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Bartolucci (PD): "Candidati alla carica di sindaco alla prova dell'antifascismo"

1' di lettura 20/06/2022 - Jesi, 20 giugno 1944: vennero catturati, in Via Roma, una trentina di giovani. I tedeschi e i fascisti bloccarono gli accessi alla via e obbligarono i giovani a dirigersi verso via Montecappone.

Giunsero presso la villa Armanni, lì vennero rinchiusi nella casa colonica Massacci. Vennero perquisiti, minacciati, bastonati e rimessi in libertà tutti, tranne sette di essi: cinque jesini, Mario Saveri, Armando e Luigi Angeloni, Alfredo Santinelli e Francesco Cecchi, un calabrese di nome Vincenzo Carbone e un siciliano di nome Calogero Grasceffo. Questi sette giovani vennero torturati e fucilati nelle vicinanze del “Burrone”.

Jesi, oggi, necessita di un sindaco e di un’amministrazione apertamente antifascisti. Il tema della Resistenza, che insieme alla lotta partigiana è espressione e radice fondativa della Repubblica e della Costituzione, deve essere riportato nella nostra città e tutti i candidati alla carica di Sindaco devono fare una scelta di campo ben precisa: stare dalla parte degli antifascisti. Fiordelmondo l’ha già fatta.


da Filippo Bartolucci
Partito Democratico Jesi





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-06-2022 alle 14:16 sul giornale del 21 giugno 2022 - 239 letture

In questo articolo si parla di politica, comunicato stampa

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