l’iniziativa potrebbe essere collocata all’interno della Fondazione Pergolesi, della cui amministrazione potrebbe avvalersi a costo zero. E non servirebbe nemmeno un centesimo ulteriore per gestirla: basterebbe selezionare uno o due membri volenterosi e motivati del consiglio comunale (magari, perché no, anche uno dell’opposizione purché “realmente” volenteroso e motivato…) disposti a prestare gratuitamente la loro opera per organizzare ed avviare le uniche due azioni operative necessarie al funzionamento dell’iniziativa: estendere la platea dei finanziatori agli attori economici del territorio (… che secondo me – pubblici o privati che fossero - farebbero a cazzotti per esserci) e gestire le candidature alla fruizione dei prestiti e controllare gli esiti dei percorsi di carriera universitaria.

Questa proposta – come altre - NON è inclusa nel programma della coalizione di liste civiche che sostiene la candidatura a sindaco di Matteo Marasca: è, tuttavia, tra le proposte di Riformisti x Jesi e questa in particolare sarebbe l’oggetto di una delle prime mozioni che sottoporrei al voto consiliare (se fossi eletto), per impegnare il sindaco (che mi auguro possa essere Matteo Marasca) a dare il via a questa iniziativa che in tutto il resto del mondo – specialmente quel mondo che i nostri laureati non li vuole più … - esiste da tempo immemore e funziona non bene ma … benissimo!

Si può fare! Come tutte le ottime cose; ed i consiglieri – con la loro preziosa libertà da qualunque vincolo di mandato - in consiglio ci ‘stanno’ proprio per fare cose come questa! Poi… devono anche presidiare il programma di mandato, controllare la coerenza con esso di ciascuna iniziativa della Giunta portata all’approvazione del Consiglio…. Ma non sono lì solo per quello! Sono lì per fare Politica. Politica buona!

E l’istituzione dei ‘prestiti d’onore’ sarebbe … Politica buona, un lascito importante per il Futuro dei nostri giovani migliori. E per realizzarla, serve lungimiranza e determinazione! E noi Riformisti… ce l’abbiamo!


da Alfredo Punzo
Candidato consigliere Riformisti con Marasca Sindaco
 







Questo è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 25-05-2022 alle 09:29 sul giornale del 26 maggio 2022 - 173 letture

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