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Bartolucci (candidato PD): "Pace, giustizia sociale e legalità, bell'incontro con i giovani come me"

3' di lettura 27/05/2022 - Ieri, io ed Ero Giuliodori, siamo stati invitati, dal movimento politico e culturale Dipende da noi, di cui Paolo Campanelli è coordinatore, ad un evento organizzato per sensibilizzare il tema del rapporto tra politica e nuove generazioni, di cui io stesso faccio parte.

È stato un pomeriggio costruttivo.

Io ed Ero, coordinati da Paolo Campanelli, abbiamo affrontato tanti temi.

Ho introdotto il mio intervento parlando di Enrico Berlinguer. O meglio: del motivo per cui Berlinguer parla ancora a noi giovani. L’ho fatto tramite una sua citazione. In una manifestazione giovanile per la Pace, organizzata a Milano nel 1982, il segretario del PCI si rivolse ai giovani dicendo questo: “Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c’è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sulle ingiustizia”.

Ho espresso, inoltre, alle ragazze ed ai ragazzi la mia concezione del mondo riferendomi agli ultimi due anni. Anni in cui abbiamo vissuto la drammatica crisi provocata dal coronavirus e stiamo vivendo un altrettanto drammatica vicenda: la guerra in Ucraina.

Ai giovani ho detto che la pandemia, a mio modo di vedere, ha segnato la fine di una stagione caratterizzata dall’egemonia del neoliberismo: in questi ultimi anni abbiamo capito che l’economia deve accettare il ruolo della politica! Perché la politica serve per difendere la vita delle persone ed è l’unico strumento in grado di risolvere la drammatica guerra in Ucraina.

Alle ragazze ed ai ragazzi ho detto che oggi avremmo bisogno di una nuova Conferenza di Helsinki. Avremmo bisogno, cioè, che al centro della discussione politica torni una strategia: quella della coesistenza pacifica.

Inoltre: ho ricordato, a 30 anni dalla strage di Capaci, gli insegnamenti di tutti coloro che sono morti perché combattevano contro la mafia.

Ecco: ai ragazzi ho detto che lottare contro la mafia significa promuovere, in Italia, la giustizia sociale. In una società in cui prevale un interesse individuale, a discapito di quello collettivo, è una società che non ha futuro.

Ero Giuliodori, invece, nel suo intervento ha parlato di come si è arrivati alla Costituzione Italiana: con quali sacrifici, con quali lotte politiche e sociali abbiamo raggiunto una tra le più alte pagine della Storia del nostro paese. Ha parlato del ruolo della scuola nella società, dicendo che la scuola è lo strumento che forma i cittadini.

Ha spiegato la differenza tra lo Statuto Albertino e la Costituzione Italiana dicendo ai ragazzi che lo Statuto Albertino fu uno Statuto concesso dal re Carlo Alberto ai sudditi, cioè a uomini sottoposti a un’autorità sovrana; mentre la Costituzione è stata voluta dal popolo italiano, perché aveva bisogno di chiudere con la democrazia e con la Repubblica il ventennio fascista.

Ero ha parlato di quanto sia importante camminare verso l’emancipazione della donna nella società; ha fatto riferimento alle Costituenti e a tutte quelle donne che hanno lottato per raggiungere risultati politici. Io penso che quello di ieri sia stato un pomeriggio costruttivo.

La motivazione di fondo è questa: riportare i giovani alla politica.

Io mi impegnerò in Consiglio Comunale, qualora venissi eletto, per far sì che questi eventi vengano organizzati e per far sì che i giovani ritornino ad essere al centro di una discussione politica ampia, di una riflessione profonda e di far sì che riescano ad essere la nuova classe dirigente di Jesi.


da Filippo Bartolucci 

Candidato consigliere del PD







Questo è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 27-05-2022 alle 16:38 sul giornale del 28 maggio 2022 - 290 letture

In questo articolo si parla di politica, spazio elettorale autogestito

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